Putin e l’hockey sul ghiaccio. La surreale telefonata con Macron prima della guerra

Un documentario francese andato in onda su France 2 ha mostrato il contenuto della telefonata intercorsa tra il presidente francese Emmanuel Macron e Vladimir Putin pochi giorni prima dell’invasione russa. Tutto è pronto per l’“operazione speciale” in Ucraina, ma nessuno a parte l’intelligence americana, che lo aveva ampiamente previsto, sembra crederci. Fitte chiamate intercorrono tra Macron e Putin per scongiurare il peggio. È il 20 febbraio ed il presidente francese chiama quello russo per capire le sue intenzioni. Questa la risposta di Putin: “Abbiamo una lettura del tutto diversa della situazione. In occasione del nostro ultimo colloquio, ti ho ricordato e perfino letto gli articoli 9, 11 e 12 degli Accordi di Minsk”. Putin si spinge oltre accusando Zelensky non solo di non rispettare gli accordi di Minsk ma anche di volersi dotare dell’arma nucleare. “No, assurdo”, replica Macron, “li ho davanti a me”, con riferimento al testo degli accordi.

Prosegue il presidente francese: “C’è scritto che il governo dell’Ucraina propone e che questo viene fatto in consultazione ed accordo con i rappresentanti di alcune zone delle regioni di Donetsk e Lugansk, nel quadro del gruppo di contatto tripartito, ed è esattamente ciò che proponiamo di fare. Non so dove il tuo giurista abbia imparato il diritto, io mi limito a guardare i testi e cerco di applicarli. Non so quale giurista potrà dirti che i testi di legge sono proposti dai gruppi separatisti invece che dalle autorità democraticamente elette”. “Non si tratta – replica Putin – di un governo democraticamente eletto. Sono arrivati al potere attraverso un colpo di stato sanguinario. Ascoltami bene, il principio del dialogo prevede di prendere in considerazione gli interessi della controparte. Le proposte esistono. I separatisti, come li chiami, le hanno trasmesse agli ucraini, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. Dove sta il dialogo?”.

Macron ribatte: “Come ho appena finito di dirti non ci importa nulla delle proposte dei separatisti, quello che chiediamo loro è di replicare ai testi degli ucraini”. A questo punto Macron tenta di persuadere il presidente russo ad avere un incontro con il presidente Biden per tentare una de-escalation. Ma Putin prima nicchia e poi rinvia: “Prima di tutto dobbiamo preparare questo incontro a monte. Prima chiamerò i miei consiglieri, perché per non nasconderti nulla, volevo andare a giocare a hockey su ghiaccio. Al momento ti parlo dalla sala sport e sono sul punto di allenarmi sugli esercizi”.

Mariangela Marchioni

Un documentario francese andato in onda su France 2 ha mostrato il contenuto della telefonata intercorsa tra il presidente francese Emmanuel Macron e Vladimir Putin pochi giorni prima dell’invasione russa. Tutto è pronto per l’“operazione speciale” in Ucraina, ma nessuno a parte l’intelligence americana, che lo aveva ampiamente previsto, sembra crederci. Fitte chiamate intercorrono tra Macron e Putin per scongiurare il peggio. È il 20 febbraio ed il presidente francese chiama quello russo per capire le sue intenzioni. Questa la risposta di Putin: “Abbiamo una lettura del tutto diversa della situazione. In occasione del nostro ultimo colloquio, ti ho ricordato e perfino letto gli articoli 9, 11 e 12 degli Accordi di Minsk”. Putin si spinge oltre accusando Zelensky non solo di non rispettare gli accordi di Minsk ma anche di volersi dotare dell’arma nucleare. “No, assurdo”, replica Macron, “li ho davanti a me”, con riferimento al testo degli accordi.

Prosegue il presidente francese: “C’è scritto che il governo dell’Ucraina propone e che questo viene fatto in consultazione ed accordo con i rappresentanti di alcune zone delle regioni di Donetsk e Lugansk, nel quadro del gruppo di contatto tripartito, ed è esattamente ciò che proponiamo di fare. Non so dove il tuo giurista abbia imparato il diritto, io mi limito a guardare i testi e cerco di applicarli. Non so quale giurista potrà dirti che i testi di legge sono proposti dai gruppi separatisti invece che dalle autorità democraticamente elette”. “Non si tratta – replica Putin – di un governo democraticamente eletto. Sono arrivati al potere attraverso un colpo di stato sanguinario. Ascoltami bene, il principio del dialogo prevede di prendere in considerazione gli interessi della controparte. Le proposte esistono. I separatisti, come li chiami, le hanno trasmesse agli ucraini, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. Dove sta il dialogo?”.

Macron ribatte: “Come ho appena finito di dirti non ci importa nulla delle proposte dei separatisti, quello che chiediamo loro è di replicare ai testi degli ucraini”. A questo punto Macron tenta di persuadere il presidente russo ad avere un incontro con il presidente Biden per tentare una de-escalation. Ma Putin prima nicchia e poi rinvia: “Prima di tutto dobbiamo preparare questo incontro a monte. Prima chiamerò i miei consiglieri, perché per non nasconderti nulla, volevo andare a giocare a hockey su ghiaccio. Al momento ti parlo dalla sala sport e sono sul punto di allenarmi sugli esercizi”.

Mariangela Marchioni

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