Social Innovation Campus, in 6mila all’opening nella Fondazione Triulza

Successo per l’edizione digitale del Social Innovation Campus 2022 promosso da Fondazione Triulza Il tema di quest’anno era “Social Tech per le comunità del futuro”.

Due gli obiettivi dell’evento: il coinvolgimento attivo dei giovani e la costruzione corale e partecipata del programma. Quarantasei i partner che hanno partecipato allo sviluppo dei temi e degli eventi con oltre 300 relatori che hanno condiviso e declinato molti temi di innovazione sociale anche attraverso le 90 testimonianze di progetti e best practices innovative quali esempi e modelli concreti e comprensibili.

A oltre 3mila studenti delle scuole Superiori di II grado, IFTS di tutta Italia, sono stati dedicati 40 laboratori su robotica e digitali, salute, ambiente, arte, competenze trasversali, leadership generative, e un hackathon per progettare città del futuro sostenibili inclusive e innovative. Il Campus ha inoltre registrato una nutrita presenza di studenti universitari a cui si sono aggiunti circa 3mila partecipanti tra cooperatori, rappresentati e operatori del terzo settore, imprese tecnologiche, finanza, università, ricerca e istituzioni, che hanno seguito contest, talk, workshop e lectio su sostenibilità ambientale, big data e IA, salute, arte e scienza, inclusione sociale, scuola, economia circolare e lotta agli sprechi, volontariato, donne e STEM, misurazione dell’impatto, start up e social tech.

Temi che sono stati arricchiti dal confronto con esperienze internazionali come il collegamento con Siviglia, per conoscere le prospettive europee dell’innovazione sociale e con New York, Mosca e Londra, per studiare modelli di community park da poter sperimentare in MIND – Milano Innovation District.

“L’approccio concreto, aperto e partecipativo all’innovazione sociale fa del Social Innovation Campus un appuntamento unico nel suo genere in Italia – ha detto Massimo Minelli, presidente di Fondazione Triulza – come dimostra l’ampia, diversificata e corale partecipazione. Al centro i giovani cui diamo strumenti e spazi per proporre delle soluzioni per le comunità del futuro, supportati e stimolati dal confronto con tecnici e persone di altissimo profilo. Infine i due Contest Social Tech ci permettono di conoscere cooperative e startup sociali che vogliono rafforzare processi di innovazione per valorizzare l’impatto e diventare modelli anche in MIND”.

Alla chiusura del Contest ha partecipato il ministro per le disabilità Erika Stefani “Occorre una vera collaborazione tra le istituzioni, il terzo settore e le imprese, così come le tante le startup e cooperative che hanno partecipato ai due Contest Social Tech, per costruire veramente nuove comunità coese e sostenibili – ha voluto sottolineare il ministro – La progettazione degli spazi sociali, dei cicli di produzione e dell’organizzazione del lavoro deve essere di default anche inclusiva, superando quindi la logica antiquata dell’ “adattamento a posteriori”, come se le persone con disabilità fossero una parte “in più” della società e non parte integrante. Quindi tutti i vari progetti di inclusione, tradotti poi nel concreto in iniziative come la vostra, che vedono tra l’altro i giovani come protagonisti, sono conquiste. Conquiste che vanno giustamente celebrate e considerate best practices”.

Successo per l’edizione digitale del Social Innovation Campus 2022 promosso da Fondazione Triulza Il tema di quest’anno era “Social Tech per le comunità del futuro”.

Due gli obiettivi dell’evento: il coinvolgimento attivo dei giovani e la costruzione corale e partecipata del programma. Quarantasei i partner che hanno partecipato allo sviluppo dei temi e degli eventi con oltre 300 relatori che hanno condiviso e declinato molti temi di innovazione sociale anche attraverso le 90 testimonianze di progetti e best practices innovative quali esempi e modelli concreti e comprensibili.

A oltre 3mila studenti delle scuole Superiori di II grado, IFTS di tutta Italia, sono stati dedicati 40 laboratori su robotica e digitali, salute, ambiente, arte, competenze trasversali, leadership generative, e un hackathon per progettare città del futuro sostenibili inclusive e innovative. Il Campus ha inoltre registrato una nutrita presenza di studenti universitari a cui si sono aggiunti circa 3mila partecipanti tra cooperatori, rappresentati e operatori del terzo settore, imprese tecnologiche, finanza, università, ricerca e istituzioni, che hanno seguito contest, talk, workshop e lectio su sostenibilità ambientale, big data e IA, salute, arte e scienza, inclusione sociale, scuola, economia circolare e lotta agli sprechi, volontariato, donne e STEM, misurazione dell’impatto, start up e social tech.

Temi che sono stati arricchiti dal confronto con esperienze internazionali come il collegamento con Siviglia, per conoscere le prospettive europee dell’innovazione sociale e con New York, Mosca e Londra, per studiare modelli di community park da poter sperimentare in MIND – Milano Innovation District.

“L’approccio concreto, aperto e partecipativo all’innovazione sociale fa del Social Innovation Campus un appuntamento unico nel suo genere in Italia – ha detto Massimo Minelli, presidente di Fondazione Triulza – come dimostra l’ampia, diversificata e corale partecipazione. Al centro i giovani cui diamo strumenti e spazi per proporre delle soluzioni per le comunità del futuro, supportati e stimolati dal confronto con tecnici e persone di altissimo profilo. Infine i due Contest Social Tech ci permettono di conoscere cooperative e startup sociali che vogliono rafforzare processi di innovazione per valorizzare l’impatto e diventare modelli anche in MIND”.

Alla chiusura del Contest ha partecipato il ministro per le disabilità Erika Stefani “Occorre una vera collaborazione tra le istituzioni, il terzo settore e le imprese, così come le tante le startup e cooperative che hanno partecipato ai due Contest Social Tech, per costruire veramente nuove comunità coese e sostenibili – ha voluto sottolineare il ministro – La progettazione degli spazi sociali, dei cicli di produzione e dell’organizzazione del lavoro deve essere di default anche inclusiva, superando quindi la logica antiquata dell’ “adattamento a posteriori”, come se le persone con disabilità fossero una parte “in più” della società e non parte integrante. Quindi tutti i vari progetti di inclusione, tradotti poi nel concreto in iniziative come la vostra, che vedono tra l’altro i giovani come protagonisti, sono conquiste. Conquiste che vanno giustamente celebrate e considerate best practices”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli