“Solo migranti qualificati i delinquenti devono tornare nelle celle dei loro Paesi”

 

“La sfida dell’Italia sarà scegliersi immigrazione qualificata. Saranno incrementati i centri per i rimpatri. I delinquenti dovranno scontare la pena nei loro Paesi d’origine”. A dirlo il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni.
Aggredito finanche il figlio di Salvini a Milano. Per un adolescente è diventato quasi impossibile uscire nei grandi centri. Come risolvere il problema?
La sicurezza e il controllo del territorio sono priorità per la Lega e per tutto il Governo. Nella legge di bilancio ci sono fondi per nuove assunzioni delle forze di polizia, fondi per la tutela legale, 45 milioni per i sistemi di videosorveglianza degli enti locali. C’è un impegno costante che va potenziato e garantito a beneficio degli operatori di polizia. La scorsa settimana il ministro Piantedosi ha convocato un comitato nazionale con i sindaci di Milano, Roma, Napoli per affrontare con una logica di sistema le problematicità comuni sul fronte dell’ordine pubblico nelle principali città metropolitane e i fenomeni di maggior allarme sociale. Siamo al lavoro per rendere le città più sicure e vivibili.
Il nuovo decreto sicurezza aiuterà a combattere le baby gang?
Il fenomeno della devianza e del disagio giovanile, che nelle forme più aggressive diventano “baby gang”, stanno creando allarme sociale nelle grandi città, ma anche nei centri più piccoli. Il fenomeno è ormai strutturale. Non è semplicemente bullismo o inciviltà. In alcuni casi è anche criminalità e delinquenza con la commissione di reati e l’utilizzo di armi bianche. Si affronta il fenomeno con risposte di sistema, attraverso il rafforzamento delle forze di polizia, la prevenzione e un patto educativo con i territori, coinvolgendo enti locali, mondo del volontariato, associazioni sportive e parrocchie. Occorrono, allo stesso modo, nuove normative di riferimento a cui stiamo lavorando. Spesso i componenti delle baby gang sono minorenni italiani, ma anche stranieri, dove il processo di integrazione ha clamorosamente fallito.
L’ultimo provvedimento, intanto, mette in crisi il sistema delle ONG. Così si mette definitivamente fine all’ emergenza migranti?
Il 2022 si chiuderà con oltre 100mila migranti sbarcati in italia, il dato peggiore dal 2017, oltre 2400 eventi migratori e oltre 100 mila migranti in accoglienza a cui aggiungere 170 mila ucraini, prevalentemente donne e minori. Il sistema di accoglienza è al collasso e le Ong, lo dice un report di Frontex, sono un “pull factor” di immigrazione illegale. Un Paese serio blocca l’immigrazione clandestina e collabora per forme di immigrazione legale. In Italia si entra in sicurezza e in legalità. Difendere confini e frontiere nazionali ed europee è un dovere. Le Ong, sono imbarcazioni spesso straniere e private alle quali non possiamo lasciare il controllo delle frontiere esterne. Servono regole di condotta e sanzioni nel rispetto delle convenzioni internazionali.
Non si rischia, però, un ulteriore sovraffollamento delle carceri e quindi nuovi fatti come quelli accaduti durante le ultime festività…
Si affronta il problema del sovraffollamento carcerario non con indulti o amnistie, bensì costruendo nuove carceri e ammodernizzando quelle esistenti, investendo sulle assunzioni di polizia penitenziaria. Nella legge di bilancio si prevedono ben 1000 nuovi agenti. Altro punto basilare è l’incentivazione del lavoro negli istituti di pena. Con il lavoro si abbassa notevolmente la recidiva, oltre a dare una nuova prospettiva di vita ai detenuti. Il 30% di loro sono stranieri e far scontare la pena nei Paesi di origine è nel programma del governo.
Il sottosegretario Del Mastro già aveva proposto di rimandare i delinquenti extracomunitari nelle loro comunità d’origine. Si ritrova su questa proposta?
Condivido la proposta del collega Del Mastro, giusta e di buon senso. C’è un tema generale che è quello dei rimpatri, che va affrontato. Quest’anno chiudiamo a poco più di 4mila rimpatri. Bisogna incrementare i Cpr, centri permanenti per i rimpatri. Ne servirebbe almeno uno per regione. Per questo nella legge di bilancio abbiamo stanziato altro 40 milioni per implementare i posti. Servono nuovi accordi bilaterali con i Paesi terzi. Ad oggi l’unico che funziona con efficacia è con la Tunisia.
Non teme che la sinistra, ancora una volta, possa attaccarvi di essere razzisti?
Con la demagogia, la propaganda e l’ideologia di sinistra non si risolvono i problemi. Il centrodestra ha un programma chiaro, sostenuto da un importante consenso popolare che vogliamo attuare. Bloccare le partenze e i mercanti di esseri umani per avere meno sbarchi e meno morti nel Mediterraneo. L’immigrazione illegale favorisce sfruttamento, caporalato, lavoro nero e criminalità. In Italia si entra solo legalmente e la sfida di un Paese è scegliersi immigrazione qualificata, di qualità e di alta specializzazione.
Il governo Meloni si limiterà solo a questo decreto?
L’esecutivo ha una proiezione di 5 anni. Nasce con una visione di legislatura e affronterà anche a livello comunitario il tema migratorio, sino ad oggi rimasto nei cassetti delle istituzioni europee. Al vertice del 25 novembre finalmente si è posta attenzione al tema dell’immigrazione del Mediterraneo centrale da Libia e Tunisia, ovvero le rotte che toccano il nostro Paese. Sul fronte della sicurezza dobbiamo potenziare gli organici. Da qui al 2030 abbiamo 40 mila poliziotti che vanno in pensione. Senza sicurezza non ci sono crescita e sviluppo.
Possiamo dire che sono stati portati a termine quegli obiettivi, a livello di sicurezza, per cui lei si è tanto battuto anche nei precedenti governi?
La sicurezza è la precondizione per il rilancio del Paese. Non è mai un costo, bensì un investimento di benessere e di sviluppo. Sicurezza vuol dire difesa del senso di comunità e della convivenza civile. Abbiamo finalmente archiviato la stagione dei tagli di personale e di chiusura dei presidi di legalità che hanno debilitato il settore. Ora serve una costante e continua politica di rafforzamento del comparto sicurezza-difesa. Ho lavorato per l’introduzione del Taser alle forze di polizia. I risultati in termini di tutela dell’incolumità dei nostri ragazzi delle forze dell’ordine è stato straordinario, ne sono orgoglioso. Anche la polizia locale svolge un ruolo primario per le dinamiche di sicurezza urbana. Serve una riforma ordinamentale, attesa da anni, che faremo nell’interesse delle autonomie locali.

 

“La sfida dell’Italia sarà scegliersi immigrazione qualificata. Saranno incrementati i centri per i rimpatri. I delinquenti dovranno scontare la pena nei loro Paesi d’origine”. A dirlo il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni.
Aggredito finanche il figlio di Salvini a Milano. Per un adolescente è diventato quasi impossibile uscire nei grandi centri. Come risolvere il problema?
La sicurezza e il controllo del territorio sono priorità per la Lega e per tutto il Governo. Nella legge di bilancio ci sono fondi per nuove assunzioni delle forze di polizia, fondi per la tutela legale, 45 milioni per i sistemi di videosorveglianza degli enti locali. C’è un impegno costante che va potenziato e garantito a beneficio degli operatori di polizia. La scorsa settimana il ministro Piantedosi ha convocato un comitato nazionale con i sindaci di Milano, Roma, Napoli per affrontare con una logica di sistema le problematicità comuni sul fronte dell’ordine pubblico nelle principali città metropolitane e i fenomeni di maggior allarme sociale. Siamo al lavoro per rendere le città più sicure e vivibili.
Il nuovo decreto sicurezza aiuterà a combattere le baby gang?
Il fenomeno della devianza e del disagio giovanile, che nelle forme più aggressive diventano “baby gang”, stanno creando allarme sociale nelle grandi città, ma anche nei centri più piccoli. Il fenomeno è ormai strutturale. Non è semplicemente bullismo o inciviltà. In alcuni casi è anche criminalità e delinquenza con la commissione di reati e l’utilizzo di armi bianche. Si affronta il fenomeno con risposte di sistema, attraverso il rafforzamento delle forze di polizia, la prevenzione e un patto educativo con i territori, coinvolgendo enti locali, mondo del volontariato, associazioni sportive e parrocchie. Occorrono, allo stesso modo, nuove normative di riferimento a cui stiamo lavorando. Spesso i componenti delle baby gang sono minorenni italiani, ma anche stranieri, dove il processo di integrazione ha clamorosamente fallito.
L’ultimo provvedimento, intanto, mette in crisi il sistema delle ONG. Così si mette definitivamente fine all’ emergenza migranti?
Il 2022 si chiuderà con oltre 100mila migranti sbarcati in italia, il dato peggiore dal 2017, oltre 2400 eventi migratori e oltre 100 mila migranti in accoglienza a cui aggiungere 170 mila ucraini, prevalentemente donne e minori. Il sistema di accoglienza è al collasso e le Ong, lo dice un report di Frontex, sono un “pull factor” di immigrazione illegale. Un Paese serio blocca l’immigrazione clandestina e collabora per forme di immigrazione legale. In Italia si entra in sicurezza e in legalità. Difendere confini e frontiere nazionali ed europee è un dovere. Le Ong, sono imbarcazioni spesso straniere e private alle quali non possiamo lasciare il controllo delle frontiere esterne. Servono regole di condotta e sanzioni nel rispetto delle convenzioni internazionali.
Non si rischia, però, un ulteriore sovraffollamento delle carceri e quindi nuovi fatti come quelli accaduti durante le ultime festività…
Si affronta il problema del sovraffollamento carcerario non con indulti o amnistie, bensì costruendo nuove carceri e ammodernizzando quelle esistenti, investendo sulle assunzioni di polizia penitenziaria. Nella legge di bilancio si prevedono ben 1000 nuovi agenti. Altro punto basilare è l’incentivazione del lavoro negli istituti di pena. Con il lavoro si abbassa notevolmente la recidiva, oltre a dare una nuova prospettiva di vita ai detenuti. Il 30% di loro sono stranieri e far scontare la pena nei Paesi di origine è nel programma del governo.
Il sottosegretario Del Mastro già aveva proposto di rimandare i delinquenti extracomunitari nelle loro comunità d’origine. Si ritrova su questa proposta?
Condivido la proposta del collega Del Mastro, giusta e di buon senso. C’è un tema generale che è quello dei rimpatri, che va affrontato. Quest’anno chiudiamo a poco più di 4mila rimpatri. Bisogna incrementare i Cpr, centri permanenti per i rimpatri. Ne servirebbe almeno uno per regione. Per questo nella legge di bilancio abbiamo stanziato altro 40 milioni per implementare i posti. Servono nuovi accordi bilaterali con i Paesi terzi. Ad oggi l’unico che funziona con efficacia è con la Tunisia.
Non teme che la sinistra, ancora una volta, possa attaccarvi di essere razzisti?
Con la demagogia, la propaganda e l’ideologia di sinistra non si risolvono i problemi. Il centrodestra ha un programma chiaro, sostenuto da un importante consenso popolare che vogliamo attuare. Bloccare le partenze e i mercanti di esseri umani per avere meno sbarchi e meno morti nel Mediterraneo. L’immigrazione illegale favorisce sfruttamento, caporalato, lavoro nero e criminalità. In Italia si entra solo legalmente e la sfida di un Paese è scegliersi immigrazione qualificata, di qualità e di alta specializzazione.
Il governo Meloni si limiterà solo a questo decreto?
L’esecutivo ha una proiezione di 5 anni. Nasce con una visione di legislatura e affronterà anche a livello comunitario il tema migratorio, sino ad oggi rimasto nei cassetti delle istituzioni europee. Al vertice del 25 novembre finalmente si è posta attenzione al tema dell’immigrazione del Mediterraneo centrale da Libia e Tunisia, ovvero le rotte che toccano il nostro Paese. Sul fronte della sicurezza dobbiamo potenziare gli organici. Da qui al 2030 abbiamo 40 mila poliziotti che vanno in pensione. Senza sicurezza non ci sono crescita e sviluppo.
Possiamo dire che sono stati portati a termine quegli obiettivi, a livello di sicurezza, per cui lei si è tanto battuto anche nei precedenti governi?
La sicurezza è la precondizione per il rilancio del Paese. Non è mai un costo, bensì un investimento di benessere e di sviluppo. Sicurezza vuol dire difesa del senso di comunità e della convivenza civile. Abbiamo finalmente archiviato la stagione dei tagli di personale e di chiusura dei presidi di legalità che hanno debilitato il settore. Ora serve una costante e continua politica di rafforzamento del comparto sicurezza-difesa. Ho lavorato per l’introduzione del Taser alle forze di polizia. I risultati in termini di tutela dell’incolumità dei nostri ragazzi delle forze dell’ordine è stato straordinario, ne sono orgoglioso. Anche la polizia locale svolge un ruolo primario per le dinamiche di sicurezza urbana. Serve una riforma ordinamentale, attesa da anni, che faremo nell’interesse delle autonomie locali.
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