Scommessa tech

di Giorgio Brescia

Digital e green: le imprese italiane che hanno abbracciato la transizione e hanno energie e risorse per proseguire il loro cammino possono contare su una crescita di produttività fino al 14%. Unioncamere e il Centro Studi Tagliacarne hanno svolto un’indagine su 3mila imprese manifatturiere che hanno tra 5 e 499 addetti, rappresentativo dell’universo di 130 mila imprese. Una istantanea da cui emergono luci e ombre, opportunità e difficoltà di uno scenario ove però la competitività si raggiunge affermando i valori della transizione digitale e sostenibile.
Da qui a due anni, infatti, quasi un’impresa manifatturiera su tre prevede di investire nella digitalizzazione e nella sostenibilità ambientale, ma le realtà più piccole sono in affanno per tenere il passo: solo una su cinque lo farà in tre anni. E dal Mezzogiorno, stavolta, arrivano segnali di reattività: il 36% delle imprese investirà nella duplice transizione, superando il 29% delle imprese del Centro-Nord. E il fieno nella cascina della crescita è rappresentato dalle competenze: la produttività arriva al 17% proprio quando gli investimenti nella duplice transizione sono accompagnati da quelli nel capitale umano.
Imprese pronte. “I dati – dice il segretario di Unioncamere Giusepe Tripoli- ci dicono che sono in aumento le imprese pronte a fare il salto di qualità investendo in digitalizzazione e sostenibilità. Ma ancora tanti sono gli imprenditori che da soli non riescono a compiere il cambio di passo e per questo vanno accompagnati”. E, ricorda le 500mila aziende già aiutate finora in tutto il Paese dalla rete territoriale dei Punti Impresa Digitale camerali e il prossimo via dei Punti Energy Management che supporteranno le pmi nelle azioni più efficienti per l’utilizzo delle risorse energetiche e in quelle necessarie per sfruttare al meglio le agevolazioni predisposte dal Governo.
Però l’incertezza non scompare, nelle strategie: il 12% delle imprese investirà solo nelle tecnologie digitali e il 22% solo nel green, mentre il 35% non investirà affatto. Quando le imprese manifatturiere investono solo nelle tecnologie digitali la propria produttività aumenta fino al 12%, mentre cresce fino all’8% quando investono esclusivamente in sostenibilità ambientale. Se investono in entrambi i campi, l’effetto sulla crescita della produttività sale al +14%. Che sale al 17% quando gli investimenti nelle transizioni “gemelle” sono accompagnati da quelli nel capitale umano, sia con attività di formazione diretta ai propri dipendenti di up-skilling e re-skilling che in quella destinata al management per lo sviluppo e l’innovazione di nuovi modelli di business.
Investimenti che fanno la differenza: il 37% delle imprese che hanno investito nella digitalizzazione e nella formazione dichiara di avere ottenuto una maggiore flessibilità, contro il 22% di chi, pur avendo investito nel digitale non ha puntato sulla formazione; il 44% un aumento della velocità di produzione (contro il 32%); il 52% maggiore qualità del prodotto e minori scarti (contro il 37%); il 53% minori errori e fermi macchina (contro il 40%). Mentre, tra le imprese che hanno puntato sulla sostenibilità ambientale e investito sul capitale umano, il 44% ha riscontrato un aumento di competitività (contro il 39% di quelle che hanno fatto investimenti sempre nel green ma non nelle risorse umane).
Un binomio che funziona: 531mila, le imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti green dal 2017 al 2021, + 51% rispetto a 5 anni prima.

di Giorgio Brescia

Digital e green: le imprese italiane che hanno abbracciato la transizione e hanno energie e risorse per proseguire il loro cammino possono contare su una crescita di produttività fino al 14%. Unioncamere e il Centro Studi Tagliacarne hanno svolto un’indagine su 3mila imprese manifatturiere che hanno tra 5 e 499 addetti, rappresentativo dell’universo di 130 mila imprese. Una istantanea da cui emergono luci e ombre, opportunità e difficoltà di uno scenario ove però la competitività si raggiunge affermando i valori della transizione digitale e sostenibile.
Da qui a due anni, infatti, quasi un’impresa manifatturiera su tre prevede di investire nella digitalizzazione e nella sostenibilità ambientale, ma le realtà più piccole sono in affanno per tenere il passo: solo una su cinque lo farà in tre anni. E dal Mezzogiorno, stavolta, arrivano segnali di reattività: il 36% delle imprese investirà nella duplice transizione, superando il 29% delle imprese del Centro-Nord. E il fieno nella cascina della crescita è rappresentato dalle competenze: la produttività arriva al 17% proprio quando gli investimenti nella duplice transizione sono accompagnati da quelli nel capitale umano.
Imprese pronte. “I dati – dice il segretario di Unioncamere Giusepe Tripoli- ci dicono che sono in aumento le imprese pronte a fare il salto di qualità investendo in digitalizzazione e sostenibilità. Ma ancora tanti sono gli imprenditori che da soli non riescono a compiere il cambio di passo e per questo vanno accompagnati”. E, ricorda le 500mila aziende già aiutate finora in tutto il Paese dalla rete territoriale dei Punti Impresa Digitale camerali e il prossimo via dei Punti Energy Management che supporteranno le pmi nelle azioni più efficienti per l’utilizzo delle risorse energetiche e in quelle necessarie per sfruttare al meglio le agevolazioni predisposte dal Governo.
Però l’incertezza non scompare, nelle strategie: il 12% delle imprese investirà solo nelle tecnologie digitali e il 22% solo nel green, mentre il 35% non investirà affatto. Quando le imprese manifatturiere investono solo nelle tecnologie digitali la propria produttività aumenta fino al 12%, mentre cresce fino all’8% quando investono esclusivamente in sostenibilità ambientale. Se investono in entrambi i campi, l’effetto sulla crescita della produttività sale al +14%. Che sale al 17% quando gli investimenti nelle transizioni “gemelle” sono accompagnati da quelli nel capitale umano, sia con attività di formazione diretta ai propri dipendenti di up-skilling e re-skilling che in quella destinata al management per lo sviluppo e l’innovazione di nuovi modelli di business.
Investimenti che fanno la differenza: il 37% delle imprese che hanno investito nella digitalizzazione e nella formazione dichiara di avere ottenuto una maggiore flessibilità, contro il 22% di chi, pur avendo investito nel digitale non ha puntato sulla formazione; il 44% un aumento della velocità di produzione (contro il 32%); il 52% maggiore qualità del prodotto e minori scarti (contro il 37%); il 53% minori errori e fermi macchina (contro il 40%). Mentre, tra le imprese che hanno puntato sulla sostenibilità ambientale e investito sul capitale umano, il 44% ha riscontrato un aumento di competitività (contro il 39% di quelle che hanno fatto investimenti sempre nel green ma non nelle risorse umane).
Un binomio che funziona: 531mila, le imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti green dal 2017 al 2021, + 51% rispetto a 5 anni prima.

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