Quirinale, torna l’ipotesi Mattarella bis

Qualcuno lo ha fatto perché è realmente convinto che sia la soluzione migliore, la maggior parte pare abbia voluto dare un chiaro segnale al leader Conte, ma c’è anche chi ha approfittato dell’occasione per “contarsi”, secondo una prassi consolidata da queste parti. In ogni caso tutto conduce al Movimento 5 Stelle, la cui firma sembra apposta in calce alla gran parte dei voti a Sergio Mattarella nel terzo scrutinio.  E sarebbero in particolare i “ribelli” del Movimento i protagonisti principali dell’azione, unitamente a qualche esponente del Gruppo Misto, con l’obiettivo di “svegliare” i leader politici da questa sorta di torpore che impedisce di vedere all’orizzonte una svolta che salvaguardi soprattutto la fine della legislatura. Da qualche parte si legge però questa votazione come la risposta alla presentazione di Crosetto come candidato di bandiera di Fratelli d’Italia.

Su Mattarella l’imprimatur dei 5stelle sembra certificato dalle dichiarazioni della capogruppo al Senato, Mariolina Castellone: “Credo che ci sia un consenso trasversale per il grande lavoro da lui svolto e i voti rappresentano l’apprezzamento che tutto il Parlamento gli vuole esprimere. È chiaro che ci sono dei voti nostri, ma sarebbe sminuire il valore del Presidente attribuirlo ad una sola forza politica. Dobbiamo andare verso l’elezione di un Presidente che rappresenti l’attuale maggioranza di governo, altrimenti sarebbe a rischio la tenuta di questa maggioranza ed anche del governo”.

Sull’altro versante, però, fa sentire la sua voce anche chi, presentando una candidatura di bandiera, ha voluto a sua volta rilanciare il senso di appartenenza al centrodestra: Fratelli d’Italia spiega in una nota che “il risultato della candidatura di bandiera di Guido Crosetto – che raccoglie in aula il doppio dei voti di Fratelli d’Italia che lo proponeva – dimostra la potenziale attrattività che avrebbe un candidato unitario del centrodestra nell’attuale Parlamento. Ragione per la quale ancora una volta, pienamente soddisfatti dell’unità con cui il centrodestra si sta muovendo in questa fase, FdI continua a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Matteo Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”.

Una critica al centrosinistra arriva da Forza Italia, che attraverso Gasparri bolla la sinistra come “faziosa contro qualsiasi ipotesi non nasca da loro. Prima l’ostracismo a Berlusconi, poi il no a una rosa di persone qualificate e senza tessere di partito, ora i toni di Letta assolutamente sgradevoli e inaccettabili nei confronti della Presidente del Senato Casellati, da tutti stimata e apprezzata. Purtroppo la sinistra pretende di dettare le regole anche quando non ha i numeri per farlo”.

Qualcuno lo ha fatto perché è realmente convinto che sia la soluzione migliore, la maggior parte pare abbia voluto dare un chiaro segnale al leader Conte, ma c’è anche chi ha approfittato dell’occasione per “contarsi”, secondo una prassi consolidata da queste parti. In ogni caso tutto conduce al Movimento 5 Stelle, la cui firma sembra apposta in calce alla gran parte dei voti a Sergio Mattarella nel terzo scrutinio.  E sarebbero in particolare i “ribelli” del Movimento i protagonisti principali dell’azione, unitamente a qualche esponente del Gruppo Misto, con l’obiettivo di “svegliare” i leader politici da questa sorta di torpore che impedisce di vedere all’orizzonte una svolta che salvaguardi soprattutto la fine della legislatura. Da qualche parte si legge però questa votazione come la risposta alla presentazione di Crosetto come candidato di bandiera di Fratelli d’Italia.

Su Mattarella l’imprimatur dei 5stelle sembra certificato dalle dichiarazioni della capogruppo al Senato, Mariolina Castellone: “Credo che ci sia un consenso trasversale per il grande lavoro da lui svolto e i voti rappresentano l’apprezzamento che tutto il Parlamento gli vuole esprimere. È chiaro che ci sono dei voti nostri, ma sarebbe sminuire il valore del Presidente attribuirlo ad una sola forza politica. Dobbiamo andare verso l’elezione di un Presidente che rappresenti l’attuale maggioranza di governo, altrimenti sarebbe a rischio la tenuta di questa maggioranza ed anche del governo”.

Sull’altro versante, però, fa sentire la sua voce anche chi, presentando una candidatura di bandiera, ha voluto a sua volta rilanciare il senso di appartenenza al centrodestra: Fratelli d’Italia spiega in una nota che “il risultato della candidatura di bandiera di Guido Crosetto – che raccoglie in aula il doppio dei voti di Fratelli d’Italia che lo proponeva – dimostra la potenziale attrattività che avrebbe un candidato unitario del centrodestra nell’attuale Parlamento. Ragione per la quale ancora una volta, pienamente soddisfatti dell’unità con cui il centrodestra si sta muovendo in questa fase, FdI continua a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Matteo Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”.

Una critica al centrosinistra arriva da Forza Italia, che attraverso Gasparri bolla la sinistra come “faziosa contro qualsiasi ipotesi non nasca da loro. Prima l’ostracismo a Berlusconi, poi il no a una rosa di persone qualificate e senza tessere di partito, ora i toni di Letta assolutamente sgradevoli e inaccettabili nei confronti della Presidente del Senato Casellati, da tutti stimata e apprezzata. Purtroppo la sinistra pretende di dettare le regole anche quando non ha i numeri per farlo”.

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