Scuole, a fine agosto il parere definitivo del Cts sulla riapertura a settembre

“A fine agosto si riunirà il nostro Comitato tecnico scientifico per una valutazione finale ma la nostra priorità è riaprire tutte le scuole, di ogni ordine e grado”. Così il ministro della Salute Speranza a Radio Anch’io su Raiuno. Nel corso della trasmissione Speranza ha, però, sottolineato la necessità di “riaprire in totale sicurezza”. “La scelta di chiudere le scuole è stata – ha concluso il ministro – la scelta più dolorosa che ho dovuto compiere, ma indispensabile. In alcuni Paesi la riapertura ha fatto rialzare la curva. Ci vuole la massima cautela”. Poi ci sarà la da parte della ministra Azzolina l’informativa sulle direttive. Un ritorno a scuola tra medici di ‘sorveglianza’ per gli istituti e test a campione sugli studenti che si offrono come volontari. Ma anche un problema di organico, legato alla mancanza di spazi e alla necessità di ‘sdoppiare’ le aule negli edifici più vecchi. A meno di due mesi dal ritorno tra i banchi la ministra è già alle prese con nuovi rebus. E alcune delle soluzioni potrebbero essere proprio gli investimenti nella direzione dell’edilizia scolastica, “grazie ai soldi del Recovery Fund”. Progetti che al momento restano in cantiere, ma che hanno sullo sfondo lo scenario quotidiano dei nuovi contagi da Covid. Migliaia e migliaia di test, quelli sierologici, saranno invece effettuati nelle prossime settimane a tutto il personale scolastico e, secondo quanto prevede l’elenco delle richieste delle parti sociali per la bozza del protocollo d’intesa tra Miur e sindacati sull’avvio dell’anno scolastico, dovrebbero essere effettuati a campione sugli studenti ma non all’interno degli istituti. Le singole Regioni si stanno già mobilitando: nel Lazio almeno 120 mila operatori della scuola inizieranno ad agosto il test di sieroprevalenza mentre una seconda azione di prevenzione riguarda il vaccino influenzale, con 2,5 milioni di dosi già ordinate sul territorio. In programma non c’è solo la prevenzione dei test. La stessa bozza del protocollo prevede la misurazione della temperatura per il personale all’ingresso degli istituti, un’equipe di psicologi a disposizione di studenti e prof per rassicurare dai timori e stress per il rischio di contagio, referenti per il contact-tracing, una ‘help line’ e “l’individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria”. Ma l’Associazione nazionale presidi va oltre e invoca il ritorno al ‘medico scolastico’, affinché si occupi anche degli studenti: “La sorveglianza sanitaria è comunque indirizzata al personale, il medico cosiddetto ‘competente’ garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori. Inoltre solo se verrà prorogato lo stato di emergenza è previsto un medico sorveglianza, così come dispone il decreto rilancio”, spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, il quale punta il dito anche sul problema degli “edifici vecchi, dove sarà difficile gestire gli spazi e quindi servono più insegnanti. In pratica – aggiunge – dove non ci sono aule grandi, i dirigenti scolastici sono costretti a dividere in due le classi e quindi ad esempio servono più docenti. La ministra ha già spiegato che ci sono fondi per 80mila docenti in più, che rispetto al totale sono il 10%. Non so se basteranno, è difficile per noi fare un calcolo in questo momento”.

Alessandra Santangelo

 

“A fine agosto si riunirà il nostro Comitato tecnico scientifico per una valutazione finale ma la nostra priorità è riaprire tutte le scuole, di ogni ordine e grado”. Così il ministro della Salute Speranza a Radio Anch’io su Raiuno. Nel corso della trasmissione Speranza ha, però, sottolineato la necessità di “riaprire in totale sicurezza”. “La scelta di chiudere le scuole è stata – ha concluso il ministro – la scelta più dolorosa che ho dovuto compiere, ma indispensabile. In alcuni Paesi la riapertura ha fatto rialzare la curva. Ci vuole la massima cautela”. Poi ci sarà la da parte della ministra Azzolina l’informativa sulle direttive. Un ritorno a scuola tra medici di ‘sorveglianza’ per gli istituti e test a campione sugli studenti che si offrono come volontari. Ma anche un problema di organico, legato alla mancanza di spazi e alla necessità di ‘sdoppiare’ le aule negli edifici più vecchi. A meno di due mesi dal ritorno tra i banchi la ministra è già alle prese con nuovi rebus. E alcune delle soluzioni potrebbero essere proprio gli investimenti nella direzione dell’edilizia scolastica, “grazie ai soldi del Recovery Fund”. Progetti che al momento restano in cantiere, ma che hanno sullo sfondo lo scenario quotidiano dei nuovi contagi da Covid. Migliaia e migliaia di test, quelli sierologici, saranno invece effettuati nelle prossime settimane a tutto il personale scolastico e, secondo quanto prevede l’elenco delle richieste delle parti sociali per la bozza del protocollo d’intesa tra Miur e sindacati sull’avvio dell’anno scolastico, dovrebbero essere effettuati a campione sugli studenti ma non all’interno degli istituti. Le singole Regioni si stanno già mobilitando: nel Lazio almeno 120 mila operatori della scuola inizieranno ad agosto il test di sieroprevalenza mentre una seconda azione di prevenzione riguarda il vaccino influenzale, con 2,5 milioni di dosi già ordinate sul territorio. In programma non c’è solo la prevenzione dei test. La stessa bozza del protocollo prevede la misurazione della temperatura per il personale all’ingresso degli istituti, un’equipe di psicologi a disposizione di studenti e prof per rassicurare dai timori e stress per il rischio di contagio, referenti per il contact-tracing, una ‘help line’ e “l’individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria”. Ma l’Associazione nazionale presidi va oltre e invoca il ritorno al ‘medico scolastico’, affinché si occupi anche degli studenti: “La sorveglianza sanitaria è comunque indirizzata al personale, il medico cosiddetto ‘competente’ garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori. Inoltre solo se verrà prorogato lo stato di emergenza è previsto un medico sorveglianza, così come dispone il decreto rilancio”, spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, il quale punta il dito anche sul problema degli “edifici vecchi, dove sarà difficile gestire gli spazi e quindi servono più insegnanti. In pratica – aggiunge – dove non ci sono aule grandi, i dirigenti scolastici sono costretti a dividere in due le classi e quindi ad esempio servono più docenti. La ministra ha già spiegato che ci sono fondi per 80mila docenti in più, che rispetto al totale sono il 10%. Non so se basteranno, è difficile per noi fare un calcolo in questo momento”.

Alessandra Santangelo

 

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