Scampia, inaugurato un murale dedicato a Fabrizio De Andrè

L’opera è stata realizzata dall’artista di strada napoletano Jorit. Ghezzi: “Faber amava Napoli e era ricambiato”

E’ stata inaugurata nei giorni scorsi, a Scampia, l’ultima monumentale opera di Jorit, noto pittore di strada napoletano già apprezzato in passato, tra l’altro, per un lavoro ispirato a Dostoewskij. L’artista, con la collaborazione della giovane writer locale Trisha, ha realizzato un murale commemorativo dedicato a Fabrizio De Andrè il cui volto è stato riprodotto sulla facciata di un palazzo del quartiere alla periferia nord del capoluogo campano, a pochi passi dall’auditorium intitolato proprio al cantautore genovese. Sullo sfondo, il complesso residenziale de Le Vele.

Quando il ritratto di Faber, scomparso 23 anni fa, è stato ufficialmente consegnato alla cittadinanza, era presente anche Dori Ghezzi, sua moglie e compagna anche nell’arte, ora responsabile della Fondazione De Andrè. Parlando con i giornalisti, Ghezzi ha tra l’altro ricordato quanto De Andrè amasse Napoli (dove per un certo periodo ha anche vissuto) e quanto fosse a sua volta ricambiato. Ed ha poi aggiunto: “Scampia è l’esempio di un quartiere popolato dalla gente che Fabrizio ha amato e ha sempre cantato. E se è riuscito ad esprimersi in un certo modo, lo deve alle persone che vivono cui”, cui “ha attinto tantissimo”.

Quanto poi all’autore dell’opera, che rientra nel programma di iniziative del Maggio dei Monumenti, Jorit ha sottolineato l’importanza della valorizzazione delle periferie ed ha anche ricordato che “Rino Gaetano e Fabrizio De Andrè sono legati da un filo rosso di artisti impegnati, che non avevano paura di schierarsi e dire quello che pensavano. Nelle periferie italiane si parla di riscatto e di speranza e dipingere i loro volti nel quartiere Trecento Alloggi a Crotone e a Scampia a Napoli vuol dire farlo in luoghi perfetti”. Poi il giovane, che è nato in un paesino del napoletano, ha detto al Quotidiano Nazionale che “il murale non cambia nulla: può accendere un faro, può arricchire le coscienze delle persone. Ma ci vuole un forte intervento delle istituzioni a livello locale ma soprattutto a livello nazionale”.

L’opera è stata realizzata dall’artista di strada napoletano Jorit. Ghezzi: “Faber amava Napoli e era ricambiato”

E’ stata inaugurata nei giorni scorsi, a Scampia, l’ultima monumentale opera di Jorit, noto pittore di strada napoletano già apprezzato in passato, tra l’altro, per un lavoro ispirato a Dostoewskij. L’artista, con la collaborazione della giovane writer locale Trisha, ha realizzato un murale commemorativo dedicato a Fabrizio De Andrè il cui volto è stato riprodotto sulla facciata di un palazzo del quartiere alla periferia nord del capoluogo campano, a pochi passi dall’auditorium intitolato proprio al cantautore genovese. Sullo sfondo, il complesso residenziale de Le Vele.

Quando il ritratto di Faber, scomparso 23 anni fa, è stato ufficialmente consegnato alla cittadinanza, era presente anche Dori Ghezzi, sua moglie e compagna anche nell’arte, ora responsabile della Fondazione De Andrè. Parlando con i giornalisti, Ghezzi ha tra l’altro ricordato quanto De Andrè amasse Napoli (dove per un certo periodo ha anche vissuto) e quanto fosse a sua volta ricambiato. Ed ha poi aggiunto: “Scampia è l’esempio di un quartiere popolato dalla gente che Fabrizio ha amato e ha sempre cantato. E se è riuscito ad esprimersi in un certo modo, lo deve alle persone che vivono cui”, cui “ha attinto tantissimo”.

Quanto poi all’autore dell’opera, che rientra nel programma di iniziative del Maggio dei Monumenti, Jorit ha sottolineato l’importanza della valorizzazione delle periferie ed ha anche ricordato che “Rino Gaetano e Fabrizio De Andrè sono legati da un filo rosso di artisti impegnati, che non avevano paura di schierarsi e dire quello che pensavano. Nelle periferie italiane si parla di riscatto e di speranza e dipingere i loro volti nel quartiere Trecento Alloggi a Crotone e a Scampia a Napoli vuol dire farlo in luoghi perfetti”. Poi il giovane, che è nato in un paesino del napoletano, ha detto al Quotidiano Nazionale che “il murale non cambia nulla: può accendere un faro, può arricchire le coscienze delle persone. Ma ci vuole un forte intervento delle istituzioni a livello locale ma soprattutto a livello nazionale”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli