Quelli che il referendum vale solo se vincono i No e chi vota Sì è un criminale
“Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Parola di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli e super testimonial di chi teme che al referendum vinca il Sì. Siamo di nuovo ai buoni e cattivi alla lavagna segnati da quei maestrini che criminalizzano chi non la pensa come loro. È lo stesso inaccettabile criterio per cui tanti radical chic sono stizziti dal fatto che il loro voto valga quanto quello di uno de destra, bifolco e gretto. Apriti cielo se poi questa masnada di cittadini non di sinistra dovesse vincere. Nulla di più anti-democratico da parte di questi signori con la terra che gli trema sotto i piedi. In sostanza, per siffatti personaggi, chi vota Sì è un pericolo per la democrazia, però quella di chi vota No, che per loro è l’unica valida. Il problema è che ci sono italiani talmente pigri – diciamo così – da credere a certe affermazioni. Pur non avendo alcun vantaggio nel farlo. Mai come stavolta, dunque, votare Sì significa dire Sì alla verità contro le bugie.
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