Spazio aereo violato: molto rumore per nulla
Allarme sicurezza all’aeroporto internazionale di Palm Beach questa domenica prima del rientro di Trump a Washington con l’Air Force One. Applicati i protocolli di emergenza previsti per alti livelli di rischio.
Un aereo civile infatti ha violato la restrizione temporanea di volo (TFR) intorno alle 13.15 ora locale. Il comando NORAD ha fatto decollare d’urgenza dei caccia F-16 che hanno intercettato il velivolo sopra Palm Beach, scortando l’aeromobile fuori dall’area interdetta per la sicurezza del Presidente americano.
Il pilota dell’aereo civile non rispondeva alle chiamate e quindi sono stati usati dei razzi per attirare la sua attenzione e provare a comunicare con lui. I razzi luminosi segnalatori (flares) sono utilizzati sempre in questi casi con il massimo rispetto per le norme di sicurezza. Si esauriscono completamente e in modo veloce e non rappresentano alcun pericolo per le persone a terra.
Durante le operazioni di messa in sicurezza sono state sospese per circa un’ora tutte le attività presso l’aeroporto con notevoli ritardi per i voli commerciali.
All’inizio si parlava di un drone molto vicino all’Air Force One. Tuttavia il Secret Service e la Casa Bianca hanno successivamente smentito questa ipotesi, chiarendo che la causa dell’allarme è stata esclusivamente la presenza di un aereo privato che aveva perso i contatti radio. Quindi nessun pericolo concreto per il Tycoon e per il suo aeromobile.
Tali voci erano state alimentate anche dall’annuncio di un pilota della Delta Air Lines che informava i passeggeri di un allarme sicurezza e dell’invio di elicotteri per indagare sulla situazione. Un portavoce dei Servizi Segreti ha dichiarato che gli elicotteri visti decollare molto probabilmente non erano collegati alla sicurezza di Donald Trump. Al momento del fatto il Presidente si trovava al Trump International Golf Course di Palm Beach e quindi non era sul posto.
Una volta risolto l’allarme e ristabilite le comunicazioni con il velivolo civile, l’inquilino della Casa Bianca è potuto ripartire in sicurezza verso Washington la sera stessa.
L’apparecchio civile ha violato illegalmente una restrizione temporanea del volo. Infatti quando il Presidente si trova a Mar-a-Lago o al suo golf club, lo spazio aereo sopra Palm Beach diventa una “zona rossa” per i voli civili non autorizzati.
La FAA (Federal Aviation Administration) ha aperto un’indagine. Il pilota rischia la sospensione o la revoca della licenza di volo e pesanti sanzioni pecuniarie per aver violato lo spazio aereo presidenziale e aver causato l’intervento della difesa aerea nazionale.
L’agenzia ha inoltre ricordato che ogni aviatore è obbligato per legge a controllare i Notices to Airmen (NOTAM) prima di ogni volo, i quali segnalano chiaramente le zone TFR attive. Non si è trattato quindi di un atto ostile ma di un errore di un pilota privato che ha perso il contatto con la torre di controllo.
Le violazioni dello spazio aereo sono piuttosto comuni, in particolare fuori da Washington D.C. e l’allarme scatta d’obbligo. La tensione comunque resta alta.
L’errore umano è sempre dietro l’angolo e può paralizzare un intero scalo internazionale.
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