Scala dei Turchi, il proprietario sbotta: “Basta, la vendo a Elon Musk”

“Non è bastato dire alla Regione, al Comune di Realmonte e agli enti pubblici interessati ‘Ve la regaliamo’. Perché sono arrivate solo promesse. Senza nulla fare”, dichiara Sciabarrà al Corriere della Sera. “E, dopo un anno, preoccupati da una stagione che si annuncia come un assalto ai gradoni della Scala, la mettiamo all’asta, facendo appello per primo a Elon Musk perché se la compri lui, la protegga e la usi al meglio”. Già in passato, prima di rivolgersi all’eccentrico miliardario sudafricano, l’uomo, ex funzionario della Camera di commercio di Agrigento che della zona ha ereditato la parte superiore fino all’area demaniale dei frangiflutti, aveva denunciato l’inerzia delle istituzioni. “Volevo donarla alla pubblica amministrazione ma il ‘pubblico’ è sordo”, ha dichiarato. “Volevamo affidarla ad una associazione ambientalista e ci è stato impedito… È necessario consentire visite in sicurezza dei turisti con accessi controllati, non solo con staccionate facilmente aggirabili. Bisogna bloccare gli smottamenti della roccia che si sfalda”, chiosa Sciabarrà. Ora l’appello a Musk dell’uomo, proprietario suo malgrado di uno dei posti più belli del Paese, assume sempre meno i toni della provocazione e sempre più quelli di una dichiarazione d’intenti: “Lui o altri possono guadagnare in immagine. Cedendo il sito per pubblicità o altro ai grandi della moda, per esempio. Certo, non per costruirci sopra un chiosco o un albergo”. Che sia il patron di Space X o un altro che possa permettersi la spesa, a Sciabarrà non interessa: lui vuole liberarsene. Ed ecco arrivare la piccata risposta della Regione Sicilia: “Il governo Musumeci ha attivato da tempo le procedure per definire positivamente il futuro della Scala dei Turchi – dichiara l’assessore al Territorio e all’Ambiente Toto Cordaro -, e la prossima settimana abbiamo convocato una riunione per individuare la soluzione migliore che porti a una conclusione rapida della vicenda, soddisfacente per tutte le parti in causa”. Anche questa manifestazione di propositi rischia di naufragare nell’azzurro mare siciliano: giugno è alle porte e, prevedibilmente, un’altra stagione turistica passerà senza che la Scala dei Turchi sia protetta come merita e che i turisti siano informati a dovere sulla sua fragilità. Nel 2020 persino Michelle Hunziker si immortalò sul luogo, inconsapevole di un’ordinanza di interdizione per rischio frane. “Ci siamo attenuti tutti alle regole stando al di là della recinzione”, spiegò la conduttrice su Instagram, che però fece notare come venendo dal mare non ci fossero cartelli visibili a indicare tale divieto.

“Non è bastato dire alla Regione, al Comune di Realmonte e agli enti pubblici interessati ‘Ve la regaliamo’. Perché sono arrivate solo promesse. Senza nulla fare”, dichiara Sciabarrà al Corriere della Sera. “E, dopo un anno, preoccupati da una stagione che si annuncia come un assalto ai gradoni della Scala, la mettiamo all’asta, facendo appello per primo a Elon Musk perché se la compri lui, la protegga e la usi al meglio”. Già in passato, prima di rivolgersi all’eccentrico miliardario sudafricano, l’uomo, ex funzionario della Camera di commercio di Agrigento che della zona ha ereditato la parte superiore fino all’area demaniale dei frangiflutti, aveva denunciato l’inerzia delle istituzioni. “Volevo donarla alla pubblica amministrazione ma il ‘pubblico’ è sordo”, ha dichiarato. “Volevamo affidarla ad una associazione ambientalista e ci è stato impedito… È necessario consentire visite in sicurezza dei turisti con accessi controllati, non solo con staccionate facilmente aggirabili. Bisogna bloccare gli smottamenti della roccia che si sfalda”, chiosa Sciabarrà. Ora l’appello a Musk dell’uomo, proprietario suo malgrado di uno dei posti più belli del Paese, assume sempre meno i toni della provocazione e sempre più quelli di una dichiarazione d’intenti: “Lui o altri possono guadagnare in immagine. Cedendo il sito per pubblicità o altro ai grandi della moda, per esempio. Certo, non per costruirci sopra un chiosco o un albergo”. Che sia il patron di Space X o un altro che possa permettersi la spesa, a Sciabarrà non interessa: lui vuole liberarsene. Ed ecco arrivare la piccata risposta della Regione Sicilia: “Il governo Musumeci ha attivato da tempo le procedure per definire positivamente il futuro della Scala dei Turchi – dichiara l’assessore al Territorio e all’Ambiente Toto Cordaro -, e la prossima settimana abbiamo convocato una riunione per individuare la soluzione migliore che porti a una conclusione rapida della vicenda, soddisfacente per tutte le parti in causa”. Anche questa manifestazione di propositi rischia di naufragare nell’azzurro mare siciliano: giugno è alle porte e, prevedibilmente, un’altra stagione turistica passerà senza che la Scala dei Turchi sia protetta come merita e che i turisti siano informati a dovere sulla sua fragilità. Nel 2020 persino Michelle Hunziker si immortalò sul luogo, inconsapevole di un’ordinanza di interdizione per rischio frane. “Ci siamo attenuti tutti alle regole stando al di là della recinzione”, spiegò la conduttrice su Instagram, che però fece notare come venendo dal mare non ci fossero cartelli visibili a indicare tale divieto.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli

Squalo bianco

Il lato sinistro di Giuseppi

Lega Sud

Sorpresa il partito del Nord

Il ministro Fedriga