Safer Internet Day: l’Index di Microsoft legge l’educazione digitale in Italia e nel mondo

In occasione del Safer Internet Day, l’appuntamento annuale organizzato a livello internazionale per promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, Microsoft ha diffuso i risultati dell’edizione 2022 del Digital Civility Index, uno studio che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17) e degli adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 22 Paesi. L’Italia è tra questi.

L’Index, nello specifico, misura il livello di esposizione delle persone ai rischi online nei diversi Paesi coinvolti, quindi un punteggio basso implica un livello basso di esposizione ai pericoli online e di conseguenza, una posizione alta in classifica.

Le notizie della ricerca sono positive. A livello globale, diminuisce lievemente l’esposizione di giovani e adulti ai rischi online. Il Civility Index globale migliora infatti di 2 punti: in tutto il mondo il web è percepito quindi come un luogo più civile e sicuro rispetto a un anno fa.

Una tendenza che Microsoft ha riscontrato anche in Italia. Guadagniamo due posizioni in classifica, posizionandoci al  decimo posto. In cima alla classifica i Paesi Bassi, seguiti da Germania e Regno Unito. Per la prima volta un paese del Sudamerica entra nella top ten: il Cile, che si posiziona al nono posto.

Un trend positivo trainato purtroppo solo dai maschi. Nel mondo, infatti, sono le donne le più esposte ai rischi online: 57% vs. 43% degli uomini, sia in età adolescenziale sia in età adulta. Una prcentuale che scende lievemente in Italia (53% donne vs. 47% uomini). Questa maggiore esposizione ha portato il 38% delle italiane a fidarsi di meno degli altri quando si tratta della dimensione online.

L’emergenza sanitaria, coniugata a quella che è stata definita Covid Fatigue, continua ad avere un impatto rilevante sulle interazioni online degli Italiani: il 40% dichiara un peggioramento del livello di civiltà (vs. 30% a livello mondiale), in netta crescita rispetto al 23% dello scorso anno (22% a livello mondiale). Gli italiani riscontrano infatti una maggiore manifestazione online da parte delle persone delle proprie frustrazioni e in generale minore tolleranza verso l’altro.

Tuttavia, pratiche come i meeting online tipici dello smart working e la didattica integrata digitale, che durante questi due anni sono diventate sempre più comuni e pervasive, sono quelle che più di tutte hanno contribuito a migliorare il livello di civiltà online quest’anno. Lo dichiara l’82% degli Italiani (vs. 75,5% a livello globale).

Ma ci sono ulteriori insights. I contatti indesiderati, fake news e sexting indesiderato restano anche quest’anno i rischi più comuni riscontrati nel mondo, rispettivamente dal 38% 30% e 24% degli intervistati a livello globale. E discriminazioni, fake news, hate speech sono i rischi online che sono cresciuti di più negli ultimi 5 anni: rispettivamente del +5% le discriminazioni, +2% fake news e hate speech. In aumento anche la consapevolezza relativa a comportamenti incivili online e la fiducia nella gestione dei rischi. In Italia, il 50% dei Millennials e dei giovani della GenZ si dichiara meno preoccupato rispetto al passato quando si trovano davanti a un comportamento incivile online (vs. 51,5% nel mondo), il 47% delle persone nel mondo si dice capace di gestire un eventuale pericolo online (+3% rispetto allo scorso), e il 50% sa a chi rivolgersi.

Interesse e sensibilità unanimi per programmi di education e formazione sui corretti comportamenti da tenere online per rendere la rete un luogo più sicuro per tutti: lo dichiara l’89% degli italiani (in linea con il dato globale 88%). Tra le azioni da intraprendere per migliorare la civiltà online anche un maggiore intervento da parte delle piattaforme social sui contenuti offensivi – importante per l’82% degli italiani (vs. 75% nel mondo) – e l’abolizione dell’anonimato (le persone non dovrebbero essere autorizzate a postare contenuti in forma anonima), importante per il 76% degli italiani (vs. 75% a livello mondiale).

“Il Microsoft Digital Civility Index – spiega Matteo Mille, Marketing and Operations Lead di Microsoft Italia – riflette da sempre l’evoluzione dei nostri comportamenti online, mettendo in luce quali sono i rischi e i pericoli causati da un uso scorretto della Rete e come cambiano nel tempo. In un momento storico come quello attuale che ci ha portato a trascorrere più tempo della nostra vita online rispetto al passato, è confortante vedere crescere – nonostante la stanchezza di questo periodo incerto – la consapevolezza nei confronti degli atteggiamenti incivili e la capacità di gestione del pericolo. Resta preoccupante il fatto che le donne siano le più esposte”.

E sottolinea che “appuntamenti come il Safer Internet Day restano quindi indispensabili per sensibilizzare tutti a un uso più consapevole delle nuove tecnologie. Il digitale può generare opportunità straordinarie per migliorare la qualità della nostra vita, saper usare i nuovi strumenti in modo sicuro è fondamentale per un cambiamento positivo”.

In occasione del Safer Internet Day, l’appuntamento annuale organizzato a livello internazionale per promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, Microsoft ha diffuso i risultati dell’edizione 2022 del Digital Civility Index, uno studio che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17) e degli adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 22 Paesi. L’Italia è tra questi.

L’Index, nello specifico, misura il livello di esposizione delle persone ai rischi online nei diversi Paesi coinvolti, quindi un punteggio basso implica un livello basso di esposizione ai pericoli online e di conseguenza, una posizione alta in classifica.

Le notizie della ricerca sono positive. A livello globale, diminuisce lievemente l’esposizione di giovani e adulti ai rischi online. Il Civility Index globale migliora infatti di 2 punti: in tutto il mondo il web è percepito quindi come un luogo più civile e sicuro rispetto a un anno fa.

Una tendenza che Microsoft ha riscontrato anche in Italia. Guadagniamo due posizioni in classifica, posizionandoci al  decimo posto. In cima alla classifica i Paesi Bassi, seguiti da Germania e Regno Unito. Per la prima volta un paese del Sudamerica entra nella top ten: il Cile, che si posiziona al nono posto.

Un trend positivo trainato purtroppo solo dai maschi. Nel mondo, infatti, sono le donne le più esposte ai rischi online: 57% vs. 43% degli uomini, sia in età adolescenziale sia in età adulta. Una prcentuale che scende lievemente in Italia (53% donne vs. 47% uomini). Questa maggiore esposizione ha portato il 38% delle italiane a fidarsi di meno degli altri quando si tratta della dimensione online.

L’emergenza sanitaria, coniugata a quella che è stata definita Covid Fatigue, continua ad avere un impatto rilevante sulle interazioni online degli Italiani: il 40% dichiara un peggioramento del livello di civiltà (vs. 30% a livello mondiale), in netta crescita rispetto al 23% dello scorso anno (22% a livello mondiale). Gli italiani riscontrano infatti una maggiore manifestazione online da parte delle persone delle proprie frustrazioni e in generale minore tolleranza verso l’altro.

Tuttavia, pratiche come i meeting online tipici dello smart working e la didattica integrata digitale, che durante questi due anni sono diventate sempre più comuni e pervasive, sono quelle che più di tutte hanno contribuito a migliorare il livello di civiltà online quest’anno. Lo dichiara l’82% degli Italiani (vs. 75,5% a livello globale).

Ma ci sono ulteriori insights. I contatti indesiderati, fake news e sexting indesiderato restano anche quest’anno i rischi più comuni riscontrati nel mondo, rispettivamente dal 38% 30% e 24% degli intervistati a livello globale. E discriminazioni, fake news, hate speech sono i rischi online che sono cresciuti di più negli ultimi 5 anni: rispettivamente del +5% le discriminazioni, +2% fake news e hate speech. In aumento anche la consapevolezza relativa a comportamenti incivili online e la fiducia nella gestione dei rischi. In Italia, il 50% dei Millennials e dei giovani della GenZ si dichiara meno preoccupato rispetto al passato quando si trovano davanti a un comportamento incivile online (vs. 51,5% nel mondo), il 47% delle persone nel mondo si dice capace di gestire un eventuale pericolo online (+3% rispetto allo scorso), e il 50% sa a chi rivolgersi.

Interesse e sensibilità unanimi per programmi di education e formazione sui corretti comportamenti da tenere online per rendere la rete un luogo più sicuro per tutti: lo dichiara l’89% degli italiani (in linea con il dato globale 88%). Tra le azioni da intraprendere per migliorare la civiltà online anche un maggiore intervento da parte delle piattaforme social sui contenuti offensivi – importante per l’82% degli italiani (vs. 75% nel mondo) – e l’abolizione dell’anonimato (le persone non dovrebbero essere autorizzate a postare contenuti in forma anonima), importante per il 76% degli italiani (vs. 75% a livello mondiale).

“Il Microsoft Digital Civility Index – spiega Matteo Mille, Marketing and Operations Lead di Microsoft Italia – riflette da sempre l’evoluzione dei nostri comportamenti online, mettendo in luce quali sono i rischi e i pericoli causati da un uso scorretto della Rete e come cambiano nel tempo. In un momento storico come quello attuale che ci ha portato a trascorrere più tempo della nostra vita online rispetto al passato, è confortante vedere crescere – nonostante la stanchezza di questo periodo incerto – la consapevolezza nei confronti degli atteggiamenti incivili e la capacità di gestione del pericolo. Resta preoccupante il fatto che le donne siano le più esposte”.

E sottolinea che “appuntamenti come il Safer Internet Day restano quindi indispensabili per sensibilizzare tutti a un uso più consapevole delle nuove tecnologie. Il digitale può generare opportunità straordinarie per migliorare la qualità della nostra vita, saper usare i nuovi strumenti in modo sicuro è fondamentale per un cambiamento positivo”.

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