RAI. ANZALDI (IV): UE PENSI AL CONTRATTO SERVIZIO NON AL CANONE IN BOLLETTA

“In realtà credo che all’Europa che ci chiede di scorporare il canone Rai dalla bolletta vadano fatte alcune domande: lo sa l’Ue che il Contratto di servizio Rai prevede l’obbligo di aumentare gli spazi di informazione, ma l’informazione invece è stata tagliata? Lo sa l’Ue che la Concessione prevede il taglio delle direzioni e l’accorpamento delle testate, ma invece assistiamo a continue nomine di nuovi direttori? Lo sa l’Ue che in questi anni la Rai è stata ripetutamente sanzionata dall`Agcom per il mancato rispetto del pluralismo? Invece di parlare di canone, bisognerebbe parlare di questo”. Ecco quanto affermato ai microfoni di “VigilanzaTv” da  Michele Anzaldi (IV).

Il  deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai ha proseguito: “Si tratta di una previsione contenuta negli impegni del Pnrr e come tale va rispettata, anche se può apparire discutibile. Ho detto, invece, che sollevare strumentalmente il caso significa voler strizzare l’occhio agli evasori, a chi il canone vorrebbe tornare a non pagarlo, mentre grazie alla riforma voluta da Matteo Renzi in questi anni abbiamo tutti pagato meno, passando da 113 a 90 euro a famiglia. Il dg dell`Ebu Curran in Vigilanza disse che se un`emittente pubblica non rispetta il Contratto di Servizio, l`authority di controllo può anche sospendere o ridurre il canone. Ecco, sarebbe opportuno discutere di questo, più che del canone in bolletta. Al dg dell`Ebu ho inviato la documentazione con la delibera Agcom che aveva sanzionato la Rai, ma non è arrivata nessuna risposta.
D`altronde sarebbe anche il caso che ci si domandasse perché gli italiani, che non si fanno problemi a pagare il canone annuale di Sky, di Netflix, di Disney+, di Amazon, di Dazn, di Now Tv etc., considerano invece il canone Rai, il cui importo è ora persino inferiore, la tassa più odiata. C`è un problema di qualità, e per il servizio pubblico la qualità è innanzitutto qualità dell`informazione. Su questo neanche la Rai del presidente Draghi ha finora cambiato le cose. Il Piano Newsroom, che adeguerebbe la Rai alle maggiori emittenti pubbliche europee e farebbe risparmiare 70 milioni all`anno, resta ancora incredibilmente chiuso in un cassetto. Perché?”.

“In realtà credo che all’Europa che ci chiede di scorporare il canone Rai dalla bolletta vadano fatte alcune domande: lo sa l’Ue che il Contratto di servizio Rai prevede l’obbligo di aumentare gli spazi di informazione, ma l’informazione invece è stata tagliata? Lo sa l’Ue che la Concessione prevede il taglio delle direzioni e l’accorpamento delle testate, ma invece assistiamo a continue nomine di nuovi direttori? Lo sa l’Ue che in questi anni la Rai è stata ripetutamente sanzionata dall`Agcom per il mancato rispetto del pluralismo? Invece di parlare di canone, bisognerebbe parlare di questo”. Ecco quanto affermato ai microfoni di “VigilanzaTv” da  Michele Anzaldi (IV).

Il  deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai ha proseguito: “Si tratta di una previsione contenuta negli impegni del Pnrr e come tale va rispettata, anche se può apparire discutibile. Ho detto, invece, che sollevare strumentalmente il caso significa voler strizzare l’occhio agli evasori, a chi il canone vorrebbe tornare a non pagarlo, mentre grazie alla riforma voluta da Matteo Renzi in questi anni abbiamo tutti pagato meno, passando da 113 a 90 euro a famiglia. Il dg dell`Ebu Curran in Vigilanza disse che se un`emittente pubblica non rispetta il Contratto di Servizio, l`authority di controllo può anche sospendere o ridurre il canone. Ecco, sarebbe opportuno discutere di questo, più che del canone in bolletta. Al dg dell`Ebu ho inviato la documentazione con la delibera Agcom che aveva sanzionato la Rai, ma non è arrivata nessuna risposta.
D`altronde sarebbe anche il caso che ci si domandasse perché gli italiani, che non si fanno problemi a pagare il canone annuale di Sky, di Netflix, di Disney+, di Amazon, di Dazn, di Now Tv etc., considerano invece il canone Rai, il cui importo è ora persino inferiore, la tassa più odiata. C`è un problema di qualità, e per il servizio pubblico la qualità è innanzitutto qualità dell`informazione. Su questo neanche la Rai del presidente Draghi ha finora cambiato le cose. Il Piano Newsroom, che adeguerebbe la Rai alle maggiori emittenti pubbliche europee e farebbe risparmiare 70 milioni all`anno, resta ancora incredibilmente chiuso in un cassetto. Perché?”.

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