Sofia Gnoli: “Moda, dalla nascita della haute couture a oggi”

Di Sofia Gnoli, esperta di Storia del Costume e della Moda, esce in questi giorni in libreria per i tipi della Carocci Editore, “Moda, dalla nascita della haute  couture a oggi”, vera e propria Bibbia della moda internazionale, della quale l’autrice  con grazia e competenza ripercorre la storia degli ultimi due secoli , dall’affermarsi  della haute couture, nella Parigi di fine Ottocento  fino ai nostri giorni. Si tratta in realtà di una nuova edizione del volume illustrato che, dopo otto anni ed altrettante ristampe, torna oggi in una veste aggiornata e dall’apparato iconografico ancor più ricco e stimolante. A partire da Charles  Frederich Worth,  il primo sarto ad essere considerato  non più un semplice artigiano ma un designer ante litteram di stili ed abiti, fino ad arrivare all’ odierno  infausto impatto  del Coronavirus sul sistema moda, la storia fashion è raccontata con brio e competenza attraverso una  documentatissima carrellata di profili delle più importanti firme internazionali, da Chanel ad Armani, da Valentino a Balenciaga, per ricostruirne le tappe dell’affermazione ed i suoi passaggi dagli albori  al pret-a-porter, fino alla globalizzazione. In una girandola seducente di fatti e  personaggi, corredati di foto d’ epoca anche inedite, il testo prende a  partire dalla Francia di  fine  Ottocento – patria della moda moderna – arriva alla Prima Guerra Mondiale ed all’efebica moda a la garconne,  a Coco Chanel fino al Futurismo  ed alla femme fatale. Tra le due guerre mondiali l’Italia entra in gioco con stilisti come Elsa Schiaparelli, Salvatore Ferragamo che con le sue calzature femminili riuscì a creare una moda che prima non esisteva e Luisa Spagnoli. Ma, chiosa la Gnoli, è solo con gli anni Cinquanta e Sessanta che la moda italiana si impone a livello internazionale con firme quali Roberto Capucci, lo scultore della seta, Emilio Pucci  “The Prince of Prints”, Federico Forquet, Pino Lancetti, Fernanda Gattinoni. Seguirà la nascita del pret-a-porter, la swinging London, il ready to wear americano, l’antimoda degli anni della contestazione, e finalmente, tra gli anni ‘70 e ‘80, il trionfo del Made in Italy con l’affermazione dei grandi stilisti italiani che hanno fatto la storia della moda nel nostro Paese: Giorgio Armani, definito dall’autrice il “re del cross-dressing”, Gianni Versace, Gianfranco Ferrè, Krizia e Missoni.  “Quando si parla di Made in Italy – scrive la Gnoli – si intende l’affermazione del pret-a-porter italiano a livello internazionale, quel momento in cui la moda italiana diventa la più famosa del mondo, con Milano capitale riconosciuta”.  A salire sulla ribalta negli anni successivi, saranno Romeo Gigli, Moschino, Dolce e Gabbana, con  il riaffermarsi successivamente a livello internazionale di tre grandi vecchi nomi della moda italiana, Gucci, Fendi e Prada, rivoluzionati e rivitalizzati da nuovi geniali direttori creativi (un nome per tutti Alessandro Michele per Gucci) , per arrivare poi alla globalizzazione con l’acquisizione dei grandi marchi di moda  da parte delle holding del lusso internazionale. Il fast fashion, l’heritage e  la sostenibilità sono  alcuni degli argomenti affrontati in finis da Sofia Gnoli nel suo libro che, in definitiva, può essere definito a buon diritto un sapiente e vivace affresco di oltre 150 anni di moda,  certamente utile agli addetti ai lavori ma anche ai curiosi ed appassionati della materia. 

 

Maria Giulia Gemelli

Di Sofia Gnoli, esperta di Storia del Costume e della Moda, esce in questi giorni in libreria per i tipi della Carocci Editore, “Moda, dalla nascita della haute  couture a oggi”, vera e propria Bibbia della moda internazionale, della quale l’autrice  con grazia e competenza ripercorre la storia degli ultimi due secoli , dall’affermarsi  della haute couture, nella Parigi di fine Ottocento  fino ai nostri giorni. Si tratta in realtà di una nuova edizione del volume illustrato che, dopo otto anni ed altrettante ristampe, torna oggi in una veste aggiornata e dall’apparato iconografico ancor più ricco e stimolante. A partire da Charles  Frederich Worth,  il primo sarto ad essere considerato  non più un semplice artigiano ma un designer ante litteram di stili ed abiti, fino ad arrivare all’ odierno  infausto impatto  del Coronavirus sul sistema moda, la storia fashion è raccontata con brio e competenza attraverso una  documentatissima carrellata di profili delle più importanti firme internazionali, da Chanel ad Armani, da Valentino a Balenciaga, per ricostruirne le tappe dell’affermazione ed i suoi passaggi dagli albori  al pret-a-porter, fino alla globalizzazione. In una girandola seducente di fatti e  personaggi, corredati di foto d’ epoca anche inedite, il testo prende a  partire dalla Francia di  fine  Ottocento – patria della moda moderna – arriva alla Prima Guerra Mondiale ed all’efebica moda a la garconne,  a Coco Chanel fino al Futurismo  ed alla femme fatale. Tra le due guerre mondiali l’Italia entra in gioco con stilisti come Elsa Schiaparelli, Salvatore Ferragamo che con le sue calzature femminili riuscì a creare una moda che prima non esisteva e Luisa Spagnoli. Ma, chiosa la Gnoli, è solo con gli anni Cinquanta e Sessanta che la moda italiana si impone a livello internazionale con firme quali Roberto Capucci, lo scultore della seta, Emilio Pucci  “The Prince of Prints”, Federico Forquet, Pino Lancetti, Fernanda Gattinoni. Seguirà la nascita del pret-a-porter, la swinging London, il ready to wear americano, l’antimoda degli anni della contestazione, e finalmente, tra gli anni ‘70 e ‘80, il trionfo del Made in Italy con l’affermazione dei grandi stilisti italiani che hanno fatto la storia della moda nel nostro Paese: Giorgio Armani, definito dall’autrice il “re del cross-dressing”, Gianni Versace, Gianfranco Ferrè, Krizia e Missoni.  “Quando si parla di Made in Italy – scrive la Gnoli – si intende l’affermazione del pret-a-porter italiano a livello internazionale, quel momento in cui la moda italiana diventa la più famosa del mondo, con Milano capitale riconosciuta”.  A salire sulla ribalta negli anni successivi, saranno Romeo Gigli, Moschino, Dolce e Gabbana, con  il riaffermarsi successivamente a livello internazionale di tre grandi vecchi nomi della moda italiana, Gucci, Fendi e Prada, rivoluzionati e rivitalizzati da nuovi geniali direttori creativi (un nome per tutti Alessandro Michele per Gucci) , per arrivare poi alla globalizzazione con l’acquisizione dei grandi marchi di moda  da parte delle holding del lusso internazionale. Il fast fashion, l’heritage e  la sostenibilità sono  alcuni degli argomenti affrontati in finis da Sofia Gnoli nel suo libro che, in definitiva, può essere definito a buon diritto un sapiente e vivace affresco di oltre 150 anni di moda,  certamente utile agli addetti ai lavori ma anche ai curiosi ed appassionati della materia. 

 

Maria Giulia Gemelli

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