Punture di spillo ZAMPA: USCITA DALLA PORTA E RIENTRATA DALLA FINESTRA

Evidentemente a casa non sa restare. Sottosegretaria alla salute nel Conte2, non è stata confermata da Mario Draghi nel suo Governo di “supposta” unità nazionale. Ma il ministro Roberto Speranza l’ha riportata come Consulente nel suo Dicastero. Si tratta dell’onorevole Sandra Zampa, storica collaboratrice di Romano Prodi che, dal 18 marzo, è responsabile degli aspetti comunicativi relativi alla relazioni internazionali e alle attività istituzionali del Ministero della salute. Una formula abbastanza complessa per dire più semplicemente che si occuperà di “comunicazione”. Ed è in questa veste che Sandra Zampa, intervistata dal Messaggero, ci dà due notizie: l’obbligo vaccinale con un milione di dosi al giorno e ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regioni.  Solo che la Consulente di Speranza ce li annuncia in termini un po’… prodiani, meno ultimativi: “se alla fine i dati delle somministrazioni non dovessero essere soddisfacenti, occorrerebbe aprire una riflessione sull’obbligo di vaccinazione senza nessuna caccia alle streghe”. Come conciliare l’“obbligo” ma evitando la “caccia alle streghe”  però non lo dice, rinviando una possibile soluzione alla parola “riflessione”. Anche sull’eventualità di ridefinire i rapporti tra Stato e Regioni, l’ex sottosegretaria alla Sanità ricorre al classico “bastone e carota”, escludendo un “processo” alle Regioni ma premettendo che con la pandemia alle spalle bisognerà rivedere il Titolo Quinto della Costituzione per riportare alcuni poteri a Roma. Una riforma  voluta dal centrosinistra alla vigilia delle elezioni del 2001 e studiata per togliere voti alla Lega, ma che si è rivelata un grosso errore accentuando tra l’altro la conflittualità con lo Stato centrale cui ora, checché dica la Zampa, sarà difficile porre rimedio. 

PdA

Evidentemente a casa non sa restare. Sottosegretaria alla salute nel Conte2, non è stata confermata da Mario Draghi nel suo Governo di “supposta” unità nazionale. Ma il ministro Roberto Speranza l’ha riportata come Consulente nel suo Dicastero. Si tratta dell’onorevole Sandra Zampa, storica collaboratrice di Romano Prodi che, dal 18 marzo, è responsabile degli aspetti comunicativi relativi alla relazioni internazionali e alle attività istituzionali del Ministero della salute. Una formula abbastanza complessa per dire più semplicemente che si occuperà di “comunicazione”. Ed è in questa veste che Sandra Zampa, intervistata dal Messaggero, ci dà due notizie: l’obbligo vaccinale con un milione di dosi al giorno e ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regioni.  Solo che la Consulente di Speranza ce li annuncia in termini un po’… prodiani, meno ultimativi: “se alla fine i dati delle somministrazioni non dovessero essere soddisfacenti, occorrerebbe aprire una riflessione sull’obbligo di vaccinazione senza nessuna caccia alle streghe”. Come conciliare l’“obbligo” ma evitando la “caccia alle streghe”  però non lo dice, rinviando una possibile soluzione alla parola “riflessione”. Anche sull’eventualità di ridefinire i rapporti tra Stato e Regioni, l’ex sottosegretaria alla Sanità ricorre al classico “bastone e carota”, escludendo un “processo” alle Regioni ma premettendo che con la pandemia alle spalle bisognerà rivedere il Titolo Quinto della Costituzione per riportare alcuni poteri a Roma. Una riforma  voluta dal centrosinistra alla vigilia delle elezioni del 2001 e studiata per togliere voti alla Lega, ma che si è rivelata un grosso errore accentuando tra l’altro la conflittualità con lo Stato centrale cui ora, checché dica la Zampa, sarà difficile porre rimedio. 

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