Scontro fra Ucraina e Russia sulle presunte scorte nucleari a Zaporizhia

Botta e risposta fra Kiev e Mosca anche sulla presenza di scorte nucleari che l’Ucraina avrebbe precedentemente detenuto e che adesso rischiano di finire in mano russa.

Energoatom, l’azienda di Stato ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel territorio del Paese e del disarmo dei tre reattori superstiti di Chernobyl, ha infatti smentito le dichiarazioni che il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi aveva reso al World Economic Forum (Wef) di Davos, in merito alle quali, nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhia, ora sotto controllo russo, si troverebbero 30 tonnellate di plutonio e 40 tonnellate di uranio arricchito. Scorte alle quali “i miei ispettori non hanno accesso”, secondo Grossi. “Speriamo di recarci lì per essere in grado di prevenire che ci sia un problema o finiremo per scoprire che mancano alcune centinaia di chilogrammi di materiale per armi nucleari”, è il grido di allarme di Grossi, che lascia intendere come su questo materiale potrebbe mettere ora le mani Mosca.

“Né uranio né plutonio, che potrebbero essere usati per scopi militari, erano e sono immagazzinati nella centrale nucleare di Zaporizhia – ha scritto Energoatom sul suo canale Telegram, cercando di fugare i dubbi sul fatto che gli ucraini disponessero di questo materiale -. Ci sono, invece, gruppi di combustibile, ma questa è una storia completamente diversa, e si chiama combustibile nucleare. Che, ovviamente, è presente in tutte le centrali nucleari del mondo”, ha rivendicato Energoatom. Nel suo intervento a Davos, Grossi ha anche preso posizione in merito alla capacità del nucleare di offrire un contributo nella battaglia contro il cambiamento climatico. In particolare, il direttore dell’Aiea, ha sostenuto che gli Smr, i piccoli reattori modulari, possono essere una tecnologia verde e sicura.

“Il quaranta per cento delle centrali nucleari in funzione oggi sono state costruite a seguito dell’ultima grande crisi energetica e ora, dopo notevoli costi iniziali, forniscono parte dell’elettricità più economica del mondo”, ha scritto Grossi sul sito del Wef, spiegando che oggi sono più di 440 i reattori nucleari che operano in tutto il mondo producendo un quarto della sua elettricità a basse emissioni di carbonio e aggiungendo che più di 50 reattori sono attualmente in costruzione.

A marzo, l’Aiea ha lanciato una nuova iniziativa, la Nuclear Harmonization and Standardization Initiative, per accelerare e facilitare l’efficace dispiegamento globale di Smr per la generazione di energia nucleare, e altre tecnologie nucleari avanzate, in modo da massimizzare il loro contributo allo sviluppo sostenibile e alla lotta al cambiamento climatico.
Pochi dubbi, invece, restano sulla pericolosità della centrale di Zaporizhia. L’amministrazione militare regionale ha infatti scritto su Telegram che il “25 maggio, alle 05:13, le truppe russe hanno lanciato quattro missili da crociera su Zaporizhia. Uno di loro è stato abbattuto dalla nostra difesa aerea”, si legge nel rapporto. La possibilità che la centrale venga colpita da chiunque, infatti, la rende di estrema pericolosità.

Botta e risposta fra Kiev e Mosca anche sulla presenza di scorte nucleari che l’Ucraina avrebbe precedentemente detenuto e che adesso rischiano di finire in mano russa.

Energoatom, l’azienda di Stato ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel territorio del Paese e del disarmo dei tre reattori superstiti di Chernobyl, ha infatti smentito le dichiarazioni che il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi aveva reso al World Economic Forum (Wef) di Davos, in merito alle quali, nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhia, ora sotto controllo russo, si troverebbero 30 tonnellate di plutonio e 40 tonnellate di uranio arricchito. Scorte alle quali “i miei ispettori non hanno accesso”, secondo Grossi. “Speriamo di recarci lì per essere in grado di prevenire che ci sia un problema o finiremo per scoprire che mancano alcune centinaia di chilogrammi di materiale per armi nucleari”, è il grido di allarme di Grossi, che lascia intendere come su questo materiale potrebbe mettere ora le mani Mosca.

“Né uranio né plutonio, che potrebbero essere usati per scopi militari, erano e sono immagazzinati nella centrale nucleare di Zaporizhia – ha scritto Energoatom sul suo canale Telegram, cercando di fugare i dubbi sul fatto che gli ucraini disponessero di questo materiale -. Ci sono, invece, gruppi di combustibile, ma questa è una storia completamente diversa, e si chiama combustibile nucleare. Che, ovviamente, è presente in tutte le centrali nucleari del mondo”, ha rivendicato Energoatom. Nel suo intervento a Davos, Grossi ha anche preso posizione in merito alla capacità del nucleare di offrire un contributo nella battaglia contro il cambiamento climatico. In particolare, il direttore dell’Aiea, ha sostenuto che gli Smr, i piccoli reattori modulari, possono essere una tecnologia verde e sicura.

“Il quaranta per cento delle centrali nucleari in funzione oggi sono state costruite a seguito dell’ultima grande crisi energetica e ora, dopo notevoli costi iniziali, forniscono parte dell’elettricità più economica del mondo”, ha scritto Grossi sul sito del Wef, spiegando che oggi sono più di 440 i reattori nucleari che operano in tutto il mondo producendo un quarto della sua elettricità a basse emissioni di carbonio e aggiungendo che più di 50 reattori sono attualmente in costruzione.

A marzo, l’Aiea ha lanciato una nuova iniziativa, la Nuclear Harmonization and Standardization Initiative, per accelerare e facilitare l’efficace dispiegamento globale di Smr per la generazione di energia nucleare, e altre tecnologie nucleari avanzate, in modo da massimizzare il loro contributo allo sviluppo sostenibile e alla lotta al cambiamento climatico.
Pochi dubbi, invece, restano sulla pericolosità della centrale di Zaporizhia. L’amministrazione militare regionale ha infatti scritto su Telegram che il “25 maggio, alle 05:13, le truppe russe hanno lanciato quattro missili da crociera su Zaporizhia. Uno di loro è stato abbattuto dalla nostra difesa aerea”, si legge nel rapporto. La possibilità che la centrale venga colpita da chiunque, infatti, la rende di estrema pericolosità.

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