QUEI MIGRANTI VENUTI DALL’UE

 

“Le riammissioni dei migranti sono legittime e doverose”: il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, ieri a Trieste per il vertice in prefettura del Comitato per l’ordine per la sicurezza pubblica riguardo l’emergenza della rotta balcanica, non ha dubbi. E questo con buona pace della polizia di frontiera di Trieste che da settimane sostiene che le riammissioni nella vicina Slovenia non funzionano e che si possono finora contare sulle dita di una mano. Insomma, uno strumento che assolutamente va “rafforzato e riattivato”, secondo il Viminale; un’illusione che ancora non ha dato alcun frutto, stando alle testimonianze della polizia di frontiera e una decisione di “inaudita gravità”, secondo il parere dell’Ics Consorzio italiano di solidarietà. Per Piantedosi, dunque, lo strumento delle riammissioni “va fatto con i nostri partner. Riteniamo infatti che si tratti di un mezzo perfettamente in linea con le norme europee e internazionali, applicate anche in modi bilaterale come con la Francia. Inoltre, secondo il ministro è necessario “mantenere e rilanciare le riammissioni, anche con il supporto di alcune tecnologie. Per noi è pienamente legittimo, è uno degli obiettivi da perseguire”. La riammissione degli immigrati in Slovenia, ma anche in Croazia, presuppone un’incondizionata collaborazione con le autorità confinanti. “Sicuramente – sono state al proposito le parole del ministro – ci sarà l’opportunità e la necessità di incontrare l’omologo sloveno per condividere le riflessioni odierne”, aggiungendo che “ci sono già proficue attività e un sistema di interforze (pattuglie miste, ndr) che ha rapporti proficui sullo sviluppo delle indagini e sugli strumenti di prevenzione nei traffici di migranti anche lungo la rotta balcanica”. Quello di ieri, stando al ministro, ha voluto essere un incontro che rimarcasse l’attenzione del governo per la situazione venutasi a creare in Fvg dove da tempo si parla di Lampedusa del Nord. Gli ingressi di immigrati dalla “porta” di Trieste sono infatti in netto aumento. Il 90% è rappresentato da afghani in fuga dal governo talebano. Stando a fonti di Frontex, lungo la rotta balcanica l’aumento di immigrati è stato negli ultimi mesi del 170%. “Ci siamo concentrati molto sulla rotta balcanica – ha aggiunto Piantedosi – condividendo un’analisi con le forze dell’ordine locali; riteniamo importante, poi, sentire anche i governatori”. Per il ministro serve “sicura umanità, ma altrettanta fermezza su un tema così importante. Qui c’è una sinergia totale tra le istituzioni, ci sono i presupposti per alleggerire” il peso del fenomeno migratorio in questo territorio. Piantedosi pare anche avere bocciato la politica dell’accoglienza diffusa. “Ribadisco – è il suo commento – che l’accoglienza diffusa continua a presentare l’impossibilità di svolgere controlli e quindi ritengo che forse siano meglio altre esperienze dove i controlli sono permessi e non c’è questo impatto sul tessuto sociale della popolazione”. Il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga ha commentato che “l’incontro che il ministro avrà con il suo omologo sloveno lunedì, penso rappresenti uno dei passaggi fondamentali che può incidere sul tema della rotta balcanica”. Secondo il presidente dell’Ics, Gianfranco Schiavone, le dichiarazioni di Piantedosi sulle riammissioni sono di “un’inaudita gravità” stante che il Governo nell’ottobre 2021 aveva riconosciuto che in presenza della manifestazione della volontà del cittadino straniero di chiedere asilo “non si dà luogo alla riammissione”, una espressione in linguaggio burocratico che riconosceva l’illegalità delle riammissioni dei richiedenti asilo avvenute in precedenza sulla frontiera italo-slovena, condotta censurata dal Tribunale di Roma a seguito della quale le riammissioni furono sospese.

 

“Le riammissioni dei migranti sono legittime e doverose”: il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, ieri a Trieste per il vertice in prefettura del Comitato per l’ordine per la sicurezza pubblica riguardo l’emergenza della rotta balcanica, non ha dubbi. E questo con buona pace della polizia di frontiera di Trieste che da settimane sostiene che le riammissioni nella vicina Slovenia non funzionano e che si possono finora contare sulle dita di una mano. Insomma, uno strumento che assolutamente va “rafforzato e riattivato”, secondo il Viminale; un’illusione che ancora non ha dato alcun frutto, stando alle testimonianze della polizia di frontiera e una decisione di “inaudita gravità”, secondo il parere dell’Ics Consorzio italiano di solidarietà. Per Piantedosi, dunque, lo strumento delle riammissioni “va fatto con i nostri partner. Riteniamo infatti che si tratti di un mezzo perfettamente in linea con le norme europee e internazionali, applicate anche in modi bilaterale come con la Francia. Inoltre, secondo il ministro è necessario “mantenere e rilanciare le riammissioni, anche con il supporto di alcune tecnologie. Per noi è pienamente legittimo, è uno degli obiettivi da perseguire”. La riammissione degli immigrati in Slovenia, ma anche in Croazia, presuppone un’incondizionata collaborazione con le autorità confinanti. “Sicuramente – sono state al proposito le parole del ministro – ci sarà l’opportunità e la necessità di incontrare l’omologo sloveno per condividere le riflessioni odierne”, aggiungendo che “ci sono già proficue attività e un sistema di interforze (pattuglie miste, ndr) che ha rapporti proficui sullo sviluppo delle indagini e sugli strumenti di prevenzione nei traffici di migranti anche lungo la rotta balcanica”. Quello di ieri, stando al ministro, ha voluto essere un incontro che rimarcasse l’attenzione del governo per la situazione venutasi a creare in Fvg dove da tempo si parla di Lampedusa del Nord. Gli ingressi di immigrati dalla “porta” di Trieste sono infatti in netto aumento. Il 90% è rappresentato da afghani in fuga dal governo talebano. Stando a fonti di Frontex, lungo la rotta balcanica l’aumento di immigrati è stato negli ultimi mesi del 170%. “Ci siamo concentrati molto sulla rotta balcanica – ha aggiunto Piantedosi – condividendo un’analisi con le forze dell’ordine locali; riteniamo importante, poi, sentire anche i governatori”. Per il ministro serve “sicura umanità, ma altrettanta fermezza su un tema così importante. Qui c’è una sinergia totale tra le istituzioni, ci sono i presupposti per alleggerire” il peso del fenomeno migratorio in questo territorio. Piantedosi pare anche avere bocciato la politica dell’accoglienza diffusa. “Ribadisco – è il suo commento – che l’accoglienza diffusa continua a presentare l’impossibilità di svolgere controlli e quindi ritengo che forse siano meglio altre esperienze dove i controlli sono permessi e non c’è questo impatto sul tessuto sociale della popolazione”. Il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga ha commentato che “l’incontro che il ministro avrà con il suo omologo sloveno lunedì, penso rappresenti uno dei passaggi fondamentali che può incidere sul tema della rotta balcanica”. Secondo il presidente dell’Ics, Gianfranco Schiavone, le dichiarazioni di Piantedosi sulle riammissioni sono di “un’inaudita gravità” stante che il Governo nell’ottobre 2021 aveva riconosciuto che in presenza della manifestazione della volontà del cittadino straniero di chiedere asilo “non si dà luogo alla riammissione”, una espressione in linguaggio burocratico che riconosceva l’illegalità delle riammissioni dei richiedenti asilo avvenute in precedenza sulla frontiera italo-slovena, condotta censurata dal Tribunale di Roma a seguito della quale le riammissioni furono sospese.
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