Storico voto a larghissima maggioranza per voltare definitivamente pagina Cile, ok alla nuova Costituzione

Il presidente Sebastian Pinera: “Sia il grande quadro per l’unità, la stabilità e il futuro”

 

I cileni hanno votato a larghissima maggioranza a favore di una nuova Costituzione in sostituzione di quella ereditata dall’era di Pinochet, in un referendum tenuto un anno dopo una massiccia rivolta popolare contro le disuguaglianze sociali. Secondo i risultati quasi definitivi che coprono oltre il 99% dei seggi elettorali, i voti a favore di una nuova Costituzione hanno vinto di gran lunga con il 78,28%. L’affluenza è stata intorno al 50%, secondo l’autorità elettorale del Cile. Il sì al referendum è solo la prima tappa di un processo di cambiamento che passerà per l’elezione dei rappresentanti della costituente, previste per l’aprile del 2021. Gli eletti avranno un anno di tempo per redigere la nuova costituzione cilena, quindi la riforma dovrà essere sottoposta al voto dei cileni. Il presidente Sebastian Pinera ha ricordato ai cileni: “Questo plebiscito non è la fine, ma è l’inizio di un percorso che insieme, tutti noi, dobbiamo percorrere per concordare una nuova costituzione per il Cile. Fino ad ora la costituzione ci ha divisi. Da oggi [25 ottobre], dobbiamo tutti collaborare affinché la nuova costituzione sia il grande quadro per l’unità, la stabilità e il futuro”. Questo forte sì alla nuova costituzione segna l’inizio di una fase in cui il Cile mostra di voler rompere con il suo passato segnato da violenze, da ingiustizie e dalle disuguaglianze a cui il modello neoliberista del regime di Augusto Pinochet aveva sottoposto il popolo cileno durante la sua dittatura. La costituzione, in vigore dal 1980, era diventata un’ombra che continuava ad aleggiare sulla società cilena libera dalle dittature.

Alessandra Santangelo

Il presidente Sebastian Pinera: “Sia il grande quadro per l’unità, la stabilità e il futuro”

 

I cileni hanno votato a larghissima maggioranza a favore di una nuova Costituzione in sostituzione di quella ereditata dall’era di Pinochet, in un referendum tenuto un anno dopo una massiccia rivolta popolare contro le disuguaglianze sociali. Secondo i risultati quasi definitivi che coprono oltre il 99% dei seggi elettorali, i voti a favore di una nuova Costituzione hanno vinto di gran lunga con il 78,28%. L’affluenza è stata intorno al 50%, secondo l’autorità elettorale del Cile. Il sì al referendum è solo la prima tappa di un processo di cambiamento che passerà per l’elezione dei rappresentanti della costituente, previste per l’aprile del 2021. Gli eletti avranno un anno di tempo per redigere la nuova costituzione cilena, quindi la riforma dovrà essere sottoposta al voto dei cileni. Il presidente Sebastian Pinera ha ricordato ai cileni: “Questo plebiscito non è la fine, ma è l’inizio di un percorso che insieme, tutti noi, dobbiamo percorrere per concordare una nuova costituzione per il Cile. Fino ad ora la costituzione ci ha divisi. Da oggi [25 ottobre], dobbiamo tutti collaborare affinché la nuova costituzione sia il grande quadro per l’unità, la stabilità e il futuro”. Questo forte sì alla nuova costituzione segna l’inizio di una fase in cui il Cile mostra di voler rompere con il suo passato segnato da violenze, da ingiustizie e dalle disuguaglianze a cui il modello neoliberista del regime di Augusto Pinochet aveva sottoposto il popolo cileno durante la sua dittatura. La costituzione, in vigore dal 1980, era diventata un’ombra che continuava ad aleggiare sulla società cilena libera dalle dittature.

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