Qatar, il signore delle mazzette. A sinistra è caos Regionali

Avrebbero accettato un fiume di soldi per ripulire l’immagine del Qatar. La sinistra europea, e quella italiana, finiscono al centro di un’inchiesta della procura di Bruxelles che ha spiccato perquisizioni e mandati d’arresto in tutta Europa. L’Italia finisce al centro dell’indagine con l’ex eurodeputato Pd e Articolo 1 lombardo Antonio Panzeri, il segretario dell’Ituc, l’International Trade Union Confederation, la confederazione internazionale dei sindacati e Niccolò Figà Talamanca, segretario della onlus No Peace Without Justice. Sono state arrestate, inoltre, la moglie e la figlia dell’ex eurodeputato che, secondo gli inquirenti, sarebbero state al corrente dei doni ricevuti da Panzeri e “consapevoli delle attività” da lui svolte per meritarseli. Si parla, tra le altre cose, anche di vacanze stellari da ben 100mila euro. Panzeri, inoltre, avrebbe ottenuto (in cambio di pressioni sul parlamento europeo) fondi e doni anche dal Marocco. Dalle perquisizioni, infine, sarebbero spuntati ben 600mila euro in contanti custoditi nell’abitazione dell’ex parlamentare europeo.
Nel mirino degli investigatori di Bruxelles ci sono le attività di due Ong. Oltre a No Peace Without Justice c’è anche l’associazione Fight Impunity, che risulta essere stata fondata e presieduta dallo stesso Antonio Panzeri. Nel board di Fight Impunity, tra gli altri, c’era anche Federica Mogherini, ex alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la sicurezza, oggi alla guida, come rettrice, del Collegio d’Europa. Mogherini ha fatto sapere, subito dopo la pubblicazione dei primi atti dell’inchiesta, di aver rassegnato le sue dimissioni da Fight Impunity.
Articolo 1, intanto, ha scelto di sospendere Panzeri dall’elenco dei suoi iscritti. In una nota, l’organizzazione politica a sinistra del Pd ha spiegato che “nell’esprimere sconcerto per quanto sta emergendo, Articolo Uno esprime fiducia nell’autorità giudiziaria e auspica che Panzeri possa dimostrare la sua estraneità a una vicenda del tutto incompatibile con la sua storia e il suo impegno politico”. Di tutt’altro avviso, invece, è la Lega che ha chiesto immediatamente la riunione del Copasir e l’avvio di una commissione speciale all’europarlamento “sulle ingerenze straniere dopo le indagini, le perquisizioni e gli arresti che hanno coinvolto un eletto del Pd e altri esponenti di primo piano della sinistra a Bruxelles”.
Il Carroccio attacca frontalmente il Partito democratico: “In cambio di denaro, nel Pd e tra i suoi alleati c’è chi ha chiuso gli occhi sulla violazione dei diritti umani? A differenza di chi per anni ha cavalcato insinuazioni e fake news contro i rivali politici, da garantisti speriamo vivamente che le accuse siano infondate e proprio per questo auspichiamo sia fatta luce in modo rapido e inequivocabile”.
Duro il commento di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che in una nota ingiunge alla sinistra di smettere, una volta e per tutte, i panni della superiorità morale. “In attesa, da garantisti, di conoscere la reale portata degli eventi, assistiamo con sconcerto a quanto si sta verificando con iniziative giudiziarie maturate a livello europeo”, dice Gasparri che continuat: “Il già eurodeputato del Pd, Panzeri, molto vicino anche ad ambienti della Cgil e frequentatore di suoi leader, sarebbe stato protagonista di una vicenda inquietante a tutela degli interessi del Qatar. Uno Stato che ha una condotta assai ambigua in riferimento ai gruppi fondamentalisti”.
Per l’esponente di Forza Italia: “Pressioni, addirittura erogazioni di denaro, ed altre vicende inquietanti emergerebbero dalle cronache. Che cosa ha da dire il Pd su questa vicenda?”.
Dunque Gasparri affonda la lama delle polemiche: “Che cosa hanno da dire gli altri ambienti della sinistra più identitaria alla quale poi Panzeri ha fatto riferimento? Nella inquietante vicenda del Qatar spuntano anche delle Ong. Non vogliamo criminalizzare il settore, ma queste realtà presentano andamenti alterni. Accanto ad autentici esempi di virtù, abbiamo delle Ong dalla condotta tutta da verificare. È uno scandalo”. Il Pd si riunirà tra oggi e domani, in Europa, per fare il punto della situazione. Che è gravissima e, infatti, nella sinistra europea regnano confusione e amarezza. Si teme, infatti, che si possa trattare del colpo di grazia alla credibilità del partito su temi, come i diritti e il lavoro, che sono centrali per la sinistra, in Italia e non solo.
La vicenda, infatti, non è solo europea. Che si trova davanti a un caso di corruzione senza precedenti nella storia comunitaria e che rischia di lanciare un’ombra pesante, l’ennesima, sulle istituzioni Ue. Presto, infatti, avrà ripercussioni anche in Italia e, politicamente, potrebbe pesare sulle regionali. Un caso così clamoroso di corruzione potrebbe far arricciare il naso al M5s che pure sta tentando un’alleanza con il Pd sul nome di Majorino. Dai pentastellati sono giunte parole dure: “Le notizie sulle presunte mazzette e regali da parte del Qatar per influenzare le decisioni del Parlamento Europeo sono gravissime e inquietanti. Il Parlamento Europeo è e deve restare una casa di vetro per i cittadini e ci preoccupa dunque il ruolo assunto nelle presunte condotte illecite di alcuni suoi dipendenti. Auspichiamo che venga fatta piena luce sul loro coinvolgimento e su quello di esponenti politici e sindacalisti italiani”.

Avrebbero accettato un fiume di soldi per ripulire l’immagine del Qatar. La sinistra europea, e quella italiana, finiscono al centro di un’inchiesta della procura di Bruxelles che ha spiccato perquisizioni e mandati d’arresto in tutta Europa. L’Italia finisce al centro dell’indagine con l’ex eurodeputato Pd e Articolo 1 lombardo Antonio Panzeri, il segretario dell’Ituc, l’International Trade Union Confederation, la confederazione internazionale dei sindacati e Niccolò Figà Talamanca, segretario della onlus No Peace Without Justice. Sono state arrestate, inoltre, la moglie e la figlia dell’ex eurodeputato che, secondo gli inquirenti, sarebbero state al corrente dei doni ricevuti da Panzeri e “consapevoli delle attività” da lui svolte per meritarseli. Si parla, tra le altre cose, anche di vacanze stellari da ben 100mila euro. Panzeri, inoltre, avrebbe ottenuto (in cambio di pressioni sul parlamento europeo) fondi e doni anche dal Marocco. Dalle perquisizioni, infine, sarebbero spuntati ben 600mila euro in contanti custoditi nell’abitazione dell’ex parlamentare europeo.
Nel mirino degli investigatori di Bruxelles ci sono le attività di due Ong. Oltre a No Peace Without Justice c’è anche l’associazione Fight Impunity, che risulta essere stata fondata e presieduta dallo stesso Antonio Panzeri. Nel board di Fight Impunity, tra gli altri, c’era anche Federica Mogherini, ex alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la sicurezza, oggi alla guida, come rettrice, del Collegio d’Europa. Mogherini ha fatto sapere, subito dopo la pubblicazione dei primi atti dell’inchiesta, di aver rassegnato le sue dimissioni da Fight Impunity.
Articolo 1, intanto, ha scelto di sospendere Panzeri dall’elenco dei suoi iscritti. In una nota, l’organizzazione politica a sinistra del Pd ha spiegato che “nell’esprimere sconcerto per quanto sta emergendo, Articolo Uno esprime fiducia nell’autorità giudiziaria e auspica che Panzeri possa dimostrare la sua estraneità a una vicenda del tutto incompatibile con la sua storia e il suo impegno politico”. Di tutt’altro avviso, invece, è la Lega che ha chiesto immediatamente la riunione del Copasir e l’avvio di una commissione speciale all’europarlamento “sulle ingerenze straniere dopo le indagini, le perquisizioni e gli arresti che hanno coinvolto un eletto del Pd e altri esponenti di primo piano della sinistra a Bruxelles”.
Il Carroccio attacca frontalmente il Partito democratico: “In cambio di denaro, nel Pd e tra i suoi alleati c’è chi ha chiuso gli occhi sulla violazione dei diritti umani? A differenza di chi per anni ha cavalcato insinuazioni e fake news contro i rivali politici, da garantisti speriamo vivamente che le accuse siano infondate e proprio per questo auspichiamo sia fatta luce in modo rapido e inequivocabile”.
Duro il commento di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che in una nota ingiunge alla sinistra di smettere, una volta e per tutte, i panni della superiorità morale. “In attesa, da garantisti, di conoscere la reale portata degli eventi, assistiamo con sconcerto a quanto si sta verificando con iniziative giudiziarie maturate a livello europeo”, dice Gasparri che continuat: “Il già eurodeputato del Pd, Panzeri, molto vicino anche ad ambienti della Cgil e frequentatore di suoi leader, sarebbe stato protagonista di una vicenda inquietante a tutela degli interessi del Qatar. Uno Stato che ha una condotta assai ambigua in riferimento ai gruppi fondamentalisti”.
Per l’esponente di Forza Italia: “Pressioni, addirittura erogazioni di denaro, ed altre vicende inquietanti emergerebbero dalle cronache. Che cosa ha da dire il Pd su questa vicenda?”.
Dunque Gasparri affonda la lama delle polemiche: “Che cosa hanno da dire gli altri ambienti della sinistra più identitaria alla quale poi Panzeri ha fatto riferimento? Nella inquietante vicenda del Qatar spuntano anche delle Ong. Non vogliamo criminalizzare il settore, ma queste realtà presentano andamenti alterni. Accanto ad autentici esempi di virtù, abbiamo delle Ong dalla condotta tutta da verificare. È uno scandalo”. Il Pd si riunirà tra oggi e domani, in Europa, per fare il punto della situazione. Che è gravissima e, infatti, nella sinistra europea regnano confusione e amarezza. Si teme, infatti, che si possa trattare del colpo di grazia alla credibilità del partito su temi, come i diritti e il lavoro, che sono centrali per la sinistra, in Italia e non solo.
La vicenda, infatti, non è solo europea. Che si trova davanti a un caso di corruzione senza precedenti nella storia comunitaria e che rischia di lanciare un’ombra pesante, l’ennesima, sulle istituzioni Ue. Presto, infatti, avrà ripercussioni anche in Italia e, politicamente, potrebbe pesare sulle regionali. Un caso così clamoroso di corruzione potrebbe far arricciare il naso al M5s che pure sta tentando un’alleanza con il Pd sul nome di Majorino. Dai pentastellati sono giunte parole dure: “Le notizie sulle presunte mazzette e regali da parte del Qatar per influenzare le decisioni del Parlamento Europeo sono gravissime e inquietanti. Il Parlamento Europeo è e deve restare una casa di vetro per i cittadini e ci preoccupa dunque il ruolo assunto nelle presunte condotte illecite di alcuni suoi dipendenti. Auspichiamo che venga fatta piena luce sul loro coinvolgimento e su quello di esponenti politici e sindacalisti italiani”.

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