L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

SONDAGGIO LAB21 Primarie centrodestra a Milano decisive per gli indecisi

La Russa: "Non le abbiamo mai fatte, ma tutto è possibile"

di Angelo Vitale -


I dati Lab21 per L’identità: tra gli elettori di cdx il Sì alle primarie si ferma al 45,8%, ma spicca il +30,3% tra gli incerti. Tra Perego, Sardone e Lupi, la mediazione di FdI ricuce e guarda al tavolo nazionale.

Il nodo del candidato sindaco di Milano

Per il centrodestra non è più soltanto una contesa sui nomi, ma un rebus strategico su come allargare il bacino elettorale per strappare Palazzo Marino al centrosinistra dopo quindici anni.

A fotografare le dinamiche in atto è la rilevazione esclusiva realizzata per il nostro quotidiano dall’istituto diretto da Roberto Baldassari.

Tra i milanesi, l’idea delle primarie raccoglie il favore del 46,4% contro il 32,1% di contrari e il 21,5% di indecisi. Tuttavia, andando a “spacchettare” il dato sull’elettorato di riferimento, emergono sfumature decisive. Tra i sostenitori del centrodestra, la consultazione ai gazebo non suscita un entusiasmo plebiscitario: i favorevoli sono il 45,8%, mentre il 36,7% si dice contrario e il 17,5% resta incerto.

La base tradizionale teme infatti che le primarie si trasformino in un fattore di scontro interno tra le sigle alleate. La vera chiave di lettura della rilevazione Lab21 risiede però nella stima dei segmenti esterni.

Tra gli elettori di Centro il Sì sale al 48,1% (+14,0 di saldo), ma è nel bacino degli indecisi che lo strumento mostra il suo massimo potenziale: ben il 54,8% si dice favorevole, a fronte di un risicato 24,5% di contrari, con un saldo netto di +30,3 punti.

Il sondaggio esclusivo di Lab21: Primarie decisive per gli indecisi

Come evidenzia Baldassari, le primarie si configurano per la coalizione non tanto come una conferma identitaria, quanto come un potente «strumento di ingaggio» in grado di mobilitare l’elettorato fluido, i moderati e chi non ha ancora deciso come votare. La quota di cittadinanza indispensabile per vincere a Milano.

Queste evidenze s’intrecciano direttamente con la partita dei nomi. La rosa dei papabili per la candidatura resta ufficialmente a tre: Silvia Sardone per la Lega, Matteo Perego di Cremnago per Forza Italia e Maurizio Lupi per Noi Moderati. La Lega, con Salvini e Piscina, insiste sulle primarie per rompere lo stallo.

L’opzione Perego

Sul fronte opposto, Forza Italia fa muro: Antonio Tajani ha incoronato Perego, sottosegretario alla Difesa, come interprete dello «spirito di milanesità», mentre il coordinatore regionale Alessandro Sorte e Letizia Moratti escludono la consultazione. In questo scenario s’inserisce anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, considerato un potenziale profilo centrista di sintesi e finora accreditato come figura fortemente gradita all’elettorato moderato, mentre il partito con Alessandro Colucci richiama alla compattezza bollando come inaccettabili le fughe in avanti.

Parla La Russa

A tenere le fila ci pensa Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa. Rifiutando la logica del “muro contro muro”, il presidente del Senato ha ricordato che le primarie “non sarebbero un dramma”, definendo Perego, Sardone e Lupi «tre ottimi candidati». E proprio nelle ultime ore di ieri, nei corridoi del Senato, Ignazio La Russa ha usato il suo registro ironico fotografando uno scenario che ricalca il quadro demoscopico.

«La questione Milano è all’attenzione dei vertici nazionali. Quindi io esprimo pareri che non sanno né di sugo né di salsa… Non le abbiamo mai fatte, ma tutto è possibile». Un messaggio chiaro di apertura. E i numeri di Lab21 dimostrano che, se trasparenti, le primarie possono rappresentare la chiave per riaprire la sfida per Palazzo Marino.

Leggi tutte le news di Politica


Torna alle notizie in home