Salvini e Meloni insieme a Verona ma Forza Italia non c’è

Il centrodestra va diviso anche a Catanzaro, Viterbo, Messina e Parma. Salvini: “Per un amico e alleato faccio anche 500 km” 

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si ritroveranno sullo stesso palco a Verona. Uniti, una volta tanto, per sostenere la corsa alla riconferma del sindaco uscente Federico Sboarina. Ci saranno loro, non ci sarà Forza Italia che invece ha scelto di sostenere Flavio Tosi. Il centrodestra non si è presentato compatto alle comunali, l’unità della coalizione più che la regola sembra l’eccezione anche se, a dirla tutta, non è che nel “campo largo” voluto da Letta le cose vadano chissà quanto meglio. Anzi.

In casa centrodestra, comunque, le divisioni si sono concretizzate in alcuni dei più importanti capoluoghi chiamati al voto in questa tornata di elezioni comunali e non solo a Verona. A Parma, Lega e Forza Italia sostengono la candidatura dell’ex sindaco Piero Vignali mentre Fratelli d’Italia va da sola con Priamo Bocchi. A Catanzaro, Salvini e Berlusconi puntano forte su Valerio Donato mentre Meloni corre per Wanda Ferro. A Viterbo, Fratelli d’Italia, insieme al Popolo della Famiglia, si presenterà con Laura Allegrini mentre Lega e Forza Italia (quest’ultima in tandem con l’Udc) sosterrà Claudio Ubertini.  Infine a Messina, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono schierate con il candidato sindaco Maurizio Croce mentre la Lega, tramite con una lista a marchio ‘Prima l’Italia’, sosterrà Federico Basile che si presenta in continuità al primo cittadino uscente Cateno De Luca.

A differenza del centrosinistra, l’area moderata ha sempre menato vanto della sua granitica unità. Gli elettori del centrodestra, già dagli anni ’90, non hanno mai tollerato granché le divisioni interne. Ed è per questo che tra i leader della coalizione si gioca a ping pong per rimpallarsi le responsabilità degli scismi elettorali nelle città. Ieri Salvini ha ribadito le responsabilità di Fratelli d’Italia per le spaccature, rimediando una sonora replica dalla Meloni che al Capitano ha rimproverato l’avventura in solitaria a Messina e a Forza Italia il capriccio centrista a Verona. “Non mi pare che si possano trattare le questioni così. In alcuni casi non siamo riusciti per ragioni che sono territoriali, che sono complesse anche di rapporti – ha affermato la leader di Fdi -. In alcune città non siamo riusciti a trovare una quadra, ma non mi pare per responsabilità di Fratelli d’Italia”. Quindi ha lanciato un avvertimento a Salvini: “Consiglio maggiore prudenza in queste dichiarazioni”.

Il leader della Lega, intanto, ha confermato la sua presenza sul palco a Verona accanto a Sboarina. Non era scontato perché il sindaco uscente, cinque anni fa, s’era presentato come civico alla testa della coalizione del centrodestra e poi ha scelto di aderire al partito di Giorgia Meloni. In città ci sono state polemiche anche perché, al centro, c’è Flavio Tosi il cui consenso gode ancora di ottima salute nell’area del centrodestra. Una dichiarazione, quella di Salvini, che ha un retrogusto aspro, alla luce delle polemiche che ieri hanno attraversato il centrodestra. “Quando c’è da sostenere un amico di una squadra alleata, io mi faccio anche cinquecento chilometri, perché gli avversari me li tengo a sinistra, non certo nel centrodestra”.

Giovanni Vasso

Il centrodestra va diviso anche a Catanzaro, Viterbo, Messina e Parma. Salvini: “Per un amico e alleato faccio anche 500 km” 

Matteo Salvini e Giorgia Meloni si ritroveranno sullo stesso palco a Verona. Uniti, una volta tanto, per sostenere la corsa alla riconferma del sindaco uscente Federico Sboarina. Ci saranno loro, non ci sarà Forza Italia che invece ha scelto di sostenere Flavio Tosi. Il centrodestra non si è presentato compatto alle comunali, l’unità della coalizione più che la regola sembra l’eccezione anche se, a dirla tutta, non è che nel “campo largo” voluto da Letta le cose vadano chissà quanto meglio. Anzi.

In casa centrodestra, comunque, le divisioni si sono concretizzate in alcuni dei più importanti capoluoghi chiamati al voto in questa tornata di elezioni comunali e non solo a Verona. A Parma, Lega e Forza Italia sostengono la candidatura dell’ex sindaco Piero Vignali mentre Fratelli d’Italia va da sola con Priamo Bocchi. A Catanzaro, Salvini e Berlusconi puntano forte su Valerio Donato mentre Meloni corre per Wanda Ferro. A Viterbo, Fratelli d’Italia, insieme al Popolo della Famiglia, si presenterà con Laura Allegrini mentre Lega e Forza Italia (quest’ultima in tandem con l’Udc) sosterrà Claudio Ubertini.  Infine a Messina, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono schierate con il candidato sindaco Maurizio Croce mentre la Lega, tramite con una lista a marchio ‘Prima l’Italia’, sosterrà Federico Basile che si presenta in continuità al primo cittadino uscente Cateno De Luca.

A differenza del centrosinistra, l’area moderata ha sempre menato vanto della sua granitica unità. Gli elettori del centrodestra, già dagli anni ’90, non hanno mai tollerato granché le divisioni interne. Ed è per questo che tra i leader della coalizione si gioca a ping pong per rimpallarsi le responsabilità degli scismi elettorali nelle città. Ieri Salvini ha ribadito le responsabilità di Fratelli d’Italia per le spaccature, rimediando una sonora replica dalla Meloni che al Capitano ha rimproverato l’avventura in solitaria a Messina e a Forza Italia il capriccio centrista a Verona. “Non mi pare che si possano trattare le questioni così. In alcuni casi non siamo riusciti per ragioni che sono territoriali, che sono complesse anche di rapporti – ha affermato la leader di Fdi -. In alcune città non siamo riusciti a trovare una quadra, ma non mi pare per responsabilità di Fratelli d’Italia”. Quindi ha lanciato un avvertimento a Salvini: “Consiglio maggiore prudenza in queste dichiarazioni”.

Il leader della Lega, intanto, ha confermato la sua presenza sul palco a Verona accanto a Sboarina. Non era scontato perché il sindaco uscente, cinque anni fa, s’era presentato come civico alla testa della coalizione del centrodestra e poi ha scelto di aderire al partito di Giorgia Meloni. In città ci sono state polemiche anche perché, al centro, c’è Flavio Tosi il cui consenso gode ancora di ottima salute nell’area del centrodestra. Una dichiarazione, quella di Salvini, che ha un retrogusto aspro, alla luce delle polemiche che ieri hanno attraversato il centrodestra. “Quando c’è da sostenere un amico di una squadra alleata, io mi faccio anche cinquecento chilometri, perché gli avversari me li tengo a sinistra, non certo nel centrodestra”.

Giovanni Vasso

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