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Sale a 372,4 miliardi la spesa Inps per le pensioni

Tutti i numeri del 2025: le donne incassano meno degli uomini

di Martino Tursi -


Arrivano i numeri Inps, sale ancora la spesa complessiva per le pensioni: nel 2025 le prestazioni del sistema pensionistico hanno sfiorato i 372,5 miliardi di euro. Un dato che risulta in aumento del 2,3 per cento rispetto all’anno precedente. Complessivamente le prestazioni globali sono state pari a poco meno dei 23,2 milioni. In salita dello 0,7 per cento rispetto a fronte di 16,4 milioni di beneficiari per un aumento dello 0,6 per cento rispetto al 2024. La media, insomma, è di 1,4 pensioni a testa. Il 68 per cento percepisce una sola prestazione mentre il 32% ne assomma diverse.

Inps: tutti i numeri delle pensioni

Il primo paradosso è il più evidente. Le donne rappresentano, in termini numerici, la maggioranza tra i beneficiari. Ma, dal punto di vista delle risorse, restano purtroppo minoranza. Già, perché come riferisce l’Inps, le donne rappresentano il 51% dei pensionati, ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici. L’importo medio annuo dei redditi percepiti dagli uomini risulta infatti superiore del 33% rispetto a quello delle donne (26.031 euro contro 19.553). Uno iato di quasi cinquemila euro che pesa, eccome, sui conti domestici alla fine del mese.

Dominano gli anziani

Dal punto di vista della tipologia di prestazione, le pensioni erogate nel 2025 dall’Inps sono per la maggior parte relative ad assegni di natura previdenziale. Che riguardano invalidità, vecchiaia e superstiti. Si tratta del 76,7 per cento delle pensioni Il 20,7 per cento rientra tra le prestazioni assistenziali. Come invalidità civili, assegni e pensioni sociali, pensioni di guerra e il 2,6% circa riguarda prestazioni di tipo indennitario. Il gruppo più numeroso di pensionati è costituito dai titolari di pensioni di vecchiaia, pari a 11,5 milioni di persone, di cui il 28% cumula anche trattamenti di altro tipo. Seguono i titolari di pensioni ai superstiti (4,1 milioni): di essi il 31% percepisce solo pensioni ai superstiti, mentre il restante 69% percepisce anche pensioni di altro tipo.

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