Sardegna – Zafferano di San Gavino Monreale

di Gianluca Pascutti

Oro Sardo

Non è in nobile metallo che nel IV secolo D.C fu oggetto di una vera e propria corsa all’oro, ma bensì lo zafferano di San Gavino Monreale. Una cittadina di origine medioevale del centro meridionale della Sardegna. Già nel XV secolo qui si coltivava lo zafferano. Si presenta con foglie

dal color verde intenso e fiori violacei che proteggono solitamente tre preziosi stimmi dal colore rosso scarlatto. Lo zafferano viene raccolto manualmente di primo mattino da fine ottobre a fine novembre. Facendo molta attenzione con le dita leggermente unte d’olio evo, gli stimmi vengono rimossi dal fiore e messi ad essiccare lentamente al sole. Il raccolto è faticoso, richiede giorni e giorni di intensissimo lavoro. Per ogni ettaro coltivato si ottengono mediamente meno di dieci chilogrammi di zafferano essiccato. Ogni anno San Gavino Monreale a novembre per dieci giorni viene organizzata la fiera internazionale dello zafferano, un evento molto sentito e frequentato da buongustai e palati fini.

Il falso zafferano

É molto importante saper riconoscere le piante prima di farne uso. C’è un fiore apparentemente molto simile a quello dello zafferano, è il crocus. Osservandoli però si notano alcuni caratteri distintivi. Il crocus si presenta con sei stimmi invece che tre come lo zafferano. Alla fioritura la pianta è priva di fogliame, nello zafferano invece alla base esse sono sempre presenti e ben visibili. Gli stimmi dei crocus sono altamente tossici, se ingeriti provocano gravi avvelenamenti e anche la morte.

Mezze maniche dorate

Ricetta per 4 persone:

280 g di mezze maniche

2 salsicce

20 pistilli di zafferano di San Gavino Monreale

5 cl di vino bianco

50 g di pecorino sardo grattugiato

sale

olio evo

Portare a bollore l’acqua leggermente salata, calare la pasta. In una padella con un filo d’olio rosolare le salsicce, sfumare con il vino bianco. Stemperare lo zafferano in acqua calda. In una ciotola incorporare il pecorino con l’acqua e lo zafferano fino a creare una crema. Scolare la pasta al dente mantecarla con la salsiccia e la crema.

di Gianluca Pascutti

Oro Sardo

Non è in nobile metallo che nel IV secolo D.C fu oggetto di una vera e propria corsa all’oro, ma bensì lo zafferano di San Gavino Monreale. Una cittadina di origine medioevale del centro meridionale della Sardegna. Già nel XV secolo qui si coltivava lo zafferano. Si presenta con foglie

dal color verde intenso e fiori violacei che proteggono solitamente tre preziosi stimmi dal colore rosso scarlatto. Lo zafferano viene raccolto manualmente di primo mattino da fine ottobre a fine novembre. Facendo molta attenzione con le dita leggermente unte d’olio evo, gli stimmi vengono rimossi dal fiore e messi ad essiccare lentamente al sole. Il raccolto è faticoso, richiede giorni e giorni di intensissimo lavoro. Per ogni ettaro coltivato si ottengono mediamente meno di dieci chilogrammi di zafferano essiccato. Ogni anno San Gavino Monreale a novembre per dieci giorni viene organizzata la fiera internazionale dello zafferano, un evento molto sentito e frequentato da buongustai e palati fini.

Il falso zafferano

É molto importante saper riconoscere le piante prima di farne uso. C’è un fiore apparentemente molto simile a quello dello zafferano, è il crocus. Osservandoli però si notano alcuni caratteri distintivi. Il crocus si presenta con sei stimmi invece che tre come lo zafferano. Alla fioritura la pianta è priva di fogliame, nello zafferano invece alla base esse sono sempre presenti e ben visibili. Gli stimmi dei crocus sono altamente tossici, se ingeriti provocano gravi avvelenamenti e anche la morte.

Mezze maniche dorate

Ricetta per 4 persone:

280 g di mezze maniche

2 salsicce

20 pistilli di zafferano di San Gavino Monreale

5 cl di vino bianco

50 g di pecorino sardo grattugiato

sale

olio evo

Portare a bollore l’acqua leggermente salata, calare la pasta. In una padella con un filo d’olio rosolare le salsicce, sfumare con il vino bianco. Stemperare lo zafferano in acqua calda. In una ciotola incorporare il pecorino con l’acqua e lo zafferano fino a creare una crema. Scolare la pasta al dente mantecarla con la salsiccia e la crema.

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