Salvini, il viaggio a Mosca è rimandato

Ci sono un milanese, una romana e un napoletano. E non è l’inizio di una storiella sui luoghi comuni degli italiani bensì il nuovo capitolo del dibattito interno al centrodestra. Il Milanese è, ovviamente, il leader della Lega Matteo Salvini che ha animato il fine settimana politico quando è trapelata l’ipotesi di un suo viaggio in Russia per tentare un dialogo con Mosca. La Romana è, chiaramente, Giorgia Meloni che non s’è lasciata sfuggire l’occasione di criticare il socio di coalizione, ingiungendogli di restare dov’è, cioé ben all’interno dell’Alleanza atlantica. Il Napoletano, invece, è Antonio Capuano – avvocato ed ex consigliere comunale a Frattaminore fino al 2012, già deputato di Forza Italia dal 2001 al 2006 – che sarebbe stato l’ispiratore dell’idea del viaggio del Capitano al Cremlino.

Capuano, 50 anni, giurista, vanta una lunga frequentazione del Medio Oriente e diversi rapporti diplomatici, ha riferito a Repubblica di “assistere” professionalmente “alcune ambasciate”. Sarebbe una delle voci nuove arruolate da Salvini in qualità di consigliere e sarebbe stato proprio lui a sussurrare all’orecchio del leader l’idea di annunciare la trasvolata fino al Cremlino. Un’idea che, nel fine settimana, ha sollevato un vespaio di polemiche scatenate tanto fuori quanto dentro la Lega.

Eppure le basi tattiche e strategiche sembrava che ci fossero. Con una spedizione in Russia, Salvini avrebbe rilanciato le sue quotazioni tra gli imprenditori che, col blocco dell’export verso Mosca, rischiano il tracollo. Un esempio che vale per tutti riguarda lo stato di salute del distretto delle calzature delle Marche. Si tratta di un comparto che rischia seriamente di scomparire, come ha già denunciato tempo fa la Confederazione nazionale dell’artigianato delle Marche, se le sanzioni rimarrano ancora in vigore. Come i calzolai marchigiani, molti imprenditori chiedono disperatamente di riaprire i canali economici e commerciali con la Russia.

Ma l’idea, più che racimolare consensi, ha mietuto critiche. Anche feroci, fuori e soprattutto dentro la Lega. Al di là delle questioni di posizionamento geopolitico e dell’opportunità di un viaggio nel cuore della Russia, per l’area governista del Carroccio sarebbe un incubo anche rievocare il viaggio flop di Salvini alla frontiera tra Ucraina e Polonia. Sconsigliato da molti, l’ex ministro degli Interni volle recarsi lo stesso a Przemys, cittadina sul confine dove fu duramente attaccato da Wojcech Bakun, il sindaco ultranazionalista. Rinfacciò a Salvini gli attestati di stima da lui pronunciati in passato a favore di Vladimir Putin e riuscì addirittura a diventare l’idolo della sinistra italiana.

Giorgia Meloni ha approfittato del passo falso di Salvini per portargli un piccolo attacco e, contestualmente, ribadire che Fratelli d’Italia è una forza convintamente collocata a Occidente e nell’alleanza atlantica. Ospite di Bruno Vespa a Forum in Masseria, Meloni ha stuzzicato il Capitano sull’ipotesi del viaggio al Cremlino: “Non ne conosco i contenuti, dovrei capirne i contorni, immagino che se fa una scelta del genere ne abbia parlato con il governo del quale fa parte”. Quindi ha ribadito che “l’unica cosa sulla quale bisogna fare molta attenzione è non dare segnali di crepe nel fronte, abbiamo in questa fase bisogno di una postura solida dell’Occidente. L’unico errore che non dobbiamo fare è dare l’impressione nell’altra metà campo che ci si può infilare in alcune crepe di solidità”.

Ci sono un milanese, una romana e un napoletano. E non è l’inizio di una storiella sui luoghi comuni degli italiani bensì il nuovo capitolo del dibattito interno al centrodestra. Il Milanese è, ovviamente, il leader della Lega Matteo Salvini che ha animato il fine settimana politico quando è trapelata l’ipotesi di un suo viaggio in Russia per tentare un dialogo con Mosca. La Romana è, chiaramente, Giorgia Meloni che non s’è lasciata sfuggire l’occasione di criticare il socio di coalizione, ingiungendogli di restare dov’è, cioé ben all’interno dell’Alleanza atlantica. Il Napoletano, invece, è Antonio Capuano – avvocato ed ex consigliere comunale a Frattaminore fino al 2012, già deputato di Forza Italia dal 2001 al 2006 – che sarebbe stato l’ispiratore dell’idea del viaggio del Capitano al Cremlino.

Capuano, 50 anni, giurista, vanta una lunga frequentazione del Medio Oriente e diversi rapporti diplomatici, ha riferito a Repubblica di “assistere” professionalmente “alcune ambasciate”. Sarebbe una delle voci nuove arruolate da Salvini in qualità di consigliere e sarebbe stato proprio lui a sussurrare all’orecchio del leader l’idea di annunciare la trasvolata fino al Cremlino. Un’idea che, nel fine settimana, ha sollevato un vespaio di polemiche scatenate tanto fuori quanto dentro la Lega.

Eppure le basi tattiche e strategiche sembrava che ci fossero. Con una spedizione in Russia, Salvini avrebbe rilanciato le sue quotazioni tra gli imprenditori che, col blocco dell’export verso Mosca, rischiano il tracollo. Un esempio che vale per tutti riguarda lo stato di salute del distretto delle calzature delle Marche. Si tratta di un comparto che rischia seriamente di scomparire, come ha già denunciato tempo fa la Confederazione nazionale dell’artigianato delle Marche, se le sanzioni rimarrano ancora in vigore. Come i calzolai marchigiani, molti imprenditori chiedono disperatamente di riaprire i canali economici e commerciali con la Russia.

Ma l’idea, più che racimolare consensi, ha mietuto critiche. Anche feroci, fuori e soprattutto dentro la Lega. Al di là delle questioni di posizionamento geopolitico e dell’opportunità di un viaggio nel cuore della Russia, per l’area governista del Carroccio sarebbe un incubo anche rievocare il viaggio flop di Salvini alla frontiera tra Ucraina e Polonia. Sconsigliato da molti, l’ex ministro degli Interni volle recarsi lo stesso a Przemys, cittadina sul confine dove fu duramente attaccato da Wojcech Bakun, il sindaco ultranazionalista. Rinfacciò a Salvini gli attestati di stima da lui pronunciati in passato a favore di Vladimir Putin e riuscì addirittura a diventare l’idolo della sinistra italiana.

Giorgia Meloni ha approfittato del passo falso di Salvini per portargli un piccolo attacco e, contestualmente, ribadire che Fratelli d’Italia è una forza convintamente collocata a Occidente e nell’alleanza atlantica. Ospite di Bruno Vespa a Forum in Masseria, Meloni ha stuzzicato il Capitano sull’ipotesi del viaggio al Cremlino: “Non ne conosco i contenuti, dovrei capirne i contorni, immagino che se fa una scelta del genere ne abbia parlato con il governo del quale fa parte”. Quindi ha ribadito che “l’unica cosa sulla quale bisogna fare molta attenzione è non dare segnali di crepe nel fronte, abbiamo in questa fase bisogno di una postura solida dell’Occidente. L’unico errore che non dobbiamo fare è dare l’impressione nell’altra metà campo che ci si può infilare in alcune crepe di solidità”.

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