rischio STOP

Sotto la lente di ingrandimento le azioni che il governo di Giorgia Meloni intraprenderà rispetto allo stato di avanzamento del Pnrr e la manovra economica del governo. Proprio i vertici della direzione generale della Commissione europea che si occupano di conti pubblici ed economia (Ecfin) e della task force istituita a Bruxelles per seguire i piani nazionali di ripresa e resilienza, saranno a Roma nei prossimi giorni. Il Pnrr può diventare un bel problema per la leader di Fratelli di Italia. Ciò che preoccupa i membri della task force Ue è in primis la revisione della norma sull’obbligo di accettare i pagamenti con il Pos, infatti, sarebbe in contrasto con il percorso di digitalizzazione avviato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. E, in questo senso, i dubbi potrebbero sorgere anche per quanto riguarda l’aumento del tetto al contante. “Il problema dell’evasione fiscale è grave per ogni Paese e lo è in maniera importante per l’Italia. Nel Pnrr questo è un tema sottolineato con molta concretezza e non vi sono segnali che venga cambiato”. Ha affermato il presidente Sergio Mattarella facendo un assist ai tecnici Ue. Ma le preoccupazioni arrivano anche dai due ministri fondamentali per il Pnrr in Italia: Matteo Salvini che è alle Infrastrutture e Raffaele Fitto, che ha l’apposita delega al Piano nazionale di ripresa e resilienza .”Il Pnrr non può essere un dogma”. Il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto lancia l’allarme sul Recovery Plan dialogando con i giornalisti. Fitto di fronte alla questione se effettuare o no modifiche, tagliare quelle opere del Piano che ad oggi sembrano irrealizzabili non smentisce: “Non cercate da me un titolo che potete dedurre da soli”. Per il politico di Fratelli d’Italia la spesa prevista al 31 dicembre non arriva neanche ai 22 miliardi: “Stiamo osservando i dati precisi e temo proprio che i soldi non siano quelli: Quindi c’è una criticità che va posta, che è quella della capacità di spesa”.
Gli fa eco Matteo Salvini: “Pensare di ultimare e rendicontare tutte le opere previste dal Pnrr entro il 2026 è un puro esercizio di fantasia perché siamo a fine 2022 e rimodulare modi, tempi e costi penso che sia un’operazione di serietà. Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece li voglio proteggere e liberare dalla burocrazia”, ha detto ancora Salvini. Ma nel frattempo da parte delle imprese, si esige il rispetto delle tempistiche previste dal Pnrr. “È importante che si rispettino i cronoprogrammi previsti dal Pnrr, così da dare alle imprese certezza sui tempi e sugli impegni assunti”. Ha sottolineato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, alla presentazione del rapporto ’Il digitale in Italia 2022’ ieri pomeriggio all’università Luiss Guido Carli di Roma. “È un impegno di serietà e maturità che il nostro paese deve confermare non solo verso imprese e cittadini ma anche verso i partner europei”, ha sottolineato Gay. Per il numero uno di Anitec-Assinform, “la sfida dei prossimi mesi, anche per il nuovo Governo, sarà governare accelerazione tecnologica, sostenibilità e aggiornamento delle competenze al fine di gestire e ottimizzare le opportunità offerte dal Pnrr”. Obiettivi raggiungibili mantenendo “sostenuti gli investimenti in tecnologie digitali e rendano il lavoro più efficiente grazie alla formazione di competenze Ict e digitali avanzate. E serve che continuino a promuovere la ricerca e sviluppo e l’avvio di attività imprenditoriali innovative e ad elevata intensità tecnologica”, ha concluso Gay.

Sotto la lente di ingrandimento le azioni che il governo di Giorgia Meloni intraprenderà rispetto allo stato di avanzamento del Pnrr e la manovra economica del governo. Proprio i vertici della direzione generale della Commissione europea che si occupano di conti pubblici ed economia (Ecfin) e della task force istituita a Bruxelles per seguire i piani nazionali di ripresa e resilienza, saranno a Roma nei prossimi giorni. Il Pnrr può diventare un bel problema per la leader di Fratelli di Italia. Ciò che preoccupa i membri della task force Ue è in primis la revisione della norma sull’obbligo di accettare i pagamenti con il Pos, infatti, sarebbe in contrasto con il percorso di digitalizzazione avviato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. E, in questo senso, i dubbi potrebbero sorgere anche per quanto riguarda l’aumento del tetto al contante. “Il problema dell’evasione fiscale è grave per ogni Paese e lo è in maniera importante per l’Italia. Nel Pnrr questo è un tema sottolineato con molta concretezza e non vi sono segnali che venga cambiato”. Ha affermato il presidente Sergio Mattarella facendo un assist ai tecnici Ue. Ma le preoccupazioni arrivano anche dai due ministri fondamentali per il Pnrr in Italia: Matteo Salvini che è alle Infrastrutture e Raffaele Fitto, che ha l’apposita delega al Piano nazionale di ripresa e resilienza .”Il Pnrr non può essere un dogma”. Il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto lancia l’allarme sul Recovery Plan dialogando con i giornalisti. Fitto di fronte alla questione se effettuare o no modifiche, tagliare quelle opere del Piano che ad oggi sembrano irrealizzabili non smentisce: “Non cercate da me un titolo che potete dedurre da soli”. Per il politico di Fratelli d’Italia la spesa prevista al 31 dicembre non arriva neanche ai 22 miliardi: “Stiamo osservando i dati precisi e temo proprio che i soldi non siano quelli: Quindi c’è una criticità che va posta, che è quella della capacità di spesa”.
Gli fa eco Matteo Salvini: “Pensare di ultimare e rendicontare tutte le opere previste dal Pnrr entro il 2026 è un puro esercizio di fantasia perché siamo a fine 2022 e rimodulare modi, tempi e costi penso che sia un’operazione di serietà. Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece li voglio proteggere e liberare dalla burocrazia”, ha detto ancora Salvini. Ma nel frattempo da parte delle imprese, si esige il rispetto delle tempistiche previste dal Pnrr. “È importante che si rispettino i cronoprogrammi previsti dal Pnrr, così da dare alle imprese certezza sui tempi e sugli impegni assunti”. Ha sottolineato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, alla presentazione del rapporto ’Il digitale in Italia 2022’ ieri pomeriggio all’università Luiss Guido Carli di Roma. “È un impegno di serietà e maturità che il nostro paese deve confermare non solo verso imprese e cittadini ma anche verso i partner europei”, ha sottolineato Gay. Per il numero uno di Anitec-Assinform, “la sfida dei prossimi mesi, anche per il nuovo Governo, sarà governare accelerazione tecnologica, sostenibilità e aggiornamento delle competenze al fine di gestire e ottimizzare le opportunità offerte dal Pnrr”. Obiettivi raggiungibili mantenendo “sostenuti gli investimenti in tecnologie digitali e rendano il lavoro più efficiente grazie alla formazione di competenze Ict e digitali avanzate. E serve che continuino a promuovere la ricerca e sviluppo e l’avvio di attività imprenditoriali innovative e ad elevata intensità tecnologica”, ha concluso Gay.

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