Speqk, la fisica dei quanti al servizio della sicurezza informatica

Selezionata dal Mise, una tecnologia alla base della startup nata nel laboratorio

congiunto Q@TN di UniTrento si è fatta notare all’esposizione universale degli Emirati

Arabi Uniti come promettente rimedio alla fragilità degli attuali sistemi crittografici e per le grandi potenzialità di mercato.

Mai come in questo momento, infatti, per comunicare in sicurezza è necessario non essere intercettati. Ma tutto ciò non basta. È importante codificare i dati della trasmissione affinché non vengano decifrati nemmeno nel malaugurato caso d’essere intercettati. Potrebbe sembrare uno scrupolo da intelligence o un’attenzione da servizi di sicurezza e invece è una necessità che riguarda ogni giorno milioni di operazioni e transazioni.

Per questo, un gruppo di ricercatori ha brevettato un dispositivo, una tecnologia che consente di sfruttare la fisica quantistica limitando al massimo le problematiche tipicamente connesse con il suo utilizzo. “Le tecnologie quantistiche permettono di creare codici complessi, chiavi causali, protocolli in grado di generare sequenze imprevedibili di numeri – spiega Nicolò Leone, dottorando di Q@TN e team leder del progetto Speqk – un alto livello di sicurezza che siamo riusciti a ottenere evitando i problemi più comuni che si hanno quando si entra nel mondo con tecnologie quantistiche, creando quindi un sistema a basso costo, compatto, leggero e a bassa potenza”.

Il brevetto alla base di Speqk, la startup in incubazione nata da questa intuizione, è stato selezionato nei mesi scorsi durante l’Intellectual Property Award (Ipa) del ministero dello Sviluppo economico (Mise) ed è stato presentato nei giorni scorsi all’Expo di Dubai, dove ha attirato interesse per le grandi potenzialità di sviluppo e implementazione e per l’alto tasso di commerciabilità.

“La nostra invenzione – prosegue Leone – è in grado di adattare la certificazione di sicurezza quantistica ad applicazioni consumer, quindi di utilizzo quotidiano, con un processo che può partire da qualsiasi fonte di luce (laser, diodo elettroluminescente, lampadina), che utilizza un semplice sistema ottico lineare e che si basa su una sorgete fabbricabile in grandi volumi e a basso costo”.

Alto tasso di innovazione e vaste opportunità commerciali che non sono sfuggite ai partecipanti all’esposizione universale di Dubai, dove Speqk si è fatta notare per le grandi potenzialità di penetrazione nel settore dell’elettronica di consumo, come ad esempio nel mondo degli smartphone

Selezionata dal Mise, una tecnologia alla base della startup nata nel laboratorio

congiunto Q@TN di UniTrento si è fatta notare all’esposizione universale degli Emirati

Arabi Uniti come promettente rimedio alla fragilità degli attuali sistemi crittografici e per le grandi potenzialità di mercato.

Mai come in questo momento, infatti, per comunicare in sicurezza è necessario non essere intercettati. Ma tutto ciò non basta. È importante codificare i dati della trasmissione affinché non vengano decifrati nemmeno nel malaugurato caso d’essere intercettati. Potrebbe sembrare uno scrupolo da intelligence o un’attenzione da servizi di sicurezza e invece è una necessità che riguarda ogni giorno milioni di operazioni e transazioni.

Per questo, un gruppo di ricercatori ha brevettato un dispositivo, una tecnologia che consente di sfruttare la fisica quantistica limitando al massimo le problematiche tipicamente connesse con il suo utilizzo. “Le tecnologie quantistiche permettono di creare codici complessi, chiavi causali, protocolli in grado di generare sequenze imprevedibili di numeri – spiega Nicolò Leone, dottorando di Q@TN e team leder del progetto Speqk – un alto livello di sicurezza che siamo riusciti a ottenere evitando i problemi più comuni che si hanno quando si entra nel mondo con tecnologie quantistiche, creando quindi un sistema a basso costo, compatto, leggero e a bassa potenza”.

Il brevetto alla base di Speqk, la startup in incubazione nata da questa intuizione, è stato selezionato nei mesi scorsi durante l’Intellectual Property Award (Ipa) del ministero dello Sviluppo economico (Mise) ed è stato presentato nei giorni scorsi all’Expo di Dubai, dove ha attirato interesse per le grandi potenzialità di sviluppo e implementazione e per l’alto tasso di commerciabilità.

“La nostra invenzione – prosegue Leone – è in grado di adattare la certificazione di sicurezza quantistica ad applicazioni consumer, quindi di utilizzo quotidiano, con un processo che può partire da qualsiasi fonte di luce (laser, diodo elettroluminescente, lampadina), che utilizza un semplice sistema ottico lineare e che si basa su una sorgete fabbricabile in grandi volumi e a basso costo”.

Alto tasso di innovazione e vaste opportunità commerciali che non sono sfuggite ai partecipanti all’esposizione universale di Dubai, dove Speqk si è fatta notare per le grandi potenzialità di penetrazione nel settore dell’elettronica di consumo, come ad esempio nel mondo degli smartphone

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