SCACCO ALLA LEGA

 

Scacco alla Lega. Una partita nella partita le regionali lombarde per Salvini. Non solo il centrodestra guidat0 da Attilio Fontana dovrà vincerle – nei sondaggi è in vantaggiato su Pierfrancesco Majorino (Pd) e sulla civica Letizia Moratti sostenuta dal Terzo polo -, ma molto dipenderà anche dal risultato leghista nello schieramento saldamente in mano anche al Nord a Giorgia Meloni. Dopo che nelle urne di settembre FdI d’Italia ha toccato il 28,5% in regione, ma negli ultimi sondaggi è dato al 30%, mentre il Carroccio è fermo al 13-14%, sopravanzato anche dal Pd, nonostante quest’ultimo sia in piena crisi e il 12 febbraio non sarà ancora stato scelto il nuovo segretario che cercherà di rivitalizzare un partito anemizzato dalla cura del grigio Letta. Sui dem tra l’altro incombe la seconda fase dell’inchiesta per corruzione a Bruxelles. Proprio per invertire la traiettoria dei consensi, Matteo Salvini vorrebbe all’ordine del giorno di un prossimo Consiglio dei ministri, prima del 12 febbraio, la riforma Calderoli sull’autonomia. Il ministro il 30 dicembre ha depositato la seconda bozza a palazzo Chigi con l’auspicio di un rapido passaggio in CdM per potere spendere la carta della promessa agli occhi degli ormai disincantati elettori lombardi. Ma la Lega è alle prese anche con i dissidenti bossiani del Comitato del Nord, ai quali Salvini ha chiuso la porta in faccia. “Abbiamo preso atto che il presidente Fontana, dopo il divieto del segretario federale Salvini, non ha consentito al Comitato Nord di entrare in supporto alla coalizione di centrodestra per le regionali – si legge in una nota attribuita alla volontà di Bossi – ma il nostro movimento non è nato per competere alle regionali, bensì per potare avanti l’autonomia”. Ieri la presidente Meloni è intervenuta alla kermesse di FdI a palazzo Lombardia per la presentazione dei candidati a sostegno di Fontana. Invece, all’autodromo di Monza i giovani leghisti hanno incontrato il segretario Salvini e i ministri Calderoli e Valditara per sostenere Fontana. Domani a Villa Gernetto ci sarà la presentazione dei candidati di Forza Italia col fondatore Silvio Berlusconi. Ieri non sono mancate scintille tra alleati dopo l’annuncio che la Lega candiderà il dissidente azzurro Alan Christian Rizzi. La coordinatrice regionale di FI, Licia Ronzulli, ha dichiarato che “Rizzi non è l’unico colpevole di questa situazione, perché tra alleati queste cose non si fanno. Ognuno ha il suo stile e Forza Italia queste cose non le fa; in queste settimane sono venuti a bussare alla nostra porta due fuori usciti della Lega, del Comitato Nord, ma FI ha detto «mi spiace, no grazie, perché non potete uscire dalla finestra della Lega e entrare dalla finestra di Forza Italia». Avrei gradito anche da parte della Lega lo stesso comportamento”. Tornando all’autonomia e alla volontà leghista di presentare il disegno di legge in CdM prima delle Regionali per rilanciarsi, la premier vuole legarla all’altro grande tema del presidenzialismo. Se così fosse per l’autonomia sarebbe una frenata, considerando che per la riforma bisogna fissare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) a garanzia della soglia minima della qualità dei servizi cui agganciare fabbisogni e costi standard. Per questo è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per il quale “l’autonomia non deve penalizzare il Sud. L’Italia non deve essere divisa. Bisogna fissare i Lep, bisogna anche pensare a un fondo di perequazione. Siamo al lavoro perché sia una riforma equilibrata e che avvantaggi sia il Nord sia il Sud, ma anche il Centro, ecco perché sui poteri di Roma Capitale dovremo lavorare».

 

Scacco alla Lega. Una partita nella partita le regionali lombarde per Salvini. Non solo il centrodestra guidat0 da Attilio Fontana dovrà vincerle – nei sondaggi è in vantaggiato su Pierfrancesco Majorino (Pd) e sulla civica Letizia Moratti sostenuta dal Terzo polo -, ma molto dipenderà anche dal risultato leghista nello schieramento saldamente in mano anche al Nord a Giorgia Meloni. Dopo che nelle urne di settembre FdI d’Italia ha toccato il 28,5% in regione, ma negli ultimi sondaggi è dato al 30%, mentre il Carroccio è fermo al 13-14%, sopravanzato anche dal Pd, nonostante quest’ultimo sia in piena crisi e il 12 febbraio non sarà ancora stato scelto il nuovo segretario che cercherà di rivitalizzare un partito anemizzato dalla cura del grigio Letta. Sui dem tra l’altro incombe la seconda fase dell’inchiesta per corruzione a Bruxelles. Proprio per invertire la traiettoria dei consensi, Matteo Salvini vorrebbe all’ordine del giorno di un prossimo Consiglio dei ministri, prima del 12 febbraio, la riforma Calderoli sull’autonomia. Il ministro il 30 dicembre ha depositato la seconda bozza a palazzo Chigi con l’auspicio di un rapido passaggio in CdM per potere spendere la carta della promessa agli occhi degli ormai disincantati elettori lombardi. Ma la Lega è alle prese anche con i dissidenti bossiani del Comitato del Nord, ai quali Salvini ha chiuso la porta in faccia. “Abbiamo preso atto che il presidente Fontana, dopo il divieto del segretario federale Salvini, non ha consentito al Comitato Nord di entrare in supporto alla coalizione di centrodestra per le regionali – si legge in una nota attribuita alla volontà di Bossi – ma il nostro movimento non è nato per competere alle regionali, bensì per potare avanti l’autonomia”. Ieri la presidente Meloni è intervenuta alla kermesse di FdI a palazzo Lombardia per la presentazione dei candidati a sostegno di Fontana. Invece, all’autodromo di Monza i giovani leghisti hanno incontrato il segretario Salvini e i ministri Calderoli e Valditara per sostenere Fontana. Domani a Villa Gernetto ci sarà la presentazione dei candidati di Forza Italia col fondatore Silvio Berlusconi. Ieri non sono mancate scintille tra alleati dopo l’annuncio che la Lega candiderà il dissidente azzurro Alan Christian Rizzi. La coordinatrice regionale di FI, Licia Ronzulli, ha dichiarato che “Rizzi non è l’unico colpevole di questa situazione, perché tra alleati queste cose non si fanno. Ognuno ha il suo stile e Forza Italia queste cose non le fa; in queste settimane sono venuti a bussare alla nostra porta due fuori usciti della Lega, del Comitato Nord, ma FI ha detto «mi spiace, no grazie, perché non potete uscire dalla finestra della Lega e entrare dalla finestra di Forza Italia». Avrei gradito anche da parte della Lega lo stesso comportamento”. Tornando all’autonomia e alla volontà leghista di presentare il disegno di legge in CdM prima delle Regionali per rilanciarsi, la premier vuole legarla all’altro grande tema del presidenzialismo. Se così fosse per l’autonomia sarebbe una frenata, considerando che per la riforma bisogna fissare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) a garanzia della soglia minima della qualità dei servizi cui agganciare fabbisogni e costi standard. Per questo è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per il quale “l’autonomia non deve penalizzare il Sud. L’Italia non deve essere divisa. Bisogna fissare i Lep, bisogna anche pensare a un fondo di perequazione. Siamo al lavoro perché sia una riforma equilibrata e che avvantaggi sia il Nord sia il Sud, ma anche il Centro, ecco perché sui poteri di Roma Capitale dovremo lavorare».
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