Salvini si gioca la carta Frattini

Ora Salvini si gioca la carta Frattini. A fine giornata, alla vigilia di un vertice di centrodestra – il secondo della giornata, dopo che il primo aveva portato alla scelta dell’astensione nel voto odierno –  che potrebbe essere decisivo per le sorti della corsa al Quirinale, ma al contrario potrebbe rivelarsi anche un colpo alla stessa coalizione, la scelta del leader della Lega sembra sia caduta sull’ex Ministro degli Esteri del governo Berlusconi, che però non trova riscontro tra gli alleati, in particolare tra i “centristi” della coalizione ma anche in Forza Italia.

Frattini non piace neanche al centrosinistra, che bolla come un’ennesima provocazione questa scelta. Dal Nazareno fanno sapere che “il Pd è un partito serio che non si presta a improvvisazioni raffazzonate, tanto più dopo giornate di giravolte e mancanza di chiarezza. Cerchiamo, tutti, di adempiere al compito di Grandi Elettori e di dimostrare di fronte alla Nazione di esserne degni. Il Paese ci guarda, l’Europa e il mondo si chiedono cosa stia succedendo, dobbiamo essere all’altezza della gravità e della complessità del momento storico che viviamo”.

Ma Salvini si mostra fiducioso: “Spero che domani ci sia il Presidente della Repubblica, sto lavorando giorno e notte perché ciò avvenga. Sono fiducioso. Ottimista lo sono per natura e confido che domani sia la giornata buona”, dice spiegando poi il motivo per cui non ha aderito alla proposta di Enrico Letta di chiudersi in una stanza e “buttare la chiave” fino alla scelta condivisa del candidato.  “Se io mi fossi chiuso in conclave con Letta non avrei potuto incontrare delle persone di cui ragionerò con Letta. Mi chiudo in una stanza quando ho delle proposte da fare, non mi chiudo in una stanza a litigare”. E sulle chiamate da fare ai leader dei vari partiti per consultarsi sulla ricerca dei nomi lancia una battuta polemica: “Adesso chiamo tutti in rigoroso ordine alfabetico, così mi do un criterio oggettivo che non permetta a nessuno di offendersi”.

Sulla necessità del confronto spinge Conte: “Questo è il momento di stringere questo confronto con le altre forze politiche per trovare una soluzione concreta e condivisa, non per complicare ulteriormente il quadro. Confido che le forze di centrodestra accettino al più presto questo confronto” sostiene il capo politico del Movimento 5stelle.

Anche Renzi invita ad accelerare: “Qui siamo alla follia – dice il leader di Iv – sono quattro giorni che stiamo votando senza una logica, senza uno schema e abbiamo detto tutti insieme che il centrodestra aveva i numeri e dunque avrebbe dovuto fare una proposta, ma il centrodestra oggi manco ha ritirato la scheda. In tutto questo c’è una girandola di voci di incontri secondo le quali si starebbero offrendo cariche in giro, a destra e a manca. Ragazzi, questo è il Parlamento, non il teatrino di X Factor, sono senza parole. Sono sconvolto di come il centrodestra non si renda conto che siamo di fronte a una crisi internazionale, a una crisi delle bollette e centinaia di famiglia che mai come in questo momento hanno bisogno di cambiare gli strumenti per la didattica a distanza – aggiunge – e di fronte a tutto questo abbiamo il teatrino, lo show di qualche aspirante leader. Credo che bisogna farsi sentire e dire basta”.

Ora Salvini si gioca la carta Frattini. A fine giornata, alla vigilia di un vertice di centrodestra – il secondo della giornata, dopo che il primo aveva portato alla scelta dell’astensione nel voto odierno –  che potrebbe essere decisivo per le sorti della corsa al Quirinale, ma al contrario potrebbe rivelarsi anche un colpo alla stessa coalizione, la scelta del leader della Lega sembra sia caduta sull’ex Ministro degli Esteri del governo Berlusconi, che però non trova riscontro tra gli alleati, in particolare tra i “centristi” della coalizione ma anche in Forza Italia.

Frattini non piace neanche al centrosinistra, che bolla come un’ennesima provocazione questa scelta. Dal Nazareno fanno sapere che “il Pd è un partito serio che non si presta a improvvisazioni raffazzonate, tanto più dopo giornate di giravolte e mancanza di chiarezza. Cerchiamo, tutti, di adempiere al compito di Grandi Elettori e di dimostrare di fronte alla Nazione di esserne degni. Il Paese ci guarda, l’Europa e il mondo si chiedono cosa stia succedendo, dobbiamo essere all’altezza della gravità e della complessità del momento storico che viviamo”.

Ma Salvini si mostra fiducioso: “Spero che domani ci sia il Presidente della Repubblica, sto lavorando giorno e notte perché ciò avvenga. Sono fiducioso. Ottimista lo sono per natura e confido che domani sia la giornata buona”, dice spiegando poi il motivo per cui non ha aderito alla proposta di Enrico Letta di chiudersi in una stanza e “buttare la chiave” fino alla scelta condivisa del candidato.  “Se io mi fossi chiuso in conclave con Letta non avrei potuto incontrare delle persone di cui ragionerò con Letta. Mi chiudo in una stanza quando ho delle proposte da fare, non mi chiudo in una stanza a litigare”. E sulle chiamate da fare ai leader dei vari partiti per consultarsi sulla ricerca dei nomi lancia una battuta polemica: “Adesso chiamo tutti in rigoroso ordine alfabetico, così mi do un criterio oggettivo che non permetta a nessuno di offendersi”.

Sulla necessità del confronto spinge Conte: “Questo è il momento di stringere questo confronto con le altre forze politiche per trovare una soluzione concreta e condivisa, non per complicare ulteriormente il quadro. Confido che le forze di centrodestra accettino al più presto questo confronto” sostiene il capo politico del Movimento 5stelle.

Anche Renzi invita ad accelerare: “Qui siamo alla follia – dice il leader di Iv – sono quattro giorni che stiamo votando senza una logica, senza uno schema e abbiamo detto tutti insieme che il centrodestra aveva i numeri e dunque avrebbe dovuto fare una proposta, ma il centrodestra oggi manco ha ritirato la scheda. In tutto questo c’è una girandola di voci di incontri secondo le quali si starebbero offrendo cariche in giro, a destra e a manca. Ragazzi, questo è il Parlamento, non il teatrino di X Factor, sono senza parole. Sono sconvolto di come il centrodestra non si renda conto che siamo di fronte a una crisi internazionale, a una crisi delle bollette e centinaia di famiglia che mai come in questo momento hanno bisogno di cambiare gli strumenti per la didattica a distanza – aggiunge – e di fronte a tutto questo abbiamo il teatrino, lo show di qualche aspirante leader. Credo che bisogna farsi sentire e dire basta”.

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