Sicurezza in Rete: violazioni digitali per 10 milioni di italiani

In occasione della 19esima edizione del Safer Internet Day, che ricorreva ieri, un sondaggio Ipsos – Changes Unipol – ha analizzato percezioni, rischi, esperienze personali e misure adottate dagli italiani sul tema Cyber Risk. Ne emergono una forte sensibilità per la questione e un dato concreto: violazioni digitali per 10 milioni di italiani.

Ieri, in tutto il mondo, è stato celebrato il Safer Internet Day – la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. I dati raccolti da Ipsos sono significativi. Solo il 53% degli italiani dichiara di sentirsi esposto alle violazioni digitali e più di un 1 italiano su 2 si sente minacciato da possibili violazioni digitali. E soltanto il 30% degli Italiani non percepisce il Cyber Risk come un pericolo, mentre il 17% dei cittadini non è in grado di valutare questo rischio e le relative conseguenze, evidenziando poca consapevolezza e molta vulnerabilità.

C’è poi maggiore sensibilità al Cyber Risk tra chi ha già subito violazioni in passato (64%), i medium users di social network (59%) e gli esperti digitali (57%). Mentre oltre 1 italiano su 2 cerca di proteggersi dai rischi informatici con metodi fai da te: il 55% degli intervistati cerca di contrastare questo rischio fornendo solo dati personali obbligatori e indispensabili e il 35% ritiene sufficiente non divulgare proprie foto o quelle di minori.

Meno evidente nei più giovani l’adozione di contro-misure per contrastare il Cyber Risk, soprattutto nella pubblicazione di immagini e foto, in particolare proprie (19%) – e più evidente tra i meno giovani (64%) che tendono anche a prendere le distanze dai Social Network. In questo scenario, 8 italiani su 10 percepiscono l’e-commerce e i pagamenti online sicuri: il 77% degli intervistati li ritiene sicuri e l’11% molto sicuri. Tra i più scettici rientra la fascia di popolazione meno giovane (18% vs. 15% della media), le aree metropolitane del Sud (21%) e chi ha già subito violazioni digitali (24%).

Ma quale è la fascia di età più colpita. Le violazioni digitali coinvolgono soprattutto la classe più giovane. In particolare la Generazione Z (32% delle persone tra i 16 e i 26 anni), seguita dai Millennials (31% delle persone tra i 27 e i 40 anni), dalla Generazione X (22% delle persone tra i 41 e i 56 anni) e, infine, dai Baby Boomers (11% delle persone tra i 57 e i 64 anni). Invece, a livello territoriale, le infrazioni digitali si verificano in maniera uniforme in tutta Italia: nelle aree metropolitane del Nord, il 21% dei cittadini italiani dichiara di aver subito violazioni digitali, percentuale leggermente inferiore a quelle registrate nelle grandi città del Centro (25%) e del Sud (22%).

Tra coloro che hanno subito delle violazioni, i più esposti risultano essere coloro che utilizzano i Social Network con una frequenza medio-elevata (36%), seguiti da persone classificabili come “esperti nel digitale” (28%) e “non esperti” (15%).

Furto d’identità al primo posto (58%), tra i rischi percepiti più gravi nella navigazione web. Segue la clonazione della carta di credito (53%); rischi particolarmente avvertiti soprattutto dalle categorie meno giovani. A seguire si posizionano: l’utilizzo dei dati personali per altri scopi (40%), la violazione della privacy (39%) e la diffusione non autorizzati di fotografie personali (25%).

Nell’elenco delle numerose violazioni digitali, il cyberbullismo, che si sta imponendo come tipica manifestazione della criminalità minorile, è ritenuto un grave rischio dal 37% degli intervistati. I dati Ipsos-Changes Unipol confermano tale rilevanza, rivelando come il cyberbullismo sia un problema molto sentito in tutto il Paese, percepito come un grave rischio in misura maggiore tra le donne (43%) e in egual misura nelle diverse generazioni.

In occasione della 19esima edizione del Safer Internet Day, che ricorreva ieri, un sondaggio Ipsos – Changes Unipol – ha analizzato percezioni, rischi, esperienze personali e misure adottate dagli italiani sul tema Cyber Risk. Ne emergono una forte sensibilità per la questione e un dato concreto: violazioni digitali per 10 milioni di italiani.

Ieri, in tutto il mondo, è stato celebrato il Safer Internet Day – la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. I dati raccolti da Ipsos sono significativi. Solo il 53% degli italiani dichiara di sentirsi esposto alle violazioni digitali e più di un 1 italiano su 2 si sente minacciato da possibili violazioni digitali. E soltanto il 30% degli Italiani non percepisce il Cyber Risk come un pericolo, mentre il 17% dei cittadini non è in grado di valutare questo rischio e le relative conseguenze, evidenziando poca consapevolezza e molta vulnerabilità.

C’è poi maggiore sensibilità al Cyber Risk tra chi ha già subito violazioni in passato (64%), i medium users di social network (59%) e gli esperti digitali (57%). Mentre oltre 1 italiano su 2 cerca di proteggersi dai rischi informatici con metodi fai da te: il 55% degli intervistati cerca di contrastare questo rischio fornendo solo dati personali obbligatori e indispensabili e il 35% ritiene sufficiente non divulgare proprie foto o quelle di minori.

Meno evidente nei più giovani l’adozione di contro-misure per contrastare il Cyber Risk, soprattutto nella pubblicazione di immagini e foto, in particolare proprie (19%) – e più evidente tra i meno giovani (64%) che tendono anche a prendere le distanze dai Social Network. In questo scenario, 8 italiani su 10 percepiscono l’e-commerce e i pagamenti online sicuri: il 77% degli intervistati li ritiene sicuri e l’11% molto sicuri. Tra i più scettici rientra la fascia di popolazione meno giovane (18% vs. 15% della media), le aree metropolitane del Sud (21%) e chi ha già subito violazioni digitali (24%).

Ma quale è la fascia di età più colpita. Le violazioni digitali coinvolgono soprattutto la classe più giovane. In particolare la Generazione Z (32% delle persone tra i 16 e i 26 anni), seguita dai Millennials (31% delle persone tra i 27 e i 40 anni), dalla Generazione X (22% delle persone tra i 41 e i 56 anni) e, infine, dai Baby Boomers (11% delle persone tra i 57 e i 64 anni). Invece, a livello territoriale, le infrazioni digitali si verificano in maniera uniforme in tutta Italia: nelle aree metropolitane del Nord, il 21% dei cittadini italiani dichiara di aver subito violazioni digitali, percentuale leggermente inferiore a quelle registrate nelle grandi città del Centro (25%) e del Sud (22%).

Tra coloro che hanno subito delle violazioni, i più esposti risultano essere coloro che utilizzano i Social Network con una frequenza medio-elevata (36%), seguiti da persone classificabili come “esperti nel digitale” (28%) e “non esperti” (15%).

Furto d’identità al primo posto (58%), tra i rischi percepiti più gravi nella navigazione web. Segue la clonazione della carta di credito (53%); rischi particolarmente avvertiti soprattutto dalle categorie meno giovani. A seguire si posizionano: l’utilizzo dei dati personali per altri scopi (40%), la violazione della privacy (39%) e la diffusione non autorizzati di fotografie personali (25%).

Nell’elenco delle numerose violazioni digitali, il cyberbullismo, che si sta imponendo come tipica manifestazione della criminalità minorile, è ritenuto un grave rischio dal 37% degli intervistati. I dati Ipsos-Changes Unipol confermano tale rilevanza, rivelando come il cyberbullismo sia un problema molto sentito in tutto il Paese, percepito come un grave rischio in misura maggiore tra le donne (43%) e in egual misura nelle diverse generazioni.

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