Se il Def… si fa a Bali. Vertice Giorgetti-Fmi. E spunta il fondo Usa

Un occhio ai grandi della Terra; l’altro, alle questioni nazionali. Approcci solo apparentemente distanti perché in realtà il minimo comun denominatore si chiama crescita. Che a Bali sottende l’analisi di tutte le criticità del momento – che vanno dalla guerra in Ucraina alla crisi energetica e all’inflazione, dall’incubo nucleare al paventato stop a produttività e consumi -, mentre in Italia significa manovra d’autunno da consegnare a Bruxelles entro due settimane.
Va da sé che nonostante il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, sia volato in Indonesia assieme al premier Giorgia Meloni per partecipare al G20 di Bali, in qualità di numero due della Lega sia anche in costante contatto con via XX Settembre dove si sta lavorando oltre che alla manovra anche al capitolo pensioni, uno dei nodi più spinosi, dopo lo spauracchio della recessione, che incombe come una spada di Damocle sull’agenda del nuovo Governo. E proprio dell’attuale situazione economica mondiale e di come superarla evitando la trappola di una crisi che giocoforza sarebbe al buio, il ministro – a margine dei lavori del G20 – ha avuto un incontro bilaterale (“cordiale e intenso”) con il direttore del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.
Quest’ultima ha espresso apprezzamento per il sostegno italiano alle iniziative del Fmi a favore dei Paesi con redditi più bassi e medi. L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per dare vita a una collaborazione vera e non di facciata tra lo staff del nostro ministero e quello del Fondo monetario. Ma Giorgetti ha anche incontrato l’altra sera, come da programma, il ministro della Finanza dell’Arabia Saudita, Mohamed Aljadaan, per dibattere sia le questioni relative alla crisi energetica internazionale e le sue ricadute soprattutto per i Paesi privi di autonomia su questo versante, sia del come arrivare a una cooperazione fattiva tra i due Paesi. E’ stato lo stesso ministro italiano a darne notizia con un Twitter ufficiale.
Oggi, invece, è previsto il vertice con il segretario al Tesoro americano, Janet Yellen. Stando alle prime indiscrezioni, al centro dei colloqui ci sarebbe la possibile convergenza di Giorgetti sulla proposta del segretario al Tesoro americano per costituire un fondo per aiutare i Paesi a fronteggiare eventuali emergenze sanitarie comprese nuove, possibili pandemie.
Si tratta di un fondo da circa 1,4 miliardi di dollari che coinvolgerà 24 Paesi. Di questo si era parlato pure nel corso della sessione su sicurezza alimentare, energia e salute dove la Meloni aveva fatto una relazione. Sul tema, lo stesso presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, aveva assicurato che “il G20 si impegna a costituire un apposito fondo per prepararsi a un’altra, possibile pandemia.
“Al fondo – aveva aggiunto – hanno contribuito donatori dei membri del G20 e non membri del G20 e anche organizzazione filantropiche”. Il presidente ha fatto sapere che in caso di una nuova pandemia i fondi necessari ammonterebbero a 31 miliardi di dollari per “garantire la resilienza della comunità scongiurare un’altra gravissima crisi economica globale. Previsto anche un faccia a faccia (sul quale non dovrebbe pesare lo scontro in atto Palazzo Chigi e l’Eliseo sull’immigrazione) tra Giorgetti e il titolare dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che verterà principalmente sulla possibile emissione di debito comune per fronteggiare il caro vita scatenato dalla guerra in Ucraina. Si tratta di un’opzione che non piace alla Germania.
Del resto lo stesso ministro Giorgetti nei giorni scorsi si era detto consapevole delle divisioni all’interno dell’Europa soprattutto sul versante della possibile emissione di bond comunitari per fronteggiare l’inflazione. Giorgetti e Le Maire avevano già avuto un incontro bilaterale lo scorso 29 ottobre, a Palazzo Piacentini con al centro gli investimenti nei settori della microelettronica e della transizione green. Inoltre, i due avevano concordato l’importanza di rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i due Paesi per velocizzare il raggiungimento dell’autonomia industriale in Europa.

Un occhio ai grandi della Terra; l’altro, alle questioni nazionali. Approcci solo apparentemente distanti perché in realtà il minimo comun denominatore si chiama crescita. Che a Bali sottende l’analisi di tutte le criticità del momento – che vanno dalla guerra in Ucraina alla crisi energetica e all’inflazione, dall’incubo nucleare al paventato stop a produttività e consumi -, mentre in Italia significa manovra d’autunno da consegnare a Bruxelles entro due settimane.
Va da sé che nonostante il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, sia volato in Indonesia assieme al premier Giorgia Meloni per partecipare al G20 di Bali, in qualità di numero due della Lega sia anche in costante contatto con via XX Settembre dove si sta lavorando oltre che alla manovra anche al capitolo pensioni, uno dei nodi più spinosi, dopo lo spauracchio della recessione, che incombe come una spada di Damocle sull’agenda del nuovo Governo. E proprio dell’attuale situazione economica mondiale e di come superarla evitando la trappola di una crisi che giocoforza sarebbe al buio, il ministro – a margine dei lavori del G20 – ha avuto un incontro bilaterale (“cordiale e intenso”) con il direttore del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.
Quest’ultima ha espresso apprezzamento per il sostegno italiano alle iniziative del Fmi a favore dei Paesi con redditi più bassi e medi. L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per dare vita a una collaborazione vera e non di facciata tra lo staff del nostro ministero e quello del Fondo monetario. Ma Giorgetti ha anche incontrato l’altra sera, come da programma, il ministro della Finanza dell’Arabia Saudita, Mohamed Aljadaan, per dibattere sia le questioni relative alla crisi energetica internazionale e le sue ricadute soprattutto per i Paesi privi di autonomia su questo versante, sia del come arrivare a una cooperazione fattiva tra i due Paesi. E’ stato lo stesso ministro italiano a darne notizia con un Twitter ufficiale.
Oggi, invece, è previsto il vertice con il segretario al Tesoro americano, Janet Yellen. Stando alle prime indiscrezioni, al centro dei colloqui ci sarebbe la possibile convergenza di Giorgetti sulla proposta del segretario al Tesoro americano per costituire un fondo per aiutare i Paesi a fronteggiare eventuali emergenze sanitarie comprese nuove, possibili pandemie.
Si tratta di un fondo da circa 1,4 miliardi di dollari che coinvolgerà 24 Paesi. Di questo si era parlato pure nel corso della sessione su sicurezza alimentare, energia e salute dove la Meloni aveva fatto una relazione. Sul tema, lo stesso presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, aveva assicurato che “il G20 si impegna a costituire un apposito fondo per prepararsi a un’altra, possibile pandemia.
“Al fondo – aveva aggiunto – hanno contribuito donatori dei membri del G20 e non membri del G20 e anche organizzazione filantropiche”. Il presidente ha fatto sapere che in caso di una nuova pandemia i fondi necessari ammonterebbero a 31 miliardi di dollari per “garantire la resilienza della comunità scongiurare un’altra gravissima crisi economica globale. Previsto anche un faccia a faccia (sul quale non dovrebbe pesare lo scontro in atto Palazzo Chigi e l’Eliseo sull’immigrazione) tra Giorgetti e il titolare dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che verterà principalmente sulla possibile emissione di debito comune per fronteggiare il caro vita scatenato dalla guerra in Ucraina. Si tratta di un’opzione che non piace alla Germania.
Del resto lo stesso ministro Giorgetti nei giorni scorsi si era detto consapevole delle divisioni all’interno dell’Europa soprattutto sul versante della possibile emissione di bond comunitari per fronteggiare l’inflazione. Giorgetti e Le Maire avevano già avuto un incontro bilaterale lo scorso 29 ottobre, a Palazzo Piacentini con al centro gli investimenti nei settori della microelettronica e della transizione green. Inoltre, i due avevano concordato l’importanza di rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i due Paesi per velocizzare il raggiungimento dell’autonomia industriale in Europa.

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