Start UPP: oltre 9 milioni ad un progetto che vuole smaltire l’arretrato degli uffici giudiziari

Uno storico problema, nei tribunali italiani, è quello dello smaltimento dell’arretrato, che pesa enormemente sui ritardi della giustizia italiana. Una notizia che arriva da un ateneo del Sud apre ora all’innovazione come strumento per risolvere annose problematiche. Finanziato con 9 milioni e 300mila euro il progetto  Start-UPP dell’Università di Bari Aldo Moro nell’ambito del Progetto unitario per la diffusione dell’Ufficio per il Processo e l’implementazione di modelli operativi innovativi negli uffici giudiziari per lo smaltimento dell’arretrato.

Al bando del ministero della Giustizia avevano aderito 57 atenei pubblici statali, concorrendo al finanziamento di oltre 51 milioni di euro. In campo progetti di collaborazione tra Università e Tribunali per realizzare uno degli obiettivi più difficili e ambiziosi del PNRR: migliorare l’  organizzazione della macchina giudiziaria per rendere la giustizia italiana più efficiente  e   produttiva.

Il progetto Start UPP ha visto l’ Università barese quale capofila di un gruppo che comprende gli atenei di Lecce, Foggia, Salerno, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Politecnico di Bari.

Obiettivi, il rafforzamento delle competenze e la digitalizzazione degli uffici per il Processo (UPP), visti come strutture core del sistema giudiziario, sulla strada della riduzione significativa del Disposition Time e, contemporaneamente, l’azzeramento dell’arretrato. Operazione, questa, utile ad agevolare l’immissione in ruolo e ad attuare il coordinamento dei giovani laureati destinati all’UPP in base alle previsioni del PNRR.

Uno storico problema, nei tribunali italiani, è quello dello smaltimento dell’arretrato, che pesa enormemente sui ritardi della giustizia italiana. Una notizia che arriva da un ateneo del Sud apre ora all’innovazione come strumento per risolvere annose problematiche. Finanziato con 9 milioni e 300mila euro il progetto  Start-UPP dell’Università di Bari Aldo Moro nell’ambito del Progetto unitario per la diffusione dell’Ufficio per il Processo e l’implementazione di modelli operativi innovativi negli uffici giudiziari per lo smaltimento dell’arretrato.

Al bando del ministero della Giustizia avevano aderito 57 atenei pubblici statali, concorrendo al finanziamento di oltre 51 milioni di euro. In campo progetti di collaborazione tra Università e Tribunali per realizzare uno degli obiettivi più difficili e ambiziosi del PNRR: migliorare l’  organizzazione della macchina giudiziaria per rendere la giustizia italiana più efficiente  e   produttiva.

Il progetto Start UPP ha visto l’ Università barese quale capofila di un gruppo che comprende gli atenei di Lecce, Foggia, Salerno, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Politecnico di Bari.

Obiettivi, il rafforzamento delle competenze e la digitalizzazione degli uffici per il Processo (UPP), visti come strutture core del sistema giudiziario, sulla strada della riduzione significativa del Disposition Time e, contemporaneamente, l’azzeramento dell’arretrato. Operazione, questa, utile ad agevolare l’immissione in ruolo e ad attuare il coordinamento dei giovani laureati destinati all’UPP in base alle previsioni del PNRR.

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