Soumahoro e i fondi per l’Ucraina

Non ci sono solo i migranti, ma anche gli ucraini che fuggono dalla guerra nei progetti di Karibu e Consorzio Aid, le cooperative dei familiari del deputato dell’alleanza Verdi-Si Aboubakar Soumahoro, finite nella bufera a seguito di alcuni accertamenti della Finanza e dei carabinieri per presunte malversazioni di erogazioni pubbliche nell’accoglienza.
Il 3 giugno 2022, infatti, la Regione Lazio, con determinazione numero G07165, ha erogato un finanziamento del valore complessivo di 1 milione 151mila euro in favore di quattro cooperative sociali. C’è la Karibu di Sezze, presieduta dalla suocera di Soumahoro, Maria Therese Mukamitsindo, e amministrata fino al 17 ottobre scorso anche dalla moglie del parlamentare, Liliane Murekatete. Poi il Consorzio Agenzia per l’Inclusione e i Diritti (Aid) del capoluogo pontino, di cui è presidente la cognata di Soumahoro, Aline Mutesi, e la suocera è consigliera d’amministrazione. C’è il Quadrifoglio, la coop di Latina presieduta da Fabrizio Gasparetto. E infine Ninfea di Sabaudia, al cui capo c’è Achille Allen Trenta. Quattro organizzazioni che lavorano nel terzo settore del territorio pontino che, con le loro proposte, la scorsa estate hanno partecipato al bando per la “realizzazione di interventi e di reti per la presa in carico e l’inclusione socio-lavorativa della popolazione ucraina sul territorio della Regione Lazio”. E l’hanno vinto. Tant’è che il Comune di Latina, appreso dell’erogazione, ha subito avviato un coordinamento per offrire opportunità e sostegno ai tanti rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina e contribuire all’inclusione socio-lavorativa. Con grande soddisfazione del vice sindaco e assessore al Welfare, Francesca Pierleoni, che ha dichiarato: “Auspichiamo che tali interventi permettano ai rifugiati accolti sul nostro territorio di essere rapidamente autonomi, perché la dignità e la speranza che si riacquista con il lavoro è impagabile. Oggi queste persone hanno bisogno di essere sostenute per credere in un futuro possibile di pace e di sviluppo”. Un comunicato ufficiale ospitato anche sulla pagina Facebook della coop Karibu, che non è nuova a ricevere fondi per gli ucraini.
Già il 15 aprile 2021, quando la gestione era nelle mani pure della moglie di Soumahoro, la cooperativa, stavolta unica beneficiaria, aveva incassato oltre un milione di euro, per la precisione 1.059.463,46, dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, come anticipo di pagamento del finanziamento per due milioni e 135.705 euro che la Karibu si è aggiudicata nell’ambito del programma Amif 2021-2027, il fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, gestito dalla Commissione Europea e volto a migliorare l’approccio ai fenomeni migratori nel rispetto dei diritti dei cittadini europei ed extra-europei. Proprio l’anno finito nel mirino della denuncia di una trentina di migranti, che sostengono di non essere stati pagati e di aver vissuto in una condizione degradante, senza acqua calda, con il cibo che scarseggiava. E perfino di essere stati maltrattati. Per questo si sono rivolti al sindacato Uiltucs che, attraverso il segretario Gianfranco Cartisano, ha acceso i riflettori sulle due coop fondate da Maria Therese e già interessate dalle verifiche. Ora addirittura sotto la lente del ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, che ha deciso di mandare gli ispettori. “Mi dite cosa vi ho fatto? Voi mi volete morto”, ha detto tra le lacrime Soumahoro, in un video condiviso sui social. “Ma non ucciderete le mie idee”, ha aggiunto, ribadendo che lui non c’entra nulla con le coop di sua suocera. Mukamitsindo, che nel 2021 avrebbe incassato come emolumenti oltre 100mila euro, ha sempre suscitato stima per il suo impegno, tanto che fu vincitrice del premio MoneyGram Award come imprenditrice straniera. E Liliane, in un’intervista, ha detto: “Prima lavoravo per il rappresentante della Presidenza del Consiglio per l’Africa, sia durante il governo Berlusconi sia con Prodi”. Per portare avanti progetti e rapporti, nel 2009,la moglie del deputato ha avuto una consulenza tecnica da Palazzo Chigi per 17mila euro.

Non ci sono solo i migranti, ma anche gli ucraini che fuggono dalla guerra nei progetti di Karibu e Consorzio Aid, le cooperative dei familiari del deputato dell’alleanza Verdi-Si Aboubakar Soumahoro, finite nella bufera a seguito di alcuni accertamenti della Finanza e dei carabinieri per presunte malversazioni di erogazioni pubbliche nell’accoglienza.
Il 3 giugno 2022, infatti, la Regione Lazio, con determinazione numero G07165, ha erogato un finanziamento del valore complessivo di 1 milione 151mila euro in favore di quattro cooperative sociali. C’è la Karibu di Sezze, presieduta dalla suocera di Soumahoro, Maria Therese Mukamitsindo, e amministrata fino al 17 ottobre scorso anche dalla moglie del parlamentare, Liliane Murekatete. Poi il Consorzio Agenzia per l’Inclusione e i Diritti (Aid) del capoluogo pontino, di cui è presidente la cognata di Soumahoro, Aline Mutesi, e la suocera è consigliera d’amministrazione. C’è il Quadrifoglio, la coop di Latina presieduta da Fabrizio Gasparetto. E infine Ninfea di Sabaudia, al cui capo c’è Achille Allen Trenta. Quattro organizzazioni che lavorano nel terzo settore del territorio pontino che, con le loro proposte, la scorsa estate hanno partecipato al bando per la “realizzazione di interventi e di reti per la presa in carico e l’inclusione socio-lavorativa della popolazione ucraina sul territorio della Regione Lazio”. E l’hanno vinto. Tant’è che il Comune di Latina, appreso dell’erogazione, ha subito avviato un coordinamento per offrire opportunità e sostegno ai tanti rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina e contribuire all’inclusione socio-lavorativa. Con grande soddisfazione del vice sindaco e assessore al Welfare, Francesca Pierleoni, che ha dichiarato: “Auspichiamo che tali interventi permettano ai rifugiati accolti sul nostro territorio di essere rapidamente autonomi, perché la dignità e la speranza che si riacquista con il lavoro è impagabile. Oggi queste persone hanno bisogno di essere sostenute per credere in un futuro possibile di pace e di sviluppo”. Un comunicato ufficiale ospitato anche sulla pagina Facebook della coop Karibu, che non è nuova a ricevere fondi per gli ucraini.
Già il 15 aprile 2021, quando la gestione era nelle mani pure della moglie di Soumahoro, la cooperativa, stavolta unica beneficiaria, aveva incassato oltre un milione di euro, per la precisione 1.059.463,46, dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, come anticipo di pagamento del finanziamento per due milioni e 135.705 euro che la Karibu si è aggiudicata nell’ambito del programma Amif 2021-2027, il fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, gestito dalla Commissione Europea e volto a migliorare l’approccio ai fenomeni migratori nel rispetto dei diritti dei cittadini europei ed extra-europei. Proprio l’anno finito nel mirino della denuncia di una trentina di migranti, che sostengono di non essere stati pagati e di aver vissuto in una condizione degradante, senza acqua calda, con il cibo che scarseggiava. E perfino di essere stati maltrattati. Per questo si sono rivolti al sindacato Uiltucs che, attraverso il segretario Gianfranco Cartisano, ha acceso i riflettori sulle due coop fondate da Maria Therese e già interessate dalle verifiche. Ora addirittura sotto la lente del ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, che ha deciso di mandare gli ispettori. “Mi dite cosa vi ho fatto? Voi mi volete morto”, ha detto tra le lacrime Soumahoro, in un video condiviso sui social. “Ma non ucciderete le mie idee”, ha aggiunto, ribadendo che lui non c’entra nulla con le coop di sua suocera. Mukamitsindo, che nel 2021 avrebbe incassato come emolumenti oltre 100mila euro, ha sempre suscitato stima per il suo impegno, tanto che fu vincitrice del premio MoneyGram Award come imprenditrice straniera. E Liliane, in un’intervista, ha detto: “Prima lavoravo per il rappresentante della Presidenza del Consiglio per l’Africa, sia durante il governo Berlusconi sia con Prodi”. Per portare avanti progetti e rapporti, nel 2009,la moglie del deputato ha avuto una consulenza tecnica da Palazzo Chigi per 17mila euro.

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