Reddito di cittadinanza: scoperta l’ennesima truffa ai danni dello Stato

Sono più di 600 le persone di nazionalità straniera indagate dalla procura di Cagliari. Tra loro, 140 sono state già denunciate e per il resto le posizioni sono al vaglio degli inquirenti. Oggetto dell’inchiesta una truffa ai danni dello Stato nell’ambito della concessione del reddito di cittadinanza.

A quanto si è appreso gli inquisiti sono stranieri provenienti da ventidue Paesi extra Unione europea per la maggioranza africani, che dal 2019 hanno percepito in media quasi 600 euro al mese. Dunque il danno complessivo ammonta a più di 4 milioni di euro.

Si tratta di un episodio che a quanto risulta non è un caso isolato, né purtroppo tra quelli quantitativamente di dimensioni più estese: pochi mesi fa, infatti, la procura di Cremona aveva identificato ed arrestato una ventina di persone per una truffa di 20 milioni. Eppure fa scalpore. E desta o dovrebbe destare anche, nei tanti che avrebbero bisogno di un aiuto che invece non ricevono, una certa indignazione.

Quanto, in concreto, alle modalità di esecuzione della truffa, gli agenti e funzionari della Squadra mobile di Cagliari che hanno eseguito le indagini hanno spiegato che le persone coinvolte arrivavano in Italia solo per chiedere il reddito di cittadinanza, si recavano presso strutture di vario tipo deputate a raccogliere le domande e presentavano la documentazione, dichiarando di avere tutti i requisiti per ottenere il beneficio anche se non era così. Diversi, infatti, quelli che l’hanno ottenuto anche senza un regolare permesso di soggiorno in corso di validità. La domanda veniva poi trasmessa all’Inps e nelle more dei controlli tornavano nelle loro terre d’origine.

Quindi, approfittando della purtroppo proverbiale inefficienza della pubblica amministrazione italiana e alla mastodontica burocrazia della stessa anche quanto ai controlli sulla regolarità della concessione, usufruivano della somma mensile a loro accreditata.

Le verifiche degli agenti proseguiranno fino ad accertare l’eventuale irregolarità di tutte le posizioni delle persone sotto inchiesta: quelli per i quali effettivamente risulteranno sussistere gli elementi del reato di truffa verranno denunciati e mandati a processo e chiaramente verrà loro revocato il beneficio.

Il vero problema è che le somme che risulteranno indebitamente percepite molto probabilmente non verranno mai recuperate. Con buona pace del bilancio statale e dell’ennesimo buco sullo stesso provocato.

Sono più di 600 le persone di nazionalità straniera indagate dalla procura di Cagliari. Tra loro, 140 sono state già denunciate e per il resto le posizioni sono al vaglio degli inquirenti. Oggetto dell’inchiesta una truffa ai danni dello Stato nell’ambito della concessione del reddito di cittadinanza.

A quanto si è appreso gli inquisiti sono stranieri provenienti da ventidue Paesi extra Unione europea per la maggioranza africani, che dal 2019 hanno percepito in media quasi 600 euro al mese. Dunque il danno complessivo ammonta a più di 4 milioni di euro.

Si tratta di un episodio che a quanto risulta non è un caso isolato, né purtroppo tra quelli quantitativamente di dimensioni più estese: pochi mesi fa, infatti, la procura di Cremona aveva identificato ed arrestato una ventina di persone per una truffa di 20 milioni. Eppure fa scalpore. E desta o dovrebbe destare anche, nei tanti che avrebbero bisogno di un aiuto che invece non ricevono, una certa indignazione.

Quanto, in concreto, alle modalità di esecuzione della truffa, gli agenti e funzionari della Squadra mobile di Cagliari che hanno eseguito le indagini hanno spiegato che le persone coinvolte arrivavano in Italia solo per chiedere il reddito di cittadinanza, si recavano presso strutture di vario tipo deputate a raccogliere le domande e presentavano la documentazione, dichiarando di avere tutti i requisiti per ottenere il beneficio anche se non era così. Diversi, infatti, quelli che l’hanno ottenuto anche senza un regolare permesso di soggiorno in corso di validità. La domanda veniva poi trasmessa all’Inps e nelle more dei controlli tornavano nelle loro terre d’origine.

Quindi, approfittando della purtroppo proverbiale inefficienza della pubblica amministrazione italiana e alla mastodontica burocrazia della stessa anche quanto ai controlli sulla regolarità della concessione, usufruivano della somma mensile a loro accreditata.

Le verifiche degli agenti proseguiranno fino ad accertare l’eventuale irregolarità di tutte le posizioni delle persone sotto inchiesta: quelli per i quali effettivamente risulteranno sussistere gli elementi del reato di truffa verranno denunciati e mandati a processo e chiaramente verrà loro revocato il beneficio.

Il vero problema è che le somme che risulteranno indebitamente percepite molto probabilmente non verranno mai recuperate. Con buona pace del bilancio statale e dell’ennesimo buco sullo stesso provocato.

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