Slalom Cortina

Slalom e discese sono il pane per la regina delle Dolomiti. Ma la sfida delle Olimpiadi è dietro l’angolo. Poco più di tre anni. Bisogna accelerare con le infrastrutture. La nevicata di martedì è bene augurante. Del resto, lo sci e l’ebbrezza della velocità a Cortina li provò il giovane Ernest Hemingway nei primi anni Venti, reduce dai luoghi dove aveva prestato servizio nella Grande Guerra come autista di ambulanze della Red Cross. Gli ispirarono Addio alle Armi. Coniugare la velocità nel realizzare le opere necessarie per un’organizzazione adeguata alla rassegna olimpica invernale, che si disputerà per la seconda volta nel 2026 nello scenario incantevole delle Tofane, Cinque Torri, Cristallo e Lagazuoi in combinata con Milano, per il sindaco Gianluca Lorenzi è un imperativo. “I finanziamenti ci sono e la manovra varata dal governo Meloni dà una spinta – analizza il primo cittadino – quello che mi preoccupa è la tempistica delle opere che non sono ancora partite. Nel 2023 dobbiamo vedere i cantieri aperti, altrimenti prendiamo in giro noi stessi”. Nella bozza della legge di bilancio sono stanziati 400 milioni per il piano generale delle opere per le Olimpiadi: 120 milioni nel 2024, 140 nel 2025 e 140 milioni nel ’26. Lorenzi lo scorso giugno ha vinto le elezioni ed ha raccolto il testimone da Giampietro Ghedina. “Con il commissario Sant’Andrea stiamo lavorando assiduamente ai progetti per rispettare il cronoprogramma del via ai cantieri – aggiunge -, come d’accordo con il Comitato olimpico. Manca poco più di tre anni e si sa “tempus fugit”, perciò dal mio punto di vista la parte delle infrastrutture è la più rilevante”. Nei giorni scorsi sono rimbalzate perplessità del governatore Luca Zaia sulla nuova pista da bob per i costi lievitati da 50 a 85 milioni di euro, affidate a una sua lettera al Cio a fine ottobre, fugate nello spazio di poche ore. Il presidente ha confermato che la pista “Eugenio Monti” sarà demolita il prossimo anno e costruita ex novo come da programma. “Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono un grande biglietto da visita per il Veneto, ma più in generale per l’Italia, non dobbiamo sprecare l’opportunità” ha ribadito Zaia. Il sindaco Lorenzi afferma di essere in stretto contatto col governatore e che la viabilità di Cortina sarà rivoluzionata. “La bretella che collegherà la strada attuale con la parte bassa del Boite – spiega -, fino ai campi da tennis dove partirà il nuovo impianto di risalita, che sarà collegato tramite il tunnel con il centro cittadino e la nuova stazione che stiamo progettando, costituiranno il nucleo dell’operazione infrastrutturale che cambierà in parte il volto di Cortina”. La viabilità sarà più snella perché gli sciatori si sposteranno nella parte bassa grazie a un parcheggio da 800 posti auto da cui partirà l’impianto per la ski area Tofana del Socrepes. L’altro grande tema è la viabilità di valle, da Longarone a San Vito. “È fondamentale in un’ottica di sistema – conclude Lorenzi -, ogni realtà dovrà fare la sua parte. Ci saranno anche le Paralimpiadi. È un’ulteriore grande sfida, anche di inclusività, perciò dovremo essere pronti anche nell’accoglienza”.

Slalom e discese sono il pane per la regina delle Dolomiti. Ma la sfida delle Olimpiadi è dietro l’angolo. Poco più di tre anni. Bisogna accelerare con le infrastrutture. La nevicata di martedì è bene augurante. Del resto, lo sci e l’ebbrezza della velocità a Cortina li provò il giovane Ernest Hemingway nei primi anni Venti, reduce dai luoghi dove aveva prestato servizio nella Grande Guerra come autista di ambulanze della Red Cross. Gli ispirarono Addio alle Armi. Coniugare la velocità nel realizzare le opere necessarie per un’organizzazione adeguata alla rassegna olimpica invernale, che si disputerà per la seconda volta nel 2026 nello scenario incantevole delle Tofane, Cinque Torri, Cristallo e Lagazuoi in combinata con Milano, per il sindaco Gianluca Lorenzi è un imperativo. “I finanziamenti ci sono e la manovra varata dal governo Meloni dà una spinta – analizza il primo cittadino – quello che mi preoccupa è la tempistica delle opere che non sono ancora partite. Nel 2023 dobbiamo vedere i cantieri aperti, altrimenti prendiamo in giro noi stessi”. Nella bozza della legge di bilancio sono stanziati 400 milioni per il piano generale delle opere per le Olimpiadi: 120 milioni nel 2024, 140 nel 2025 e 140 milioni nel ’26. Lorenzi lo scorso giugno ha vinto le elezioni ed ha raccolto il testimone da Giampietro Ghedina. “Con il commissario Sant’Andrea stiamo lavorando assiduamente ai progetti per rispettare il cronoprogramma del via ai cantieri – aggiunge -, come d’accordo con il Comitato olimpico. Manca poco più di tre anni e si sa “tempus fugit”, perciò dal mio punto di vista la parte delle infrastrutture è la più rilevante”. Nei giorni scorsi sono rimbalzate perplessità del governatore Luca Zaia sulla nuova pista da bob per i costi lievitati da 50 a 85 milioni di euro, affidate a una sua lettera al Cio a fine ottobre, fugate nello spazio di poche ore. Il presidente ha confermato che la pista “Eugenio Monti” sarà demolita il prossimo anno e costruita ex novo come da programma. “Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono un grande biglietto da visita per il Veneto, ma più in generale per l’Italia, non dobbiamo sprecare l’opportunità” ha ribadito Zaia. Il sindaco Lorenzi afferma di essere in stretto contatto col governatore e che la viabilità di Cortina sarà rivoluzionata. “La bretella che collegherà la strada attuale con la parte bassa del Boite – spiega -, fino ai campi da tennis dove partirà il nuovo impianto di risalita, che sarà collegato tramite il tunnel con il centro cittadino e la nuova stazione che stiamo progettando, costituiranno il nucleo dell’operazione infrastrutturale che cambierà in parte il volto di Cortina”. La viabilità sarà più snella perché gli sciatori si sposteranno nella parte bassa grazie a un parcheggio da 800 posti auto da cui partirà l’impianto per la ski area Tofana del Socrepes. L’altro grande tema è la viabilità di valle, da Longarone a San Vito. “È fondamentale in un’ottica di sistema – conclude Lorenzi -, ogni realtà dovrà fare la sua parte. Ci saranno anche le Paralimpiadi. È un’ulteriore grande sfida, anche di inclusività, perciò dovremo essere pronti anche nell’accoglienza”.

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