Schillaci: “Rinegoziare i contratti dei vaccini”

Il ministro della Salute Orazio Schillaci è intervenuto al Consiglio Salute dell’Ue sull’eccedenza dei vaccini, chiedendo di rivedere i contratti di acquisti comuni anticipati di vaccini anti-Covid stipulati fra la Commissione europea Stati membri e le case farmaceutiche. Secondo il ministro si tratta di “una priorità in alla luce del contesto attuale” che vedrebbe “una allocazione non efficiente delle limitate risorse pubbliche disponibili”. Un tema “da affrontare subito e con determinazione” per cui Schillaci chiede la “rinegoziazione di contratti con le case farmaceutiche ancora ineseguiti o soltanto parzialmente eseguiti, prevedendo la possibilità di ridurre gli acquisti contrattualmente previsti in funzione dell’effettivo fabbisogno degli Stati”. Il ministro della Salute ha poi sottolineato che è “indispensabile che la Commissione riveda la clausola degli Apa (Advanced Purchase Agreement) che pone a carico degli Stati membri il risarcimento e/o l’indennizzo dovuto per i danni cagionati dai vaccini, nonché le spese legali sostenute dalle case farmaceutiche produttrici nei singoli procedimenti, non essendo ragionevole che esse gravino sugli gli Stati membri”. Una fase delicata, per cui “è auspicabile che la Commissione agisca a tutela dei diritti degli Stati membri” ha insistito Schillaci. Per ultimo, si è espresso sul possibile ritorno alle procedure di acquisto gestite direttamente dai singoli Stati, sottolineando che per l’Italia rimane “fondamentale la possibilità di accedere a tutti i vaccini autorizzati dall’Ema”. E.C.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci è intervenuto al Consiglio Salute dell’Ue sull’eccedenza dei vaccini, chiedendo di rivedere i contratti di acquisti comuni anticipati di vaccini anti-Covid stipulati fra la Commissione europea Stati membri e le case farmaceutiche. Secondo il ministro si tratta di “una priorità in alla luce del contesto attuale” che vedrebbe “una allocazione non efficiente delle limitate risorse pubbliche disponibili”. Un tema “da affrontare subito e con determinazione” per cui Schillaci chiede la “rinegoziazione di contratti con le case farmaceutiche ancora ineseguiti o soltanto parzialmente eseguiti, prevedendo la possibilità di ridurre gli acquisti contrattualmente previsti in funzione dell’effettivo fabbisogno degli Stati”. Il ministro della Salute ha poi sottolineato che è “indispensabile che la Commissione riveda la clausola degli Apa (Advanced Purchase Agreement) che pone a carico degli Stati membri il risarcimento e/o l’indennizzo dovuto per i danni cagionati dai vaccini, nonché le spese legali sostenute dalle case farmaceutiche produttrici nei singoli procedimenti, non essendo ragionevole che esse gravino sugli gli Stati membri”. Una fase delicata, per cui “è auspicabile che la Commissione agisca a tutela dei diritti degli Stati membri” ha insistito Schillaci. Per ultimo, si è espresso sul possibile ritorno alle procedure di acquisto gestite direttamente dai singoli Stati, sottolineando che per l’Italia rimane “fondamentale la possibilità di accedere a tutti i vaccini autorizzati dall’Ema”. E.C.

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