Esteri

Scatta l’offensiva su Gaza, ormai isolata del tutto

Gli Stati Uniti rifiuteranno i visti ai membri dell'Autorità Palestinese e dell'Olp per partecipare alla prossima Assemblea Generale Onu

di Ernesto Ferrante -


Le Forze di difesa israeliane hanno dato il via ai preparativi per passare a un’offensiva su Gaza e sta già entrando nelle prime fasi “mentre operano con grande forza alla periferia della città”. Lo ha scritto in arabo sul suo profilo X il portavoce militare Avichay Adraee. “Intensificheremo i nostri attacchi e non esiteremo finché non riporteremo indietro tutti gli ostaggi e non smantelleremo Hamas militarmente e politicamente”, ha aggiunto Adraee. “In linea con la valutazione della situazione e le direttive dei vertici politici”, a partire dalle ore 10 di ieri, “la pausa tattica locale nell’attività militare non si applicherà all’area di Gaza City, che è una zona di combattimento pericolosa”, hanno comunicato inoltre le Idf in riferimento alle “pause tattiche” quotidiane in alcune aree per facilitare la distribuzione di aiuti.

Hamas giura vendetta per l’occupazione di Gaza

Israele “pagherà” per l’occupazione di Gaza e gli ostaggi israeliani ancora trattenuti nella Striscia di Gaza dovranno “affrontare gli stessi rischi” che corrono i miliziani, durante la prossima offensiva che Tel Aviv vuole condurre. Lo ha annunciato il portavoce delle Brigate Qassam di Hamas, Abu Obeida, sostenendo che il piano israeliano “sarà devastante per la sua leadership politica e militare”.

Abu Obeida ha poi avvertito che, sebbene Hamas preserverà la vita dei prigionieri israeliani “al meglio delle sue possibilità”, questi ultimi corrono gli stessi rischi dei combattenti del gruppo palestinese a Gaza. Quindi, ha proseguito, l’esercito e il governo israeliani “si assumeranno la piena responsabilità” per gli eventuali morti tra gli ostaggi.

Le mosse di Turchia e Usa

La fazione palestinese ha chiesto ulteriori “misure punitive” contro lo Stato ebraico, seguendo l’esempio della Turchia che ha comunicato la chiusura dei suoi porti e del suo spazio aereo alle navi e agli aerei militari e ufficiali israeliani.

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che rifiuteranno i visti ai membri dell’Autorità Palestinese e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) per partecipare alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in programma il mese prossimo a New York, dove la Francia guiderà un’iniziativa per il riconoscimento di uno Stato palestinese. “Il segretario di Stato Marco Rubio sta negando e revocando i visti ai membri dell’Olp e dell’Autorità Palestinese in vista della prossima Assemblea Generale dell’Onu”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato ufficiale.

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar elogiato la decisione dell’amministrazione statunitense. L’amministrazione Trump “sta ancora una volta al fianco di Israele con questo passo coraggioso”, ha detto Sa’ar, ringraziando Rubio per aver ritenuto l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l’Autorità Nazionale Palestinese “responsabili di aver premiato il terrorismo, l’incitamento e i tentativi di ricorrere alla guerra legale contro Israele”.

Il ministero degli Esteri palestinese si è detto “sorpreso” dalla mossa di Washington. Il ministero ha definito la misura una “violazione” della Convenzione sugli Headquarters dell’Onu del 1947 e ha invitato sia il Segretario Generale dell’Onu António Guterres sia il Consiglio di Sicurezza a “svolgere i propri doveri”.

Israele infligge un duro colpo agli Houthi

Il primo ministro dei ribelli Houthi sostenuti dall‘Iran, Ahmed al-Rahawi, è stato ucciso in un appartamento a Sana’a durante i raid israeliani. Il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamin, ha illustrato le operazioni in corso dell’Idf in Medio Oriente. Durante l’incontro, Zamir ha evidenziato il colpo assestato al gruppo yemenita. “Gli Houthi operano come un ramo terroristico aggiuntivo dell’Iran, continuano ad attaccare Israele e minacciano la stabilità regionale e internazionale. Il nostro messaggio è chiaro, non ci sarà tolleranza”, ha garantito Zamir.

Il Movimento Cinque Stelle, nella giornata di ieri, ha convocato l’assemblea degli iscritti mediante lo strumento della consultazione in rete con il seguente ordine del giorno: “Votazione della proposta di destinare fino a 1 milione di euro per aiuti umanitari alla popolazione palestinese della striscia di Gaza”. I soldi arriverebbero dalle restituzioni dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Un’iniziativa concettualmente lodevole, ma praticamente difficile da realizzare, se si considera il blocco degli aiuti, con un unico “canale” riconosciuto da Israele. Ben diverso sarebbe l’impatto di un arrivo a Gaza di una nutrita delegazione di parlamentari della forza politica capeggiata da Giuseppe Conte.


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