Strage di Crans-Montana, rientrate in Italia le salme. Identificati tutti i feriti
Sono rientrate in Italia le salme delle vittime italiane della strage di Crans-Montana, il rogo scoppiato nella notte di Capodanno in un locale affollato di giovani. In tarda mattinata un volo di Stato è atterrato all’aeroporto militare di Linate, riportando nel Paese quattro dei sei ragazzi morti. Intanto, sul fronte delle indagini, le autorità svizzere hanno completato l’identificazione di tutti i feriti: sono 116, 83 dei quali ancora ricoverati.
Il rientro delle vittime e il silenzio sulla pista
Dopo l’atterraggio, i feretri sono stati trasferiti sui carri funebri in un clima di raccoglimento assoluto. Presenti i familiari e le autorità locali, con i gonfaloni istituzionali. Un sacerdote ha impartito la benedizione, mentre sulla pista calava un silenzio carico di dolore.
Le due vittime milanesi, Chiara Costanzo e Achille Barosi, resteranno a Milano in attesa della camera ardente e delle esequie. Giovanni Tamburi e Emanuele Galeppini sono invece diretti verso le loro città, rispettivamente Bologna e Genova. Un altro volo militare è in partenza verso Ciampino con il feretro di Riccardo Minghetti.
Non rientra in Italia Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano: i funerali si terranno nella città elvetica.
A bordo dell’aereo di Stato hanno viaggiato anche alcuni familiari delle vittime, personale della Protezione civile, funzionari del ministero degli Esteri e un’équipe di psicologi. Le operazioni di imbarco in Svizzera sono avvenute alla presenza della polizia cantonale del Vallese e delle autorità locali.
Tutti identificati i feriti: i numeri
La polizia del Vallese ha confermato che sono state identificate tutte le persone rimaste ferite nell’incendio: 116 in totale. Il bilancio iniziale di 119 includeva tre persone finite in ospedale per cause non legate al rogo.
La maggioranza dei feriti è di nazionalità svizzera, seguita da quella francese. Oltre ottanta persone sono ancora sotto osservazione nei reparti ospedalieri.
Un minuto di silenzio nelle scuole
Mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane, sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha parlato di un gesto di vicinanza verso le famiglie e di ricordo per giovani che hanno perso la vita in un contesto che avrebbe dovuto essere di festa e condivisione.
Le indagini e la richiesta di giustizia
Sul piano giudiziario, il dibattito resta acceso. L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha riferito che, secondo quanto emerso, in Italia i gestori del locale sarebbero stati arrestati, mentre la procura del Canton Vallese ha escluso per ora misure cautelari, ritenendo assenti i presupposti.
Cornado ha inoltre sottolineato le criticità emerse sul piano della sicurezza: il materiale fonoassorbente del soffitto sarebbe risultato infiammabile e le uscite di emergenza poco visibili in una situazione di caos. «Le famiglie chiedono giustizia», ha ribadito il diplomatico dopo aver incontrato i parenti delle vittime, assicurando la piena collaborazione delle autorità elvetiche.
Un dolore che non si attenua, mentre proseguono le indagini per chiarire responsabilità e cause di una tragedia che ha segnato profondamente l’inizio del nuovo anno.
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