Scienze: con l’avvento della quantistica, la fisica ha imboccato una nuova strada Un mix eterogeneo tra attivita’ scientifica, storia, filosofia ma soprattutto etica

La fisica quantistica oggi ha soppiantato la fisica classica, usiamo strumenti da questa derivati, ma chi li usa, spesso non se ne rende nemmeno conto. Penso che non esista fisica classica e fisica quantistica, ma piuttosto fisici che pensano di lavorare in un sistema chiuso, e fisici che si sono accorti che non esiste nessun sistema chiuso ma solo sistemi aperti, dove la norma è determinata da interconnessioni positive e negative o interferenze. Di conseguenza persiste una medicina che continua a chiudere il sistema aperto, dove gli sembra di conoscere tutto arroccata su assiomi, postulati e dogmi, con qualcuno che ha iniziato ad aprire le finestre vedendo tutto ciò che ci circonda, con la consapevolezza che noi si fa parte dell’intero sistema. E quando ci confrontiamo con la ricerca e le pubblicazioni senza le quali non si riesce ad arrivare da nessuna parte, essa è libera o circoscritta e condizionata da fattori esterni ed in particolare dall’economia? Esistono ancora relatori autorevoli preparati onesti e conoscitori della materia in senso ampio, o troviamo ottimi ed eleganti relatori, ma servitori di un sistema economico che li assolda a scopo pubblicitario, per vendere di tutto e di più? Seguendo i congressi medici, si parla sempre e solo di farmaci e di malattie, mai di pazienti malati. E’ da anni che siamo giunti ad un punto per cui la complessità influenza tutti gli ambiti della, ricerca diventando immensa, relativamente a tutto ciò che è oggetto di apprendimento e conoscenza da parte della mente umana. C’è troppo da sapere per veramente sapere. A questo si aggiunge che diventa quasi impossibile giungere ad una buona sintesi per far comprendere l’essenza di ciò che si comunica per evitare gli inevitabili fraintendimenti o la noia di chi non ha conoscenze sufficienti per comprendere ciò che si vuole comunicare, l’assenza di voglia di voler capire, pensando di aver già capito tutto, e l’uditore dovrebbe essere in grado di comprendere se sia onesto chi comunica, e se abbia i requisiti per farlo, o, se la comunicazione, non sia strumento con uno scopo finale differente, mirato ad inibire la concorrenza di altre verità. Si può raccogliere un’enormità di dati, che interagiscono e che non sono computabili nemmeno col computer più potente, che in ogni caso, non potrà ragionare autonomamente verificando diverse alternative, perché quando analizza i sistemi sequenzialmente, per lui esiste una sola verità. Se i dati immessi in un computer, sono finalizzati per ottenere un determinato risultato, ecco che il falso diventa vero, trasformando il vero in falso. La vita scorre in un plurisistema, composto da sottosistemi interagenti in cui non è individuabile un centro assoluto. Chi osserva la vita per cercare di capirla, vede particolari differenti dell’oggetto, se questo è analizzato inserito nell’ambiente, o se isolato. Tra questi studiosi della vita, c’è chi si rende conto di studiare solo una parte del sistema e lo considera nelle sue conclusioni, ma c’è chi pensa che l’oggetto dei suoi studi sia autonomo e isolato e non influenzabile da ciò con cui interagisce. Vedendo la realtà come multisistema, nasce il termine allostasi a cui si accoppia il termine epigenetica. L’uomo fa parte di questo sistema, non c’è caduto dentro per caso, e come ogni componente, grazie all’adattamento, cerca di mantenere stabili i sistemi fisiologici che sono interconnessi sia al suo interno, ma anche con l’esterno. Questo è quindi un metasistema regolatorio, per mantenere gli equilibri dell’uomo, con i sovra e sottosistemi che gli appartengono e a cui appartiene.  Ma le connessioni tra le varie realtà del sistema, possono anche essere di tipo interferenziale peggiorativo; interferenze che spesso sono prodotte dal progresso, che non ha mai considerato questo aspetto, o a volte fa finta di non vederle. L’interferenza, nei sistemi di telecomunicazione, indica la sovrapposizione di un segnale indesiderato su un segnale trasmesso, che porta alla distorsione del segnale ricevuto, che determina anche una alterazione della corrispondente funzione, da impercettibile, sino a grave o mortale in tempi variabili. Ciò che accade è una diretta conseguenza dell’interferenza tra onde in propagazione, ad esempio sula frequenza di trasmissione e ricezione. Il segnale parte malato, può ammalarsi durante il percorso, o può essere frainteso all’arrivo, portando come esempio, gli elettrosensibili o gli allergici e gli intolleranti, in cui, un segnale che per la massa è innocuo, per loro diventa destruente, e questo dimostra che le soglie umane di sensibilità sono eterogenee. Argomentando sulla memoria biologica e cibernetica, venne ipotizzata l’ipotesi dell’ologramma, parola che unisce due parole greche: holo e gram. La prima si traduce in tutto o intero, mentre la seconda si traduce in scrivere. Semplificando, nella singola cellula, si ritrovano scritte tutte le caratteristiche dell’intero sistema. David Bohm, un fisico e filosofo statunitense dello scorso secolo, sviluppò un modello del funzionamento del cervello, secondo§ il quale esso opera in modo simile a un ologramma. Nella sua teoria scrive: «Basandoci su una descrizione dei processi, le interazioni neuronali si presenterebbero sotto forma di onde, poi convertite in schemi di interferenza e trasformate in immagini tridimensionali. Noi non vedremmo gli “oggetti “per come sono, ma solamente la loro” informazione quantistica”. Anche le cellule dell’organismo, distribuite dopo la differenziazione nei vari organi che hanno come obiettivo il benessere totale dell’uomo, comunicano tra loro, con segnali che vengono visti dai biochimici come modifiche chimiche, che sono solo l’effetto della comunicazione, che non vedono, e che deriva unicamente dal passaggio di onde magnetiche; ad oggi non si conosce nessun’altra alternativa. Ci deve interessare più che mai la comunicazione, che origina il processo su cui interviene il biochimico, e che da questa comunicazione dipende. Se si individua la distorsione, o l’interferenza, diventa semplice pensare di poterla correggere, ad esempio utilizzando l’effetto diapason, l’antico strumento usato per accordare gli strumenti musicali che devono essere accordati prima che il maestro dia il via al concerto. Un solo strumento scordato danneggia l’intera sinfonia nonostante il buon funzionamento degli altri. Medesimo fenomeno, è pensabile, avvenga per le cellule che invecchiano, o si ammalano in presenza di segnali arrivano distorti o percepiti distorti. 

Questa distorsione si riflette sulla formazione delle proteine, e a cascata sul metabolismo dell’intero organismo. Un esempio, classico e noto, si riferisce alla proteina KRAS; il test di KRAS è il primo test genetico che permette di determinare, al momento della diagnosi, lo stato del gene che codifica la proteina KRAS, se normale o mutata, nel tumore del colon retto di un paziente. Il gene KRAS contiene le informazioni per sintetizzare la proteina KRAS, coinvolta nella crescita e nella divisione cellulare di alcuni tumori. Questa determinazione è essenziale perché lo stato della proteina KRAS può influenzare la prognosi della malattia e la risposta alle cure. Ettore Maiorana, disse: «La fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata». Con l’avvento della quantistica, la fisica ha imboccato una nuova strada; la medicina non se ne è accorta, o non vuole accorgersene, perché appagata mai metodi che possiede, o per pigrizia. Solo se cambi strada, vedrai nuovi panorami. I medici dovrebbero tornare a studiare, i programmi dei corsi di Laurea in medicina e l’intera facoltà di medicina verrebbero scombussolati. D’altra parte le apparecchiature che la fisica quantistica ha prodotto e non solo per la medicina i medici le utilizzano, forse, senza nemmeno conoscere i fenomeni fisici che ne stanno alla base. I virus non sono visibili otticamente, perché di dimensioni inferiori alla frequenza della luce visibile. La frequenza è data dalla distanza percorsa dalla singola onda, che permette di contare quante onde siano contenute nello spazio temporale di un secondo. Lo spettro elettromagnetico è l’insieme di tutte le possibili frequenze della radiazione elettromagnetica di cui parte è visibile, costituita dalla luce, ed il restante invisibile dall’occhio umano.

Antonella Sperati

 

continua nel numero 42

La fisica quantistica oggi ha soppiantato la fisica classica, usiamo strumenti da questa derivati, ma chi li usa, spesso non se ne rende nemmeno conto. Penso che non esista fisica classica e fisica quantistica, ma piuttosto fisici che pensano di lavorare in un sistema chiuso, e fisici che si sono accorti che non esiste nessun sistema chiuso ma solo sistemi aperti, dove la norma è determinata da interconnessioni positive e negative o interferenze. Di conseguenza persiste una medicina che continua a chiudere il sistema aperto, dove gli sembra di conoscere tutto arroccata su assiomi, postulati e dogmi, con qualcuno che ha iniziato ad aprire le finestre vedendo tutto ciò che ci circonda, con la consapevolezza che noi si fa parte dell’intero sistema. E quando ci confrontiamo con la ricerca e le pubblicazioni senza le quali non si riesce ad arrivare da nessuna parte, essa è libera o circoscritta e condizionata da fattori esterni ed in particolare dall’economia? Esistono ancora relatori autorevoli preparati onesti e conoscitori della materia in senso ampio, o troviamo ottimi ed eleganti relatori, ma servitori di un sistema economico che li assolda a scopo pubblicitario, per vendere di tutto e di più? Seguendo i congressi medici, si parla sempre e solo di farmaci e di malattie, mai di pazienti malati. E’ da anni che siamo giunti ad un punto per cui la complessità influenza tutti gli ambiti della, ricerca diventando immensa, relativamente a tutto ciò che è oggetto di apprendimento e conoscenza da parte della mente umana. C’è troppo da sapere per veramente sapere. A questo si aggiunge che diventa quasi impossibile giungere ad una buona sintesi per far comprendere l’essenza di ciò che si comunica per evitare gli inevitabili fraintendimenti o la noia di chi non ha conoscenze sufficienti per comprendere ciò che si vuole comunicare, l’assenza di voglia di voler capire, pensando di aver già capito tutto, e l’uditore dovrebbe essere in grado di comprendere se sia onesto chi comunica, e se abbia i requisiti per farlo, o, se la comunicazione, non sia strumento con uno scopo finale differente, mirato ad inibire la concorrenza di altre verità. Si può raccogliere un’enormità di dati, che interagiscono e che non sono computabili nemmeno col computer più potente, che in ogni caso, non potrà ragionare autonomamente verificando diverse alternative, perché quando analizza i sistemi sequenzialmente, per lui esiste una sola verità. Se i dati immessi in un computer, sono finalizzati per ottenere un determinato risultato, ecco che il falso diventa vero, trasformando il vero in falso. La vita scorre in un plurisistema, composto da sottosistemi interagenti in cui non è individuabile un centro assoluto. Chi osserva la vita per cercare di capirla, vede particolari differenti dell’oggetto, se questo è analizzato inserito nell’ambiente, o se isolato. Tra questi studiosi della vita, c’è chi si rende conto di studiare solo una parte del sistema e lo considera nelle sue conclusioni, ma c’è chi pensa che l’oggetto dei suoi studi sia autonomo e isolato e non influenzabile da ciò con cui interagisce. Vedendo la realtà come multisistema, nasce il termine allostasi a cui si accoppia il termine epigenetica. L’uomo fa parte di questo sistema, non c’è caduto dentro per caso, e come ogni componente, grazie all’adattamento, cerca di mantenere stabili i sistemi fisiologici che sono interconnessi sia al suo interno, ma anche con l’esterno. Questo è quindi un metasistema regolatorio, per mantenere gli equilibri dell’uomo, con i sovra e sottosistemi che gli appartengono e a cui appartiene.  Ma le connessioni tra le varie realtà del sistema, possono anche essere di tipo interferenziale peggiorativo; interferenze che spesso sono prodotte dal progresso, che non ha mai considerato questo aspetto, o a volte fa finta di non vederle. L’interferenza, nei sistemi di telecomunicazione, indica la sovrapposizione di un segnale indesiderato su un segnale trasmesso, che porta alla distorsione del segnale ricevuto, che determina anche una alterazione della corrispondente funzione, da impercettibile, sino a grave o mortale in tempi variabili. Ciò che accade è una diretta conseguenza dell’interferenza tra onde in propagazione, ad esempio sula frequenza di trasmissione e ricezione. Il segnale parte malato, può ammalarsi durante il percorso, o può essere frainteso all’arrivo, portando come esempio, gli elettrosensibili o gli allergici e gli intolleranti, in cui, un segnale che per la massa è innocuo, per loro diventa destruente, e questo dimostra che le soglie umane di sensibilità sono eterogenee. Argomentando sulla memoria biologica e cibernetica, venne ipotizzata l’ipotesi dell’ologramma, parola che unisce due parole greche: holo e gram. La prima si traduce in tutto o intero, mentre la seconda si traduce in scrivere. Semplificando, nella singola cellula, si ritrovano scritte tutte le caratteristiche dell’intero sistema. David Bohm, un fisico e filosofo statunitense dello scorso secolo, sviluppò un modello del funzionamento del cervello, secondo§ il quale esso opera in modo simile a un ologramma. Nella sua teoria scrive: «Basandoci su una descrizione dei processi, le interazioni neuronali si presenterebbero sotto forma di onde, poi convertite in schemi di interferenza e trasformate in immagini tridimensionali. Noi non vedremmo gli “oggetti “per come sono, ma solamente la loro” informazione quantistica”. Anche le cellule dell’organismo, distribuite dopo la differenziazione nei vari organi che hanno come obiettivo il benessere totale dell’uomo, comunicano tra loro, con segnali che vengono visti dai biochimici come modifiche chimiche, che sono solo l’effetto della comunicazione, che non vedono, e che deriva unicamente dal passaggio di onde magnetiche; ad oggi non si conosce nessun’altra alternativa. Ci deve interessare più che mai la comunicazione, che origina il processo su cui interviene il biochimico, e che da questa comunicazione dipende. Se si individua la distorsione, o l’interferenza, diventa semplice pensare di poterla correggere, ad esempio utilizzando l’effetto diapason, l’antico strumento usato per accordare gli strumenti musicali che devono essere accordati prima che il maestro dia il via al concerto. Un solo strumento scordato danneggia l’intera sinfonia nonostante il buon funzionamento degli altri. Medesimo fenomeno, è pensabile, avvenga per le cellule che invecchiano, o si ammalano in presenza di segnali arrivano distorti o percepiti distorti. 

Questa distorsione si riflette sulla formazione delle proteine, e a cascata sul metabolismo dell’intero organismo. Un esempio, classico e noto, si riferisce alla proteina KRAS; il test di KRAS è il primo test genetico che permette di determinare, al momento della diagnosi, lo stato del gene che codifica la proteina KRAS, se normale o mutata, nel tumore del colon retto di un paziente. Il gene KRAS contiene le informazioni per sintetizzare la proteina KRAS, coinvolta nella crescita e nella divisione cellulare di alcuni tumori. Questa determinazione è essenziale perché lo stato della proteina KRAS può influenzare la prognosi della malattia e la risposta alle cure. Ettore Maiorana, disse: «La fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata». Con l’avvento della quantistica, la fisica ha imboccato una nuova strada; la medicina non se ne è accorta, o non vuole accorgersene, perché appagata mai metodi che possiede, o per pigrizia. Solo se cambi strada, vedrai nuovi panorami. I medici dovrebbero tornare a studiare, i programmi dei corsi di Laurea in medicina e l’intera facoltà di medicina verrebbero scombussolati. D’altra parte le apparecchiature che la fisica quantistica ha prodotto e non solo per la medicina i medici le utilizzano, forse, senza nemmeno conoscere i fenomeni fisici che ne stanno alla base. I virus non sono visibili otticamente, perché di dimensioni inferiori alla frequenza della luce visibile. La frequenza è data dalla distanza percorsa dalla singola onda, che permette di contare quante onde siano contenute nello spazio temporale di un secondo. Lo spettro elettromagnetico è l’insieme di tutte le possibili frequenze della radiazione elettromagnetica di cui parte è visibile, costituita dalla luce, ed il restante invisibile dall’occhio umano.

Antonella Sperati

 

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