Putin fissa le linee per proseguire la trattativa sull’Ucraina

Nell’incontro con il vicino Lukashenko Putin fissa le linee per proseguire la trattativa sull’Ucraina con l’Occidente e appare quasi ottimista. Dice che Europa e Usa stanno solo cercando una scusa per imporre nuove sanzioni e fa annunciare con grandi fanfare nuove manovre militari, questa volta delle forze nucleari strategiche. Il leader del Cremlino è scontento di come vanno le cose sul piano negoziale e chiede più impegno e maggiori concessioni ai suoi interlocutori. Intanto sulla questione delle due repubbliche di Donetsk e Lugansk che si sono autoproclamate indipendenti. «Nonostante i nostri sforzi— dice — il processo di ricomposizione della crisi è ancora ingolfato». Poi Putin accusa esplicitamente il governo ucraino: «Kiev non sta attuando gli accordi di Minsk e in particolare rifiuta categoricamente il dialogo diretto con i rappresentanti di Donetsk e Lugansk. Sta sabotando in sostanza l’attuazione delle intese». Non modifica la sua Costituzione, come previsto dai protocolli, per assicurare uno status speciale al Donbass; non concede le elezioni locali e non vara la prevista amnistia. Inoltre, secondo il presidente russo, «in Ucraina vengono violati sistematicamente e massicciamente i diritti umani a livello legislativo e viene sancita la discriminazione della popolazione russofona» con un provvedimento che limita sensibilmente l’uso della lingua russa. Per Putin, «tutto quello che deve fare Kiev è mettersi al tavolo con i rappresentanti del Donbass per concordare misure politiche, militari, economiche e umanitarie per terminare il conflitto. E quanto prima ciò avverrà meglio sarà. Purtroppo, proprio ora stiamo osservando al contrario un inasprimento della situazione».

Nell’incontro con il vicino Lukashenko Putin fissa le linee per proseguire la trattativa sull’Ucraina con l’Occidente e appare quasi ottimista. Dice che Europa e Usa stanno solo cercando una scusa per imporre nuove sanzioni e fa annunciare con grandi fanfare nuove manovre militari, questa volta delle forze nucleari strategiche. Il leader del Cremlino è scontento di come vanno le cose sul piano negoziale e chiede più impegno e maggiori concessioni ai suoi interlocutori. Intanto sulla questione delle due repubbliche di Donetsk e Lugansk che si sono autoproclamate indipendenti. «Nonostante i nostri sforzi— dice — il processo di ricomposizione della crisi è ancora ingolfato». Poi Putin accusa esplicitamente il governo ucraino: «Kiev non sta attuando gli accordi di Minsk e in particolare rifiuta categoricamente il dialogo diretto con i rappresentanti di Donetsk e Lugansk. Sta sabotando in sostanza l’attuazione delle intese». Non modifica la sua Costituzione, come previsto dai protocolli, per assicurare uno status speciale al Donbass; non concede le elezioni locali e non vara la prevista amnistia. Inoltre, secondo il presidente russo, «in Ucraina vengono violati sistematicamente e massicciamente i diritti umani a livello legislativo e viene sancita la discriminazione della popolazione russofona» con un provvedimento che limita sensibilmente l’uso della lingua russa. Per Putin, «tutto quello che deve fare Kiev è mettersi al tavolo con i rappresentanti del Donbass per concordare misure politiche, militari, economiche e umanitarie per terminare il conflitto. E quanto prima ciò avverrà meglio sarà. Purtroppo, proprio ora stiamo osservando al contrario un inasprimento della situazione».

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