Regioni in Tavola – speciale Epifania

07

Il rito del fuoco

I riti epifanici nei paesi del nord sono ancora fortunatamente molto sentiti e seguiti. Lunghi sono i preparativi per i classici falò, alte pire di legna, fieno, canne di granoturco e sterpaglie. In ogni paese le comunità si radunano con spirito quasi competitivo, per raggiungere un altezza del falò superiore a quella delle località vicine. Vengono allestiti chioschi dove si possono degustare piatti caldi, vino, bevande e l’immancabile brulè, tutto gratuitamente lasciando una piccola offerta. Già alla vigilia, il 5 di gennaio, iniziano i festeggiamenti, in alcune località al calar del sole vengono accesi i primi falò propiziatori, dalla cui direzione delle faville e dei fumi si traggono le previsioni agricole e economiche del nuovo anno. Nel giorno della festa dell’epifania si accendono i falò più grandi, nelle chiese si celebrano i riti della benedizione dell’acqua, del sale e degli attrezzi da lavoro. Una grande festa per l’epifania che tutte le feste porta via, attendendo il carnevale.

Il vin brulè

La stagione fredda risveglia i profumi tipici di questa bevanda antica, un mix di spezie e frutta bollite nel vino rosso che sprigionano un aroma inconfondibile che riscalda anima e corpo. Quando viene preparato il vin brulè il suo profumo si diffonde per strade e piazze creando subito un clima festoso e fiabesco. Come vuole la tradizione si prepara e gusta in compagnia attorno ai falò, un rito epifanico irrinunciabile nei paesi del nord. La sua preparazione è facile ma richiede un’accurata scelta del vino e della frutta.

Ricetta

1 litro di vino rosso corposo

1 arancia bio

1 limone bio

1 mela bio

10 chiodi di garofano

2 anice stellato

2 stecche di cannella

200 g di zucchero

Poca noce moscata grattugiata

Tagliare a metà l’arancia e il limone, a spicchi la mela, versare il vino rosso in una pentola, aggiungere tutti gli ingredienti. Portare a bollore il tutto a fiamma bassa, far cuocere per 15 minuti mescolando. Prima di spegnere, facendo attenzione dar fuoco al vino, lasciare che la fiamma si spenga da sola. Servire caldo.

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Il rito del fuoco

I riti epifanici nei paesi del nord sono ancora fortunatamente molto sentiti e seguiti. Lunghi sono i preparativi per i classici falò, alte pire di legna, fieno, canne di granoturco e sterpaglie. In ogni paese le comunità si radunano con spirito quasi competitivo, per raggiungere un altezza del falò superiore a quella delle località vicine. Vengono allestiti chioschi dove si possono degustare piatti caldi, vino, bevande e l’immancabile brulè, tutto gratuitamente lasciando una piccola offerta. Già alla vigilia, il 5 di gennaio, iniziano i festeggiamenti, in alcune località al calar del sole vengono accesi i primi falò propiziatori, dalla cui direzione delle faville e dei fumi si traggono le previsioni agricole e economiche del nuovo anno. Nel giorno della festa dell’epifania si accendono i falò più grandi, nelle chiese si celebrano i riti della benedizione dell’acqua, del sale e degli attrezzi da lavoro. Una grande festa per l’epifania che tutte le feste porta via, attendendo il carnevale.

Il vin brulè

La stagione fredda risveglia i profumi tipici di questa bevanda antica, un mix di spezie e frutta bollite nel vino rosso che sprigionano un aroma inconfondibile che riscalda anima e corpo. Quando viene preparato il vin brulè il suo profumo si diffonde per strade e piazze creando subito un clima festoso e fiabesco. Come vuole la tradizione si prepara e gusta in compagnia attorno ai falò, un rito epifanico irrinunciabile nei paesi del nord. La sua preparazione è facile ma richiede un’accurata scelta del vino e della frutta.

Ricetta

1 litro di vino rosso corposo

1 arancia bio

1 limone bio

1 mela bio

10 chiodi di garofano

2 anice stellato

2 stecche di cannella

200 g di zucchero

Poca noce moscata grattugiata

Tagliare a metà l’arancia e il limone, a spicchi la mela, versare il vino rosso in una pentola, aggiungere tutti gli ingredienti. Portare a bollore il tutto a fiamma bassa, far cuocere per 15 minuti mescolando. Prima di spegnere, facendo attenzione dar fuoco al vino, lasciare che la fiamma si spenga da sola. Servire caldo.

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