Sanità in Sicilia, è il digitale la chiave per lo sviluppo. Carfagna: “Urgenza nazionale”

Oggi l’ecosistema della salute svolge un ruolo da protagonista nella Data Economy attraverso l’uso di tecnologie digitali abilitanti tra cui High Performance Computing, Cloud, IoT, Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale in un mondo sempre più interconnesso e dinamico. Apre così la terza edizione del Forum Meridiano Sicilia di The European House Ambrosetti, l’ormai tradizionale appuntamento che registra lo stato di attuazione dei programmi concernenti il comparto sanitario siciliano.

E l’innovazione è stata al centro degli interventi di istituzioni, politica e addetti ai lavori. “Fondamentale – per l’assessore regionale siciliano alla Salute, Ruggero Razza – la leva del digitale per la crescita della sanità. Ogni sistema sanitario locale deve rispondere alle esigenze di tutti e per farlo deve mettere in campo tutti gli strumenti necessari, ovviamente in primis la tecnologia”.

“Verso Sud” ha continuato a volgere lo sguardo la ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, illustrando anche il dettaglio della misura delle decontribuzioni per le assunzioni, asset per lo sviluppo del Mezzogiorno e le opportunità messe in campo per l’isola nel quadro della programmazione economica del Governo anche alla luce del Pnrr: “Abbiamo riformato le Zone Economiche Speciali, due ce ce ne sono operative per Sicilia orientale e Sicilia Occidentale, con Sportelli digitali che già drenano istanze, evidenziando l’interesse e la sensibilità delle imprese per realizzare attività sull’agroalimentare, sul manifatturiero, sul logistico. Vi abbiamo investito 600 milioni, risorse che sono l’avamposto economico del Capitolo Sud del Piano del Governo per eliminare il divario tra regioni in Italia, tra aree forti e aree deboli, tra zone interne e zone metropolitane, che non è rivendicazione di parte, ma urgenza nazionale, questione nazionale”.

“La transizione digitale – ha spiegato Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House Ambrosetti – è l’onda del cambiamento necessario per il Paese. Entro il prossimo decennio il 70% del valore generato dall’economia globale sarà basato su modelli di business abilitati dal digitale, come ci dice l’Organizzazione per la Cooperazione Digitale”.

E ha richiamato il Paese ad uno scatto di reni complessivo, per assicurare la vera rivoluzione digitale della sanità, finora avversata da molteplici fattori: “Una scarsa cultura digitale, o comunque disomogenea, a livello nazionale, non è l’unico ostacolo allo sviluppo dell’innovazione in sanità, che paga la carenza di risorse economiche e umane, in termini di competenze nell’uso degli strumenti digitali, ma anche la difficile integrazione tra i sistemi informatici, in termini di connettività e interoperabilità. Questioni che vanno risolte”.

Oggi l’ecosistema della salute svolge un ruolo da protagonista nella Data Economy attraverso l’uso di tecnologie digitali abilitanti tra cui High Performance Computing, Cloud, IoT, Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale in un mondo sempre più interconnesso e dinamico. Apre così la terza edizione del Forum Meridiano Sicilia di The European House Ambrosetti, l’ormai tradizionale appuntamento che registra lo stato di attuazione dei programmi concernenti il comparto sanitario siciliano.

E l’innovazione è stata al centro degli interventi di istituzioni, politica e addetti ai lavori. “Fondamentale – per l’assessore regionale siciliano alla Salute, Ruggero Razza – la leva del digitale per la crescita della sanità. Ogni sistema sanitario locale deve rispondere alle esigenze di tutti e per farlo deve mettere in campo tutti gli strumenti necessari, ovviamente in primis la tecnologia”.

“Verso Sud” ha continuato a volgere lo sguardo la ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, illustrando anche il dettaglio della misura delle decontribuzioni per le assunzioni, asset per lo sviluppo del Mezzogiorno e le opportunità messe in campo per l’isola nel quadro della programmazione economica del Governo anche alla luce del Pnrr: “Abbiamo riformato le Zone Economiche Speciali, due ce ce ne sono operative per Sicilia orientale e Sicilia Occidentale, con Sportelli digitali che già drenano istanze, evidenziando l’interesse e la sensibilità delle imprese per realizzare attività sull’agroalimentare, sul manifatturiero, sul logistico. Vi abbiamo investito 600 milioni, risorse che sono l’avamposto economico del Capitolo Sud del Piano del Governo per eliminare il divario tra regioni in Italia, tra aree forti e aree deboli, tra zone interne e zone metropolitane, che non è rivendicazione di parte, ma urgenza nazionale, questione nazionale”.

“La transizione digitale – ha spiegato Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House Ambrosetti – è l’onda del cambiamento necessario per il Paese. Entro il prossimo decennio il 70% del valore generato dall’economia globale sarà basato su modelli di business abilitati dal digitale, come ci dice l’Organizzazione per la Cooperazione Digitale”.

E ha richiamato il Paese ad uno scatto di reni complessivo, per assicurare la vera rivoluzione digitale della sanità, finora avversata da molteplici fattori: “Una scarsa cultura digitale, o comunque disomogenea, a livello nazionale, non è l’unico ostacolo allo sviluppo dell’innovazione in sanità, che paga la carenza di risorse economiche e umane, in termini di competenze nell’uso degli strumenti digitali, ma anche la difficile integrazione tra i sistemi informatici, in termini di connettività e interoperabilità. Questioni che vanno risolte”.

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