Se gli adulti non credono alle violenze

Online, sul lavoro, tra le mura domestiche e nello sport: la violenza di genere si mostra ancora una volta come un fenomeno pervasivo e a danno delle donne, anche delle più piccole.
A raccontare e riportare le esperienze di violenza attraverso dati e testimonianze è l’Osservatorio Indifesa, realizzato da Terre des hommes e OneDay group, con il coinvolgimento di più di 10.000 adolescenti delle community di ScuolaZoo, di cui fanno parte ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni di tutta Italia. Ad emergere in maniera netta nel lungo rapporto sono tutti i reati a sfondo sessuale, in cui le vittime sono prevalentemente di genere femminile e, spesso, anche bambine. Secondo il report, tra gli abusi “le fattispecie che registrano la percentuale più alta di vittime bambine sono la violenza sessuale aggravata 88% e la violenza sessuale 87%” che sono aumentate rispetto al 2020, come si sono registrati aumenti anche per “gli atti sessuali con minorenne (83%), la detenzione di materiale pornografico (82%), la corruzione di minore (76%), la prostituzione minorile (67%) e per la pornografia minorile (69%). Numeri preoccupanti e numeri in crescita: la spiegazione per la moltiplicazione di questo genere di reati – oltre il 41% in più – si nasconde dietro al Covid-19 e la fornisce all’interno del rapporto Stefano Delfini, il direttore del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: “Nel 2021 si assiste, per quasi tutti i reati analizzati, a un incremento dal 2020, anno particolare perché segnato dalle restrizioni legate alla pandemia. Dai dati emerge un fenomeno non marginale e molto grave per le conseguenze sullo sviluppo psico-fisico delle vittime” con “gravi conseguenze psicologiche protratte nel tempo”. Un aggravamento che pone l’attenzione sulle vittime, ma anche sul contesto, perché c’è anche un’altra percentuale a creare allarme. Dai dati riportati si nota come il 74% dei giovani crede che studenti e studentesse vittime di violenza non vengano presi sul serio dagli adulti. Inoltre, sul totale, ben tre giovani su dieci ha dichiarato di aver assistito a un episodio di violenza di genere. A spiegare il fenomeno, il Direttore Generale Terre des Hommes Paolo Ferrara che evidenzia la presenza di “uno scollamento sempre più grande tra mondo dei giovani e mondo adulto, che sembra essersi completamente dimenticato degli adolescenti”. Un allarme riguardo la percezione della violenza nei ragazzi, ma anche un’accusa rispetto al contesto di crescita dei giovani del nostro Paese. Infatti, dalle risposte sul contesto in cui si è assistito a episodi di violenza, al primo posto c’è la scuola (44%), poi i social (28%), di seguito la famiglia o la coppia (22%) e all’ultimo posto lo sport (6%). A far paura non è solo la percentuale riguardante i luoghi educativi, ma anche quella relativa agli spazi virtuali, in cui “il 58% delle giovani donne e adolescenti sono state molestate, subendo diverse forme di violenza come violenza verbale, body shaming, minacce di stupro e violenze fisiche”. Statistiche che preoccupano, ma che allo stesso tempo aiutano a comprendere la realtà circostante e a far emergere forme di violenza sommerse: “È fondamentale lavorare sulla raccolta dati” dice il direttore Ferrara, “tuttavia, dobbiamo anche concentrare il nostro impegno su informazione e sensibilizzazione, perché le radici della violenza di genere rimangono soprattutto culturali” e “in questo Terre des Hommes c’è e ci sarà”.

Online, sul lavoro, tra le mura domestiche e nello sport: la violenza di genere si mostra ancora una volta come un fenomeno pervasivo e a danno delle donne, anche delle più piccole.
A raccontare e riportare le esperienze di violenza attraverso dati e testimonianze è l’Osservatorio Indifesa, realizzato da Terre des hommes e OneDay group, con il coinvolgimento di più di 10.000 adolescenti delle community di ScuolaZoo, di cui fanno parte ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni di tutta Italia. Ad emergere in maniera netta nel lungo rapporto sono tutti i reati a sfondo sessuale, in cui le vittime sono prevalentemente di genere femminile e, spesso, anche bambine. Secondo il report, tra gli abusi “le fattispecie che registrano la percentuale più alta di vittime bambine sono la violenza sessuale aggravata 88% e la violenza sessuale 87%” che sono aumentate rispetto al 2020, come si sono registrati aumenti anche per “gli atti sessuali con minorenne (83%), la detenzione di materiale pornografico (82%), la corruzione di minore (76%), la prostituzione minorile (67%) e per la pornografia minorile (69%). Numeri preoccupanti e numeri in crescita: la spiegazione per la moltiplicazione di questo genere di reati – oltre il 41% in più – si nasconde dietro al Covid-19 e la fornisce all’interno del rapporto Stefano Delfini, il direttore del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: “Nel 2021 si assiste, per quasi tutti i reati analizzati, a un incremento dal 2020, anno particolare perché segnato dalle restrizioni legate alla pandemia. Dai dati emerge un fenomeno non marginale e molto grave per le conseguenze sullo sviluppo psico-fisico delle vittime” con “gravi conseguenze psicologiche protratte nel tempo”. Un aggravamento che pone l’attenzione sulle vittime, ma anche sul contesto, perché c’è anche un’altra percentuale a creare allarme. Dai dati riportati si nota come il 74% dei giovani crede che studenti e studentesse vittime di violenza non vengano presi sul serio dagli adulti. Inoltre, sul totale, ben tre giovani su dieci ha dichiarato di aver assistito a un episodio di violenza di genere. A spiegare il fenomeno, il Direttore Generale Terre des Hommes Paolo Ferrara che evidenzia la presenza di “uno scollamento sempre più grande tra mondo dei giovani e mondo adulto, che sembra essersi completamente dimenticato degli adolescenti”. Un allarme riguardo la percezione della violenza nei ragazzi, ma anche un’accusa rispetto al contesto di crescita dei giovani del nostro Paese. Infatti, dalle risposte sul contesto in cui si è assistito a episodi di violenza, al primo posto c’è la scuola (44%), poi i social (28%), di seguito la famiglia o la coppia (22%) e all’ultimo posto lo sport (6%). A far paura non è solo la percentuale riguardante i luoghi educativi, ma anche quella relativa agli spazi virtuali, in cui “il 58% delle giovani donne e adolescenti sono state molestate, subendo diverse forme di violenza come violenza verbale, body shaming, minacce di stupro e violenze fisiche”. Statistiche che preoccupano, ma che allo stesso tempo aiutano a comprendere la realtà circostante e a far emergere forme di violenza sommerse: “È fondamentale lavorare sulla raccolta dati” dice il direttore Ferrara, “tuttavia, dobbiamo anche concentrare il nostro impegno su informazione e sensibilizzazione, perché le radici della violenza di genere rimangono soprattutto culturali” e “in questo Terre des Hommes c’è e ci sarà”.

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