Attualità

Sgombero Leoncavallo: Sala non si arrende

di Rita Cavallaro -


Non è passata neanche una settimana dallo storico sgombero del Leoncavallo occupato che il sindaco dem Giuseppe Sala regala una nuova sede ai centri sociali. L’ennesimo schiaffo ai cittadini sferrato dal Comune di Milano a guida Pd è l’avvio di una procedura pubblica “per raccogliere manifestazioni di interesse relative alla riqualificazione degli immobili compresi nell’ambito di rinnovamento urbano della zona di Porto di Mare, con particolare riferimento alla zona di via San Dionigi”, proprio lo spazio a cui, già in passato, aveva puntato l’Associazione Mamme Antifasciste del Leoncavallo che, di fronte all’eventualità che venisse eseguito lo sfratto dei locali occupati in via Watteau (impresa compiuta dal governo Meloni dopo 31 anni di illegalità e 130 tentativi di sgombero falliti), aveva espresso interesse per la concessione d’uso dell’immobile di Porto di Mare. Un desiderio che il sindaco Sala ha deciso di far avverare, mettendo nero su bianco la nuova strategia per rimpiazzare l’illegalità. “La Giunta ha approvato le linee di indirizzo per l’avvio dell’iter che nelle prossime settimane proseguirà con la pubblicazione di un avviso finalizzato alla presentazione delle proposte progettuali”, fa sapere Palazzo Marino con una nota. Il Comune sottolinea come “i proponenti potranno presentare progetti che prevedano la destinazione degli ambiti di proprietà comunale a finalità di interesse pubblico e collettivo, a servizi e proposte che favoriscano un’ampia fruizione da parte di cittadini del quartiere e non solo, la realizzazione di progetti socioculturali quali, per esempio, iniziative legate all’inclusione, alla promozione delle relazioni, sociali e culturali, attività formative ed eventi, mostre, spettacoli ed esposizioni che trattino anche tematiche di accoglienza e sportivo/ricreative”. I progetti dovranno prevedere anche un piano finanziario con gli interventi di riqualificazione. Una mossa che ha scatenato la polemica del centrodestra, che aveva esultato per aver riconquistato la zona franca del Leoncavallo, sottratta alla città per oltre trent’anni, e ora promette battaglia di fronte all’escamotage della Giunta Pd per rimpiazzare gli occupanti a spese della collettività. Ad alzare le barricate la consigliera comunale Silvia Sardone, vicesegretaria federale della Lega, e il collega Samuele Piscina, segretario provinciale del partito di Matteo Salvini, i quali hanno bollato la delibera come “un’indecenza inaccettabile”. Per i due esponenti del Carroccio si tratta di “una porcata che Beppe Sala e la sinistra hanno confezionato ad hoc per assegnare una nuova casa ai delinquenti del centro sociale. Per Pd e compagni, insomma, chi ha occupato abusivamente per anni, spacciato droga pubblicizzando la festa della semina della marijuana, tolto il sonno ai residenti di Greco, incassato enormi guadagni da concerti ed eventi senza scontrini e attaccato più volte le forze dell’ordine merita questo enorme premio dal Comune”. Sardone e Piscina si ergono in difesa dei cittadini che rispettano le regole, sottolineando che “l’assurdo è che il sindaco Sala si spende in ogni modo per i centri sociali, ma non muove un dito per le famiglie senza casa per i cantieri bloccati dopo lo scandalo urbanistica e, in questo stesso periodo, mette in difficoltà le sedi delle ambulanze non rinnovando gli affitti. Senza contare”, precisano, “che il Leoncavallo deve ancora 3 milioni di euro al Viminale e ha pesanti arretrati della Tari verso il Comune che superano il milione di euro. Con questi presupposti, il centro sociale non potrebbe neanche partecipare a un bando pubblico”. Eppure Sala ha trovato un modo per far rientrare dalla finestra gli abusivi sgomberati dalla porta. “L’escamotage è stato trovato dal centro sociale e dal Comune”, spiegano, “facendo partecipare, al posto dell’associazione Mamme del Leoncavallo, la Fondazione Leoncavallo. Insomma, un nuovo soggetto prestanome, a primo impatto incensurato, dietro al quale si celano i leoncavallini”. E sul valore storico che Sala intende tutelare: “In quel luogo di storico ci sono solo le attività di spaccio durante gli eventi e le feste per legalizzare la cannabis. Questo è il vero volto della sinistra: succubi dei centri sociali, pronti ad aiutare i delinquenti e indifferenti verso realtà meritevoli e cittadini comuni“. 


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