RepowerEU: come l’Europa uscirà dalla dipendenza russa

Diversificare le forniture di gas, accelerare l’introduzione di rinnovabili e sostituire il gas nel riscaldamento e nella produzione di energia. In questo modo, entro la fine dell’anno, si potrebbe arrivare a ridurre di due terzi l’importazione di combustibili fossili dalla Russia in Europa. Si chiama REPowerEU ed è la bozza di piano che la Commissione Europea ha proposto per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi prima del 2030, a cominciare dal gas. Il piano delinea anche una serie di misure per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa e per ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno.

Il piano si basa su tre pilastri: diversificare l’approvvigionamento di gas, acquistando da fornitori non russi e dando più spazio all’importazione di GNL; producendo più volumi di biometano e idrogeno rinnovabile; aumentando l’efficienza energetica con la riduzione dell’uso di combustibili fossili nelle abitazioni, edifici, industria e sistema elettrico.

Già nello scorso mese di gennaio un’eccezionale importazione di Gnl ha garantito la sicurezza dell’approvvigionamento di gas per l’intero inverno, ma l’UE potrebbe importarne 50 miliardi di metri cubi in più all’anno da Stati Uniti, Qatar, Egitto. Questa mossa, unita alla diversificazione dei fornitori di gas (contatti sono in corso con Azerbaigian, Algeria, Norvegia, potrebbe portare a ulteriori 10 miliardi di metri cubi all’anno sottratti alle fonti russe. L’implementazione delle politiche di produzione di idrogeno rinnovabile, poi, porterebbe, entro il 2030, alla sostituzione di 25-50 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo.

Un ruolo importante nell’energy mix lo giocherà anche il biometano. Il piano della Commissione europea prevede un raddoppio degli obiettivi presenti nel precedente documento che va sotto il nome di “Fit for 55”, puntando ad una produzione di 35 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2030.

Sulle rinnovabili si tratta di rispettare i parametri di “Fit for 55”, raddoppio della produzione da fotovoltaico ed eolico dell’UE entro il 2025, che verrebbe triplicato entro il 2030, con un risparmio di 170 miliardi di metri cubi di gas all’anno entro il 2030. Con un’accelerazione dei sistemi solari fotovoltaici sui tetti, si stima che già entro l’anno l’UE potrebbe risparmiare altri 2,5 miliardi di metri cubi di gas.

La notizia importante per le imprese è la determinazione, scaturita dal documento odierno, da parte dell’Ue di valutare opzioni di sostegno a breve termine alle imprese colpite da prezzi elevati dell’energia, contribuendo a ridurre la loro esposizione alla volatilità dei prezzi a medio e lungo termine. Saranno valutati, di concerto con gi Stati membri, aiuti alle imprese colpite dalla crisi, in particolare coloro che devono affrontare costi energetici elevati.

Diversificare le forniture di gas, accelerare l’introduzione di rinnovabili e sostituire il gas nel riscaldamento e nella produzione di energia. In questo modo, entro la fine dell’anno, si potrebbe arrivare a ridurre di due terzi l’importazione di combustibili fossili dalla Russia in Europa. Si chiama REPowerEU ed è la bozza di piano che la Commissione Europea ha proposto per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi prima del 2030, a cominciare dal gas. Il piano delinea anche una serie di misure per rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa e per ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno.

Il piano si basa su tre pilastri: diversificare l’approvvigionamento di gas, acquistando da fornitori non russi e dando più spazio all’importazione di GNL; producendo più volumi di biometano e idrogeno rinnovabile; aumentando l’efficienza energetica con la riduzione dell’uso di combustibili fossili nelle abitazioni, edifici, industria e sistema elettrico.

Già nello scorso mese di gennaio un’eccezionale importazione di Gnl ha garantito la sicurezza dell’approvvigionamento di gas per l’intero inverno, ma l’UE potrebbe importarne 50 miliardi di metri cubi in più all’anno da Stati Uniti, Qatar, Egitto. Questa mossa, unita alla diversificazione dei fornitori di gas (contatti sono in corso con Azerbaigian, Algeria, Norvegia, potrebbe portare a ulteriori 10 miliardi di metri cubi all’anno sottratti alle fonti russe. L’implementazione delle politiche di produzione di idrogeno rinnovabile, poi, porterebbe, entro il 2030, alla sostituzione di 25-50 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo.

Un ruolo importante nell’energy mix lo giocherà anche il biometano. Il piano della Commissione europea prevede un raddoppio degli obiettivi presenti nel precedente documento che va sotto il nome di “Fit for 55”, puntando ad una produzione di 35 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2030.

Sulle rinnovabili si tratta di rispettare i parametri di “Fit for 55”, raddoppio della produzione da fotovoltaico ed eolico dell’UE entro il 2025, che verrebbe triplicato entro il 2030, con un risparmio di 170 miliardi di metri cubi di gas all’anno entro il 2030. Con un’accelerazione dei sistemi solari fotovoltaici sui tetti, si stima che già entro l’anno l’UE potrebbe risparmiare altri 2,5 miliardi di metri cubi di gas.

La notizia importante per le imprese è la determinazione, scaturita dal documento odierno, da parte dell’Ue di valutare opzioni di sostegno a breve termine alle imprese colpite da prezzi elevati dell’energia, contribuendo a ridurre la loro esposizione alla volatilità dei prezzi a medio e lungo termine. Saranno valutati, di concerto con gi Stati membri, aiuti alle imprese colpite dalla crisi, in particolare coloro che devono affrontare costi energetici elevati.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli

Squalo bianco

Il lato sinistro di Giuseppi

Lega Sud

Sorpresa il partito del Nord

Il ministro Fedriga