Sostenibilità, plastica riciclata al 65 per cento per i salumi Ferrarini

Nuovo investimento dell’azienda Ferrarini per la sua strategia di sostenibilità: tutte le confezioni dei salumi affettati in commercio dal 2022 sono realizzate utilizzando almeno il 65 per cento di plastica riciclata. Partito in via sperimentale un anno fa, il progetto prevede l’utilizzo di plastica riciclata per la totalità delle vaschette dei salumi affettati utilizzando le percentuali più alte di prodotto riciclato rispetto agli standard attualmente disponibili sul mercato.

“L’impegno per la sostenibilità- dice il direttore marketing di Ferrarini Claudio Rizzi- è da sempre nel Dna dell’azienda diventandone un carattere distintivo sul mercato. Nel packaging dei prodotti viene inoltre evidenziato il corretto smaltimento per facilitare i consumatori, perché in Ferrarini siamo convinti che sono i piccoli gesti che facciamo ogni giorno, come la raccolta differenziata, che possono distinguerci nelle strategie della sostenibilità”.

Lo storico marchio è oggi tra i leader sul mercato nazionale del prosciutto cotto, sia nel canale della grande distribuzione organizzata, sia in quello del dettaglio tradizionale su tutto il territorio nazionale grazie ad una propria struttura commerciale.

Una sfida produttiva, quella di questa strategia, che Ferrarini lega alla volontà di mantenere forte il rapporto con “le piccole botteghe spesso localizzate in stupendi borghi o in centri storici che rischiano di essere abbandonati. Le nostre vendite – spiega Rizzi – sono per la stragrande maggioranza ancora fatte con i classici salumi interi tagliati al banco, ed uno dei nostri punti di forza è l’avere una strategia distributiva e commerciale che ci permette di far coesistere la Gdo con i dettaglianti tradizionali”.
Questa ultima iniziativa si affianca ad una filiera per il Parmigiano Reggiano completamente integrata dal foraggio, all’allevamento di 3mila vacche da latte, alla trasformazione e stagionatura delle forme, che ha ottenuto nel 2007 la certificazione di “prodotto con latte ottenuto da alimentazione Non OGM”. E ai vigneti a coltura biologica, che assicurano una pari produzione certificata biologica dal 2017.

Nuovo investimento dell’azienda Ferrarini per la sua strategia di sostenibilità: tutte le confezioni dei salumi affettati in commercio dal 2022 sono realizzate utilizzando almeno il 65 per cento di plastica riciclata. Partito in via sperimentale un anno fa, il progetto prevede l’utilizzo di plastica riciclata per la totalità delle vaschette dei salumi affettati utilizzando le percentuali più alte di prodotto riciclato rispetto agli standard attualmente disponibili sul mercato.

“L’impegno per la sostenibilità- dice il direttore marketing di Ferrarini Claudio Rizzi- è da sempre nel Dna dell’azienda diventandone un carattere distintivo sul mercato. Nel packaging dei prodotti viene inoltre evidenziato il corretto smaltimento per facilitare i consumatori, perché in Ferrarini siamo convinti che sono i piccoli gesti che facciamo ogni giorno, come la raccolta differenziata, che possono distinguerci nelle strategie della sostenibilità”.

Lo storico marchio è oggi tra i leader sul mercato nazionale del prosciutto cotto, sia nel canale della grande distribuzione organizzata, sia in quello del dettaglio tradizionale su tutto il territorio nazionale grazie ad una propria struttura commerciale.

Una sfida produttiva, quella di questa strategia, che Ferrarini lega alla volontà di mantenere forte il rapporto con “le piccole botteghe spesso localizzate in stupendi borghi o in centri storici che rischiano di essere abbandonati. Le nostre vendite – spiega Rizzi – sono per la stragrande maggioranza ancora fatte con i classici salumi interi tagliati al banco, ed uno dei nostri punti di forza è l’avere una strategia distributiva e commerciale che ci permette di far coesistere la Gdo con i dettaglianti tradizionali”.
Questa ultima iniziativa si affianca ad una filiera per il Parmigiano Reggiano completamente integrata dal foraggio, all’allevamento di 3mila vacche da latte, alla trasformazione e stagionatura delle forme, che ha ottenuto nel 2007 la certificazione di “prodotto con latte ottenuto da alimentazione Non OGM”. E ai vigneti a coltura biologica, che assicurano una pari produzione certificata biologica dal 2017.

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