SALDI E AVANZI

I tempi duri hanno insegnato agli italiani come combattere gli sprechi. Specialmente a tavola. Il 2022 è stato l’anno che doveva essere quello della ripartenza dopo il Covid e invece ha portato con sé l’inflazione a due cifre, l’aumento spaventoso delle bollette e un futuro sempre più incerto a causa dell’aumento del costo del denaro e della recessione che si teme possa apparire all’orizzonte. Il 2023, per le famiglie italiane, è partito all’insegna del risparmio, dell’oculatezza e del recupero. Quattro famiglie su cinque, infatti, hanno consumato, nei primissimi giorni dell’anno nuovo, ciò che è avanzato dal grande cenone di quello vecchio. Secondo un’indagine Coldiretti Ixé, il 77% degli italiani ha consumato o consumerà nei prossimi giorni gli avanzi di San Silvestro e Capodanno. Non sarà nemmeno un gran sacrificio, almeno dal punto di vista gastronomico. Infatti basterà recuperare le ricette della tradizione, dalle polpette e fino alle frittate, per dare nuova vita e sapore agli avanzi. Più di dieci italiani su cento, però, hanno fatto una scelta diversa: hanno congelato le pietanze del cenone, in modo tale da poterle consumare, con tutta calma, quando vorranno. Facendo durare, così, ancora di più il cibo rimasto sulla tavola.
Dalla rilevazione, inoltre, è emerso che il 2% delle famiglie italiane ha fatto una scelta di solidarietà. Inizieranno l’anno con una buona azione, donando ai poveri gli avanzi delle loro feste. Solo l’uno per cento non resiste alla tentazione di scialacquare, condannando alla pattumiera quanto è rimasto a tavola. Ma il cenone delle feste “rischia” di essere il protagonista delle tavole degli italiani per molto tempo ancora. Difatti, sono già partiti i saldi delle specialità natalizie rimaste invendute nei punti vendita e nei supermercati.
Dai cotechini fino ai panettoni, passando per torroni e zamponi, tutto innaffiato dall’immancabile spumante. La stessa Coldiretti, infatti, ha riferito che sono già in corso le promozioni imperdibili: si va dai saldi, fino al 70% del prezzo del listino, alle più classiche delle offerte da supermarket, i prendi tre e paghi due. L’obiettivo è quello di consumare le scorte.
A Natale e Capodanno, gli italiani si sono concessi spese superiori al solito, rispettando la tradizione. Ogni famiglia ha speso in media circa 96 euro per cucinare e preparare il cenone. Che è stato un rito vissuto dall’88% degli italiani, in casa propria, in quella di parenti o amici. Tavolate imbandite e festose, che quest’anno si sono (in media) addirittura allungate: in ogni casa, infatti, c’erano almeno sette persone, una in più rispetto all’anno scorso. La spesa complessiva, per il comparto alimentare, si è trasformata in un affare da 5,2 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi solo per il cenone di San Silvestro. Una somma di tutto rispetto ma che, però, risulta di tre punti percentuali in calo se comparata a quella delle feste 2021. Ma il fatto che si tratti di una diminuzione contenuta è già un successo per gli operatori che, a causa dell’inflazione e delle bollette, temevano flessioni ancora più marcate e consumi sempre più ridotti.
Insomma, il 2023 si apre all’insegna di avanzi e saldi. Che non sono quelli dei bilanci economici bensì come le parole d’ordine della tavola degli italiani.
I tempi duri hanno insegnato agli italiani come combattere gli sprechi. Specialmente a tavola. Il 2022 è stato l’anno che doveva essere quello della ripartenza dopo il Covid e invece ha portato con sé l’inflazione a due cifre, l’aumento spaventoso delle bollette e un futuro sempre più incerto a causa dell’aumento del costo del denaro e della recessione che si teme possa apparire all’orizzonte. Il 2023, per le famiglie italiane, è partito all’insegna del risparmio, dell’oculatezza e del recupero. Quattro famiglie su cinque, infatti, hanno consumato, nei primissimi giorni dell’anno nuovo, ciò che è avanzato dal grande cenone di quello vecchio. Secondo un’indagine Coldiretti Ixé, il 77% degli italiani ha consumato o consumerà nei prossimi giorni gli avanzi di San Silvestro e Capodanno. Non sarà nemmeno un gran sacrificio, almeno dal punto di vista gastronomico. Infatti basterà recuperare le ricette della tradizione, dalle polpette e fino alle frittate, per dare nuova vita e sapore agli avanzi. Più di dieci italiani su cento, però, hanno fatto una scelta diversa: hanno congelato le pietanze del cenone, in modo tale da poterle consumare, con tutta calma, quando vorranno. Facendo durare, così, ancora di più il cibo rimasto sulla tavola.
Dalla rilevazione, inoltre, è emerso che il 2% delle famiglie italiane ha fatto una scelta di solidarietà. Inizieranno l’anno con una buona azione, donando ai poveri gli avanzi delle loro feste. Solo l’uno per cento non resiste alla tentazione di scialacquare, condannando alla pattumiera quanto è rimasto a tavola. Ma il cenone delle feste “rischia” di essere il protagonista delle tavole degli italiani per molto tempo ancora. Difatti, sono già partiti i saldi delle specialità natalizie rimaste invendute nei punti vendita e nei supermercati.
Dai cotechini fino ai panettoni, passando per torroni e zamponi, tutto innaffiato dall’immancabile spumante. La stessa Coldiretti, infatti, ha riferito che sono già in corso le promozioni imperdibili: si va dai saldi, fino al 70% del prezzo del listino, alle più classiche delle offerte da supermarket, i prendi tre e paghi due. L’obiettivo è quello di consumare le scorte.
A Natale e Capodanno, gli italiani si sono concessi spese superiori al solito, rispettando la tradizione. Ogni famiglia ha speso in media circa 96 euro per cucinare e preparare il cenone. Che è stato un rito vissuto dall’88% degli italiani, in casa propria, in quella di parenti o amici. Tavolate imbandite e festose, che quest’anno si sono (in media) addirittura allungate: in ogni casa, infatti, c’erano almeno sette persone, una in più rispetto all’anno scorso. La spesa complessiva, per il comparto alimentare, si è trasformata in un affare da 5,2 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi solo per il cenone di San Silvestro. Una somma di tutto rispetto ma che, però, risulta di tre punti percentuali in calo se comparata a quella delle feste 2021. Ma il fatto che si tratti di una diminuzione contenuta è già un successo per gli operatori che, a causa dell’inflazione e delle bollette, temevano flessioni ancora più marcate e consumi sempre più ridotti.
Insomma, il 2023 si apre all’insegna di avanzi e saldi. Che non sono quelli dei bilanci economici bensì come le parole d’ordine della tavola degli italiani.
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