Senza tregua

L’allarme aereo è risuonato più volte nella maggior parte delle regioni dell’Ucraina, a partire dal primo pomeriggio di ieri. E’ stato l’ottavo attacco missilistico russo su larga scala in otto settimane. Ad essere prese di mira sono state soprattutto le infrastrutture della rete energetica. Due persone sono state uccise e altre due hanno riportato delle ferite nella regione di Zaporizhzhia a seguito della nuova ondata di fuoco. Lo ha scritto su Telegram Kyrylo Tymoshenko, vice capo dell’amministrazione presidenziale, aggiungendo che “diverse case private sono state distrutte”. In precedenza erano state segnalate esplosioni nella città di Zaporizhzhia.
Nella notte scorsa le truppe di Putin hanno attaccato Kryvyi Rih, la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel sud del Paese. A denunciarlo su Telegram è stato Valentyn Reznichenko, capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Dnipropetrovsk, spiegando che è stata colpita un’attività industriale. Un dipendente ha perso la vita mentre altri tre sono stati ricoverati.
Odessa e la città d’origine di Zelensky sono senza acqua ed elettricità. Nel quarto centro più popoloso del Paese, che si affaccia su Mar Nero, la società di approvvigionamento idrico Infoksvodokanal ha comunicato che “tutte le stazioni di pompaggio e le linee di riserva sono senza elettricità, quindi i consumatori non hanno acqua”.
Nell’importante polo metallurgico “alcune centrali elettriche e stazioni di pompaggio sono spente”, ha detto Oleksandr Vilkul, capo dell’amministrazione militare.
La città di Kherson è stata colpita dalle forze di Mosca per 46 volte in un solo giorno. Anton Gerashchenko, alto consigliere del ministero dell’Interno ucraino, ha riferito che una donna di 65 anni ha perso la vita.
Morti anche sull’altro fronte. Nove civili sono stati uccisi in seguito alle azioni condotte sulla città di Alchevsk nell’oblast di Luhansk dalle forze armate ucraine. Lo riporta la Ria Novosti, citando le autorità filo russe sul campo.
E’ di tre morti e sei feriti il bilancio di una esplosione che si è verificata nell’aeroporto militare russo di Ryazan, 200 chilometri a sud est della capitale. La deflagrazione sarebbe stata causata da un’autocisterna carica di benzina. Un secondo scoppio si è verificato nell’aeroporto di Engels, vicino a Saratov, dove secondo le fonti russe, le forze armate ucraine hanno danneggiato due bombardieri strategici Tu-95 utilizzando un drone.
La polizia della Moldavia ha annunciato il ritrovamento di frammenti di missile nella regione di Briceni, poco lontano dal confine con l’Ucraina. La provenienza del razzo non è stata specificata.
Nessuno dei partner fornì all’Ucraina dati di intelligence specifici sull’operazione speciale dello zar. Lo ha affermato Volodymyr Zelensky in un’intervista al Financial Times.
Lavrov si scaglia contro Washington. “La spinta degli Stati Uniti e della Nato a un conflitto militare con la Russia rischia di scatenare un conflitto diretto fra potenze nucleari con conseguenze disastrose”, accusa il ministro degli Esteri russo, nel suo intervento alla Conferenza sulla non proliferazione a Mosca. “Siamo costretti a inviare regolarmente segnali di avvertimento. Ma invece di considerarli seriamente, in Occidente vengono distorti e siamo accusati di usare una retorica minacciosa”, attacca il ministro.

L’allarme aereo è risuonato più volte nella maggior parte delle regioni dell’Ucraina, a partire dal primo pomeriggio di ieri. E’ stato l’ottavo attacco missilistico russo su larga scala in otto settimane. Ad essere prese di mira sono state soprattutto le infrastrutture della rete energetica. Due persone sono state uccise e altre due hanno riportato delle ferite nella regione di Zaporizhzhia a seguito della nuova ondata di fuoco. Lo ha scritto su Telegram Kyrylo Tymoshenko, vice capo dell’amministrazione presidenziale, aggiungendo che “diverse case private sono state distrutte”. In precedenza erano state segnalate esplosioni nella città di Zaporizhzhia.
Nella notte scorsa le truppe di Putin hanno attaccato Kryvyi Rih, la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel sud del Paese. A denunciarlo su Telegram è stato Valentyn Reznichenko, capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Dnipropetrovsk, spiegando che è stata colpita un’attività industriale. Un dipendente ha perso la vita mentre altri tre sono stati ricoverati.
Odessa e la città d’origine di Zelensky sono senza acqua ed elettricità. Nel quarto centro più popoloso del Paese, che si affaccia su Mar Nero, la società di approvvigionamento idrico Infoksvodokanal ha comunicato che “tutte le stazioni di pompaggio e le linee di riserva sono senza elettricità, quindi i consumatori non hanno acqua”.
Nell’importante polo metallurgico “alcune centrali elettriche e stazioni di pompaggio sono spente”, ha detto Oleksandr Vilkul, capo dell’amministrazione militare.
La città di Kherson è stata colpita dalle forze di Mosca per 46 volte in un solo giorno. Anton Gerashchenko, alto consigliere del ministero dell’Interno ucraino, ha riferito che una donna di 65 anni ha perso la vita.
Morti anche sull’altro fronte. Nove civili sono stati uccisi in seguito alle azioni condotte sulla città di Alchevsk nell’oblast di Luhansk dalle forze armate ucraine. Lo riporta la Ria Novosti, citando le autorità filo russe sul campo.
E’ di tre morti e sei feriti il bilancio di una esplosione che si è verificata nell’aeroporto militare russo di Ryazan, 200 chilometri a sud est della capitale. La deflagrazione sarebbe stata causata da un’autocisterna carica di benzina. Un secondo scoppio si è verificato nell’aeroporto di Engels, vicino a Saratov, dove secondo le fonti russe, le forze armate ucraine hanno danneggiato due bombardieri strategici Tu-95 utilizzando un drone.
La polizia della Moldavia ha annunciato il ritrovamento di frammenti di missile nella regione di Briceni, poco lontano dal confine con l’Ucraina. La provenienza del razzo non è stata specificata.
Nessuno dei partner fornì all’Ucraina dati di intelligence specifici sull’operazione speciale dello zar. Lo ha affermato Volodymyr Zelensky in un’intervista al Financial Times.
Lavrov si scaglia contro Washington. “La spinta degli Stati Uniti e della Nato a un conflitto militare con la Russia rischia di scatenare un conflitto diretto fra potenze nucleari con conseguenze disastrose”, accusa il ministro degli Esteri russo, nel suo intervento alla Conferenza sulla non proliferazione a Mosca. “Siamo costretti a inviare regolarmente segnali di avvertimento. Ma invece di considerarli seriamente, in Occidente vengono distorti e siamo accusati di usare una retorica minacciosa”, attacca il ministro.

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