Raoul Bova torna al cinema “Voglio un Natale spensierato”

Dopo tanti progetti che l’hanno visto protagonista sul piccolo schermo, Raoul Bova è tornato al cinema con The Christmas Show di Alberto Ferrari, un’entusiasmante commedia natalizia divisa tra reality e meraviglia del quotidiano. Il film, che vede nel cast Ornella Muti, Tullio Solenghi, Francesca Della Ragione e Gianluca Mech, racconta la storia di Sofia, interpretata da Serena Autieri, e i suoi due figli, Ricky e Alice, che conducono una vita disincantata tra le mille difficoltà del quotidiano, ma per la famiglia Rovati questo sarà un Natale fuori dal comune. La loro inaspettata partecipazione al seguitissimo reality Christmas Show, li porterà a vivere situazioni travolgenti e l’arrivo del misterioso vicino di casa, l’affascinante Pierre, a cui presta il volto Raoul, tornerà a far battere il cuore di Sofia.
In attesa di rivedere Bova sul piccolo schermo con la quattordicesima stagione della fiction di Raiuno Don Matteo, dove di recente ha superato brillantemente la tanto temuta sostituzione del veterano Terence Hill e della seconda stagione della serie di Canale5 Buongiorno, Mamma!, Raoul racconta la sua ultima avventura cinematografica a L’Identità.
Raoul, cosa ti ha spinto a partecipare a The Christmas Show?
L’ho scelto perché è un film che rischia in un periodo non certo facile per questo settore. The Christmas Show non esce su piattaforma ma al cinema e il mio desiderio era proprio di fare qualcosa da vedere nel buio di una sala cinematografica. Ovviamente, ci tenevo a tornare sul grande schermo con un progetto diverso dal solito e allo stesso tempo stimolante. E devo riconoscere che il bilancio finale è sicuramente positivo visto che mi ha fatto piacere lavorare con Pier Paolo Piastra, visto che lo considero un produttore che vuole tenere il cinema in vita. E poi, alla base di questo film, c’è una storia che mi ha colpito.
Cosa ti ha colpito?
Ho trovato la storia molto bella perché comunque in qualche modo parla del periodo che abbiamo trascorso chiusi in casa, a guardare il mondo solo da una finestra. Un periodo che noi tutti speravamo, dopo aver visto stravolte improvvisamente le nostre vite, di buttarci alle spalle.
Come descriveresti il personaggio che interpreti?
Lo sguardo di Pierre si sofferma su una casa spenta e senza luci proprio perché lui è in sintonia con questa casa. Alla fine, quando ci entra dentro e crea un legame con Sofia, insieme riescono a far tornare la speranza e la luce nelle vite di entrambi. Un messaggio sicuramente molto bello, quello che viene lanciato al pubblico: non smettere mai di sognare e di sperare che la propria vita possa presto prendere una piega positiva.
Un film perfetto per le tue bambine (Luna e Alma avute dalla compagna Rocío Muñoz Morales, ndr)…
In effetti ho scelto questo film anche un po’ per loro (sorride, ndr). Credo che, specialmente quando si è più piccoli, sia fondamentale guardare il mondo con ottimismo e buonumore. E questo film, nel suo piccolo, aiuta a farlo.
Il tuo film natalizio preferito?
Di solito durante le Feste riguardo con piacere tutti quei vecchi film natalizi che ripropongono ogni anno, per esempio Mary Poppins e Una poltrona per due. Sono due pellicole che ormai rappresentano una felice tradizione legata alle feste e che il pubblico, nonostante siano ormai passati diversi anni dalla loro realizzazione, non smette mai di guardare con lo stesso stupore e divertimento della prima volta.
Quali sono i Natali di cui conservi i ricordi più belli?
Sicuramente sono quelli legati ai miei genitori e ai miei nonni che non ci sono più. Ho un po’ di nostalgia per quei Natali, in cui ero circondato da un’armonia indimenticabile.
Come saranno, invece, queste Feste?
Credo sarà un Natale caratterizzato da una profonda riflessione visto il periodo storico che stiamo vivendo. È importante trovare quel senso di pace e restare uniti perché solo così possiamo trovare la forza per andare avanti. C’è una rabbia e una guerra dilagante e non parlo solo di quella che sta devastando l’Ucraina ma che spesso ci facciamo anche tra di noi.

Dopo tanti progetti che l’hanno visto protagonista sul piccolo schermo, Raoul Bova è tornato al cinema con The Christmas Show di Alberto Ferrari, un’entusiasmante commedia natalizia divisa tra reality e meraviglia del quotidiano. Il film, che vede nel cast Ornella Muti, Tullio Solenghi, Francesca Della Ragione e Gianluca Mech, racconta la storia di Sofia, interpretata da Serena Autieri, e i suoi due figli, Ricky e Alice, che conducono una vita disincantata tra le mille difficoltà del quotidiano, ma per la famiglia Rovati questo sarà un Natale fuori dal comune. La loro inaspettata partecipazione al seguitissimo reality Christmas Show, li porterà a vivere situazioni travolgenti e l’arrivo del misterioso vicino di casa, l’affascinante Pierre, a cui presta il volto Raoul, tornerà a far battere il cuore di Sofia.
In attesa di rivedere Bova sul piccolo schermo con la quattordicesima stagione della fiction di Raiuno Don Matteo, dove di recente ha superato brillantemente la tanto temuta sostituzione del veterano Terence Hill e della seconda stagione della serie di Canale5 Buongiorno, Mamma!, Raoul racconta la sua ultima avventura cinematografica a L’Identità.
Raoul, cosa ti ha spinto a partecipare a The Christmas Show?
L’ho scelto perché è un film che rischia in un periodo non certo facile per questo settore. The Christmas Show non esce su piattaforma ma al cinema e il mio desiderio era proprio di fare qualcosa da vedere nel buio di una sala cinematografica. Ovviamente, ci tenevo a tornare sul grande schermo con un progetto diverso dal solito e allo stesso tempo stimolante. E devo riconoscere che il bilancio finale è sicuramente positivo visto che mi ha fatto piacere lavorare con Pier Paolo Piastra, visto che lo considero un produttore che vuole tenere il cinema in vita. E poi, alla base di questo film, c’è una storia che mi ha colpito.
Cosa ti ha colpito?
Ho trovato la storia molto bella perché comunque in qualche modo parla del periodo che abbiamo trascorso chiusi in casa, a guardare il mondo solo da una finestra. Un periodo che noi tutti speravamo, dopo aver visto stravolte improvvisamente le nostre vite, di buttarci alle spalle.
Come descriveresti il personaggio che interpreti?
Lo sguardo di Pierre si sofferma su una casa spenta e senza luci proprio perché lui è in sintonia con questa casa. Alla fine, quando ci entra dentro e crea un legame con Sofia, insieme riescono a far tornare la speranza e la luce nelle vite di entrambi. Un messaggio sicuramente molto bello, quello che viene lanciato al pubblico: non smettere mai di sognare e di sperare che la propria vita possa presto prendere una piega positiva.
Un film perfetto per le tue bambine (Luna e Alma avute dalla compagna Rocío Muñoz Morales, ndr)…
In effetti ho scelto questo film anche un po’ per loro (sorride, ndr). Credo che, specialmente quando si è più piccoli, sia fondamentale guardare il mondo con ottimismo e buonumore. E questo film, nel suo piccolo, aiuta a farlo.
Il tuo film natalizio preferito?
Di solito durante le Feste riguardo con piacere tutti quei vecchi film natalizi che ripropongono ogni anno, per esempio Mary Poppins e Una poltrona per due. Sono due pellicole che ormai rappresentano una felice tradizione legata alle feste e che il pubblico, nonostante siano ormai passati diversi anni dalla loro realizzazione, non smette mai di guardare con lo stesso stupore e divertimento della prima volta.
Quali sono i Natali di cui conservi i ricordi più belli?
Sicuramente sono quelli legati ai miei genitori e ai miei nonni che non ci sono più. Ho un po’ di nostalgia per quei Natali, in cui ero circondato da un’armonia indimenticabile.
Come saranno, invece, queste Feste?
Credo sarà un Natale caratterizzato da una profonda riflessione visto il periodo storico che stiamo vivendo. È importante trovare quel senso di pace e restare uniti perché solo così possiamo trovare la forza per andare avanti. C’è una rabbia e una guerra dilagante e non parlo solo di quella che sta devastando l’Ucraina ma che spesso ci facciamo anche tra di noi.

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