SEGGIOLINI ANTIABBANDONO: GRANDE È LA CONFUSIONE, PER DIRLA CON MAO

Evidentemente il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non porta bene a chi lo occupa. Il povero Danilo Toninelli ci ha rimesso la carriera politica, o quanto meno la riconferma, e la stessa sorte rischia di toccare a Paola  De Micheli che gli è subentrata nell’incarico. Prima, a Torino un monopattino elettrico che ha investito un pedone, ora con l’entrata in vigore  delle nuove regole che rendono obbligatorio montare specifici sistemi di allarme per chi trasporta in auto bambini fino a 4 anni.  Con Mao Tse-tung, verrebbe da dire che “grande è la confusione sotto il cielo”. Per tornare a Toninelli, c’è da dire che il provvedimento approvato all’unanimità nel settembre 2018 (quindi con il governo Lega – 5 Stelle) prevedeva, entro 120 giorni, un regolamento ministeriale di attuazione

Al ministero, non si sa perché, hanno lasciato correre e l’approvazione del regolamento è slittata ad ottobre di quest’anno (governo PD – 5 Stelle),  cadendo quindi  sulle spalle della neoministra De Micheli che si è trovata a dover sbrigliare una matassa abbastanza complessa. Complessa perché a questo punto, con lo slittamento ad ottobre 2019 del regolamento attuativo, l’obbligo di montare i sistemi di allarme sarebbe dovuto scattare il 6 marzo 2020. Ma una circolare ministeriale ha anticipato i tempi al 7 novembre con multe e penalizzazione di punti per gli automobilisti inosservanti. Situazione complessa anche perché i nuovi seggiolini o i relativi dispositivi di allarme sono introvabili e perché non si conoscono ancora le modalità delle agevolazioni per il loro acquisto né quando  sarà operativo, e con quali criteri, l’incentivo di 30 euro previsto dal decreto fiscale. Ma la situazione per chi volesse ottemperare agli obblighi di legge resta  ingarbugliata anche per i costi. Nulla si sa sull’omologazione dei nuovi seggiolini e nel frattempo, nei negozi e nelle vendite online, il loro prezzo – per i pochi modelli ancora disponibili – è schizzato alle stelle. Un esempio: uno dei congegni universali da applicare ai vecchi seggiolini, che fino al 6 novembre era venduto a 59 euro, dal giorno dopo  ne costa 80. Un po’ come accadde quando entrò in vigore l’euro e i commercianti si arricchirono con le giacenze di magazzino acquistate in lire e vendute in euro. Una ciliegina sulla torta fu poi l’abolizione, dopo pochi mesi, dell’obbligo del doppio prezzo. Con i seggiolini antiabbandono la musica è la stessa, mentre sarebbe stata sufficiente una disposizione governativa che, almeno per un anno, bloccasse gli aumenti.  Mutuando dal Rigoletto di Verdi, verrebbe da dire “commercianti, vil razza dannata”.  E…. Pantalone paga!

 

PdA

Evidentemente il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non porta bene a chi lo occupa. Il povero Danilo Toninelli ci ha rimesso la carriera politica, o quanto meno la riconferma, e la stessa sorte rischia di toccare a Paola  De Micheli che gli è subentrata nell’incarico. Prima, a Torino un monopattino elettrico che ha investito un pedone, ora con l’entrata in vigore  delle nuove regole che rendono obbligatorio montare specifici sistemi di allarme per chi trasporta in auto bambini fino a 4 anni.  Con Mao Tse-tung, verrebbe da dire che “grande è la confusione sotto il cielo”. Per tornare a Toninelli, c’è da dire che il provvedimento approvato all’unanimità nel settembre 2018 (quindi con il governo Lega – 5 Stelle) prevedeva, entro 120 giorni, un regolamento ministeriale di attuazione

Al ministero, non si sa perché, hanno lasciato correre e l’approvazione del regolamento è slittata ad ottobre di quest’anno (governo PD – 5 Stelle),  cadendo quindi  sulle spalle della neoministra De Micheli che si è trovata a dover sbrigliare una matassa abbastanza complessa. Complessa perché a questo punto, con lo slittamento ad ottobre 2019 del regolamento attuativo, l’obbligo di montare i sistemi di allarme sarebbe dovuto scattare il 6 marzo 2020. Ma una circolare ministeriale ha anticipato i tempi al 7 novembre con multe e penalizzazione di punti per gli automobilisti inosservanti. Situazione complessa anche perché i nuovi seggiolini o i relativi dispositivi di allarme sono introvabili e perché non si conoscono ancora le modalità delle agevolazioni per il loro acquisto né quando  sarà operativo, e con quali criteri, l’incentivo di 30 euro previsto dal decreto fiscale. Ma la situazione per chi volesse ottemperare agli obblighi di legge resta  ingarbugliata anche per i costi. Nulla si sa sull’omologazione dei nuovi seggiolini e nel frattempo, nei negozi e nelle vendite online, il loro prezzo – per i pochi modelli ancora disponibili – è schizzato alle stelle. Un esempio: uno dei congegni universali da applicare ai vecchi seggiolini, che fino al 6 novembre era venduto a 59 euro, dal giorno dopo  ne costa 80. Un po’ come accadde quando entrò in vigore l’euro e i commercianti si arricchirono con le giacenze di magazzino acquistate in lire e vendute in euro. Una ciliegina sulla torta fu poi l’abolizione, dopo pochi mesi, dell’obbligo del doppio prezzo. Con i seggiolini antiabbandono la musica è la stessa, mentre sarebbe stata sufficiente una disposizione governativa che, almeno per un anno, bloccasse gli aumenti.  Mutuando dal Rigoletto di Verdi, verrebbe da dire “commercianti, vil razza dannata”.  E…. Pantalone paga!

 

PdA

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