Sovrani vs Sovranisti

L’Europa dell’Ue e della Nato, dei sovrani e dei sovranisti con sullo sfondo la guerra in Ucraina, le sanzioni contro la Russia e il caro bollette. In questo scenario di economia di guerra, con la Commissione Ue che si appresta a rendere obbligatori i tagli ai consumi energetici per fronteggiare la carenza di gas dopo che Mosca ha chiuso i rubinetti di Nord Stream, il quadro politico europeo mostra tutte le sue profonde contraddizioni, con le monarchie ancora in carica, da una parte, e dall’altra, i partiti sovranisti che in tanti definiscono populisti e che spesso sono semplicemente nazionalisti che hanno un nutrito seguito in diversi Paesi Ue. Partiti contro la “monarchia” Ue. Contrapposizione che spesso è all’ombra della Nato, quindi interna a quella che è l’alleanza militare oggi schierata con l’Ucraina e contro la Russia.

In questi giorni, con la morte di Elisabetta II e la salita al trono di Carlo III, l’attenzione si è spostata alle altre monarchie europee. Oltre al Regno Unito (membro Nato ma non Ue), ci sono la Danimarca (Ue e Nato), Norvegia (Nato), Svezia (Ue ma a breve entrerà nella Nato, dove moderati e sovranisti hanno appena vinto le elezioni), Spagna (Ue e Nato), Paesi Bassi (Ue e Nato) e Belgio (Ue e Nato). Oltre a questi ci sono tre principati (Monaco, Andorra e Liechtenstein), un granducato, il Lussemburgo (Ue e Nato) e una monarchia assoluta (Vaticano).

Monarchie costituzionali, dunque, dove regna la democrazia, che però in questi tempi di crisi non se la passa benissimo. Prima la pandemia, poi la guerra, il giro di vite si è abbattuto sui cittadini con pesanti limitazioni delle libertà. I lockdown anti Covid presto saranno lockdown energetici: con le luci spente e la chiusura anticipata di bar, ristoranti e locali, la gente se ne resterà a casa. Neanche troppo al calduccio, visti i tagli ai consumi. Chi lamenta che questa condizione non è da cittadini ma da sudditi spesso è un sovranista. Oggi il sovranismo è trasversale, non ha un colore politico. Alle politiche del 25 settembre si presentano diverse formazioni sovraniste, da sinistra a destra. Mentre FdI, primo partito per i sondaggi, è ex sovranista, oggi moderato.

I sovranisti difendono gli interessi nazionali in sede Ue, spesso contrapponendosi duramente al potere di Bruxelles. Sono euroscettici se non proprio contrari alla Ue (e spesso pure contro la Nato). Allora perché sovrani contro sovranisti? Perché sono i due estremi nell’assetto europeo. Le monarchie oggi appaiono un retaggio del passato sostanzialmente inutile dal punto di vista politico. Sono un legame con la tradizione, stanno lì a ricordarci chi eravamo. Agli occhi di chi vede nei sovranisti il male assoluto perché anti-Ue e troppo nazionalisti, queste monarchie costituzionali europee appaiono sicuramente più rassicuranti dell’Ungheria di Orban o della Polonia di Duda. Qui governano leader di destra, nazionalisti e, secondo taluni media, illiberali.

Sovrani e sovranisti sono i due estremi dunque e sono contrapposti non perché uno è il male-male e l’altro è il bene-bene, ma perché le monarchie sono inevitabilmente il passato, mentre il futuro è un qualcosa che somiglia al sovranismo (al netto degli eccessi di isolazionismo o delle ingenuità anti-euro o anti-Nato, come se si potesse uscire dalla moneta unica o dall’Alleanza atlantica senza battere ciglio). Così com’è la Ue non decide mai da sola veramente, non si difende veramente, spesso non fa gli interessi dei Paesi membri (come nel caso del gas Usa che ci costa il triplo di quello russo), divide più che unire. Va ripensata il rapporto tra governi nazionali e Ue: laddove il singolo Paese Ue può agire da solo non serve che intervenga Bruxelles. È necessario arrivare a vivere le istituzioni europee con un altro approccio e non come monarchie di cui siamo sudditi e che ci spingono nelle braccia dei sovranisti.

L’Europa dell’Ue e della Nato, dei sovrani e dei sovranisti con sullo sfondo la guerra in Ucraina, le sanzioni contro la Russia e il caro bollette. In questo scenario di economia di guerra, con la Commissione Ue che si appresta a rendere obbligatori i tagli ai consumi energetici per fronteggiare la carenza di gas dopo che Mosca ha chiuso i rubinetti di Nord Stream, il quadro politico europeo mostra tutte le sue profonde contraddizioni, con le monarchie ancora in carica, da una parte, e dall’altra, i partiti sovranisti che in tanti definiscono populisti e che spesso sono semplicemente nazionalisti che hanno un nutrito seguito in diversi Paesi Ue. Partiti contro la “monarchia” Ue. Contrapposizione che spesso è all’ombra della Nato, quindi interna a quella che è l’alleanza militare oggi schierata con l’Ucraina e contro la Russia.

In questi giorni, con la morte di Elisabetta II e la salita al trono di Carlo III, l’attenzione si è spostata alle altre monarchie europee. Oltre al Regno Unito (membro Nato ma non Ue), ci sono la Danimarca (Ue e Nato), Norvegia (Nato), Svezia (Ue ma a breve entrerà nella Nato, dove moderati e sovranisti hanno appena vinto le elezioni), Spagna (Ue e Nato), Paesi Bassi (Ue e Nato) e Belgio (Ue e Nato). Oltre a questi ci sono tre principati (Monaco, Andorra e Liechtenstein), un granducato, il Lussemburgo (Ue e Nato) e una monarchia assoluta (Vaticano).

Monarchie costituzionali, dunque, dove regna la democrazia, che però in questi tempi di crisi non se la passa benissimo. Prima la pandemia, poi la guerra, il giro di vite si è abbattuto sui cittadini con pesanti limitazioni delle libertà. I lockdown anti Covid presto saranno lockdown energetici: con le luci spente e la chiusura anticipata di bar, ristoranti e locali, la gente se ne resterà a casa. Neanche troppo al calduccio, visti i tagli ai consumi. Chi lamenta che questa condizione non è da cittadini ma da sudditi spesso è un sovranista. Oggi il sovranismo è trasversale, non ha un colore politico. Alle politiche del 25 settembre si presentano diverse formazioni sovraniste, da sinistra a destra. Mentre FdI, primo partito per i sondaggi, è ex sovranista, oggi moderato.

I sovranisti difendono gli interessi nazionali in sede Ue, spesso contrapponendosi duramente al potere di Bruxelles. Sono euroscettici se non proprio contrari alla Ue (e spesso pure contro la Nato). Allora perché sovrani contro sovranisti? Perché sono i due estremi nell’assetto europeo. Le monarchie oggi appaiono un retaggio del passato sostanzialmente inutile dal punto di vista politico. Sono un legame con la tradizione, stanno lì a ricordarci chi eravamo. Agli occhi di chi vede nei sovranisti il male assoluto perché anti-Ue e troppo nazionalisti, queste monarchie costituzionali europee appaiono sicuramente più rassicuranti dell’Ungheria di Orban o della Polonia di Duda. Qui governano leader di destra, nazionalisti e, secondo taluni media, illiberali.

Sovrani e sovranisti sono i due estremi dunque e sono contrapposti non perché uno è il male-male e l’altro è il bene-bene, ma perché le monarchie sono inevitabilmente il passato, mentre il futuro è un qualcosa che somiglia al sovranismo (al netto degli eccessi di isolazionismo o delle ingenuità anti-euro o anti-Nato, come se si potesse uscire dalla moneta unica o dall’Alleanza atlantica senza battere ciglio). Così com’è la Ue non decide mai da sola veramente, non si difende veramente, spesso non fa gli interessi dei Paesi membri (come nel caso del gas Usa che ci costa il triplo di quello russo), divide più che unire. Va ripensata il rapporto tra governi nazionali e Ue: laddove il singolo Paese Ue può agire da solo non serve che intervenga Bruxelles. È necessario arrivare a vivere le istituzioni europee con un altro approccio e non come monarchie di cui siamo sudditi e che ci spingono nelle braccia dei sovranisti.

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