“Sul caso Autogrill troppe bugie Anche da Conte. Ma quale prof? Farò di tutto per sapere la verità”

Io posso accettare tutto per il bene di patria, ma non che mi facciano passare da scemo. E non credo alle ricostruzioni di Giuseppe Conte, perché sono contraddittorie e inverosimili”. È lapidario e sul piede di guerra Matteo Renzi, leader di Italia Viva e al centro della scontro con il capo dei 5S per il video dell’incontro all’autogrill con lo 007 Marco Mancini, dopo l’intervista a L’Identità.

Senator, allora non crede a Conte?
A Conte non credo per ovvi motivi. Ma alla versione di Conte non ci crede nemmeno lui, tanto’è che ha cercato di fare una smentita abbastanza imbarazzata. Si sentiva lo stridio delle unghie sui vetri, nel senso che si stava realmente aggrappando agli specchi. Il punto è molto semplice: io voglio la verità. Basta. Siccome non ho niente da temere dalla verità e hanno fatto una serie di show su quello che è accaduto, sostenendo che vi fossero loschi personaggi e losche trame, io adesso mi fermo soltanto davanti alla verità.

Per questo ha presentato l’esposto per la violazione del segreto di Stato?
Io ho chiesto all’avvocato Luigi Panella di seguire questa vicenda perché lo ritengo uno dei massimi esperti su questi temi. Ci stanno molti elementi che non tornano. Naturalmente abbiamo la massima fiducia nell’autorità giudiziaria e vedremo come andrà. Nelle prossime ore presenteremo una memoria, chiederemo l’accesso agli atti per capire questa professoressa che cosa dice, come, quali atti sono stati fatti. Consideri che abbiamo chiesto che venissero prese le telecamere dell’autogrilli e con quelle immagini, se è come dice Sigfrido Ranucci, si vedrà chiaramente. Perché perfino volendo credere alla presunta testimone che ascoltò gli ultimi istanti del mio colloquio con Marco Mancini, e quindi dando un credito all’ultima versione delle quattro che Ranucci ha cambiato, tecnicamente non torna nulla.

Ad esempio cosa?
Che la professoressa sia partita prima di me ma contemporaneamente non torna con l’indicazione della macchina per fare le foto e non torna con il fatto che tutte le persone che erano lì sostengono che non ci fosse un’altra macchina.

Le telecamere le hanno sequestrate?
Non spetta a me saperlo, ma in ogni caso siamo sempre in tempo per fare tutti gli accertamenti. La professoressa, se esiste, come mai si muove in zona rossa?. Il padre, che sta un’ora e mezzo in macchina, che problemi ha? Perché nessuno lo vede uscire per andare in bagno?

Pensa che ci fosse qualcun altro quel giorno all’autogrill?
Io ho una mia idea di quello che è successo. Ma le mie idee contano zero. Qui c’è un magistrato, che noi stimiamo e rispettiamo, che ha tutti gli elementi per fare le proprie valutazioni. Nel frattempo, per aiutare nella valutazione, presenteremo ulteriori materiali, perché se lei guarda le varie versioni di Ranucci cambiano con le stagioni.
L’ultima in cui disconosce l’ex Sismi e dice che avrebbe riconosciuto da solo Mancini.
Anche su questo. Come può essere credibile uno che dice tutto e il contrario di tutto. Perché lo fa? Perché la divulgazione del segreto di Stato è un reato che viene pesantemente punito, quindi perché lui a un certo punto sente il bisogno di difendere quello che dice?

La versione sulla fonte comincia a scricchiolare?
Non sta in piedi neanche con le stecchette. Lo sanno tutti, lo sanno quelli della Rai ma fanno finta di niente, lo sanno quelli di Palazzo Chigi ma fanno finta di niente.

Pensa che per fare chiarezza bisognerebbe togliere il segreto di Stato?
Io credo che il problema non sia neanche quello. Non posso sapere su cosa sono state poste le domande. Però sono convinto che nonostante il segreto di Stato, messo da Elisabetta Belloni, arriveremo alla verità. Perché se davvero c’è questa professoressa sarà interrogata e ci saranno verifiche. Sono convinto che è solo una questione di tempo ma prima del 2037, quando scadrà il segreto dia Stato, noi avremo la verità su questa vicenda.

Dai anche prima del 2037…
Beh, questa è una battuta.

Magari già nella prima metà del 2023, no?
Io credo che il vero elemento di fondo sia quello di avere una verità nell’arco di qualche mese. Spero prima possibile. Però rispettiamo i tempi della Magistratura e da fin d’ora ci dichiariamo disponibili a lavorare e a collaborare in un corretto rapporto tra Istituzioni.

Ma l’obiettivo del personaggio che ha girato il video era lei o Mancini?
Mi tengo le mie opinioni. E qui le opinioni stanno a zero. Quello che è certo è che Conte non è credibile, perché va bene sbagliare il mese. Quello che non ci sta è la sensazione, cioè Conte risponde dicendo che da presidente del Consiglio non si intromette. Ammesso che sia vero o no quello che dice, lui racconta una sensazione che lo colloca chiaramente a Palazzo Chigi. Io sono molto convinto, avendo sentito l’audio, che Conte davvero abbia saputo e visto questo materiale quando era ancora premier.
Beh, quella è la sensazione che abbiamo avuto anche noi in quella telefonata.
Si sta arrampicando sugli specchi e soprattutto sta rischiando di farsi del male da solo.

Cosa cambia se Conte ha visto il video?
A me non interessa, ma è chiaro che se Conte ha visto il video nel gennaio del 2021 l’idea che la professoressa lo mandi a Report è un po’ strana. La professoressa che casualmente, vedendo una trasmissione, collega Mancini è una follia. Però in questa vicenda le sembra normale che Ranucci prima dica che è l’agente del Sismi, poi è lui, le macchine che vanno a sinistra, poi non è vero. E ci sono dei particolari insidiosi. Io non li vedo, credo che siamo di fronte a una vicenda particolarmente contraddittoria. Questione di poco. Quello che è certo è che le dichiarazioni di Conte mi hanno portato a fare un esposto.

Crede che Guerini al Copasir possa dare un contributo alla trasparenza di questa vicenda o può essere un elemento per mettere la verità sotto il tappeto?
Né l’una né l’altra. Guerini non accelera alcun tipo di soluzione e non blocca niente. La vicenda è nelle mani di chi deve fare le indagini. Gli errori della professoressa sono talmente tanti che è macroscopico il fatto che la storia è un’altra. Bisogna non avere fretta, porteremo a casa il risultato.

Lei è stato un po’ il bersaglio di certa Magistratura. Cosa pensa di Carlo Nordio?
Credo che le idee di Nordio siano molto interessanti. Adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti. Spero si possa fare.
Cosa le piace di più tra le proposte di riforma?
Qualsiasi cosa possa dire sarà usata contro di lui.

Allora lasciamolo lavorare in pace. E diciamo qualcosa del Pd, no?
Il Pd ormai si commenta da solo. È allergico alle vittorie. Se torna a vincere è un bene, ma mi sembra che sia molto concentrato in discussioni stravaganti. Quando leggo che per il dibattito congressuale si tiene viva la scintilla della rivoluzione d’ottobre dico che siamo in un’altra era.

Invece il governo Meloni?
Sono colpito dalla pochezza di questa legge di bilancio. Mi aspettavo una ripartenza. Stiamo cercando di dare una mano con Carlo Calenda per fare un lavoro serio ma al momento sono solo chiacchiere.
Non farà le manovre strategiche per rovesciare gli esecutivi, per ora.
No, ma l’esecutivo si romperà da solo in vista delle Europee del 2024.
C’è un anno per lavorare.
Vediamo. Non allarghiamoci.

Io posso accettare tutto per il bene di patria, ma non che mi facciano passare da scemo. E non credo alle ricostruzioni di Giuseppe Conte, perché sono contraddittorie e inverosimili”. È lapidario e sul piede di guerra Matteo Renzi, leader di Italia Viva e al centro della scontro con il capo dei 5S per il video dell’incontro all’autogrill con lo 007 Marco Mancini, dopo l’intervista a L’Identità.

Senator, allora non crede a Conte?
A Conte non credo per ovvi motivi. Ma alla versione di Conte non ci crede nemmeno lui, tanto’è che ha cercato di fare una smentita abbastanza imbarazzata. Si sentiva lo stridio delle unghie sui vetri, nel senso che si stava realmente aggrappando agli specchi. Il punto è molto semplice: io voglio la verità. Basta. Siccome non ho niente da temere dalla verità e hanno fatto una serie di show su quello che è accaduto, sostenendo che vi fossero loschi personaggi e losche trame, io adesso mi fermo soltanto davanti alla verità.

Per questo ha presentato l’esposto per la violazione del segreto di Stato?
Io ho chiesto all’avvocato Luigi Panella di seguire questa vicenda perché lo ritengo uno dei massimi esperti su questi temi. Ci stanno molti elementi che non tornano. Naturalmente abbiamo la massima fiducia nell’autorità giudiziaria e vedremo come andrà. Nelle prossime ore presenteremo una memoria, chiederemo l’accesso agli atti per capire questa professoressa che cosa dice, come, quali atti sono stati fatti. Consideri che abbiamo chiesto che venissero prese le telecamere dell’autogrilli e con quelle immagini, se è come dice Sigfrido Ranucci, si vedrà chiaramente. Perché perfino volendo credere alla presunta testimone che ascoltò gli ultimi istanti del mio colloquio con Marco Mancini, e quindi dando un credito all’ultima versione delle quattro che Ranucci ha cambiato, tecnicamente non torna nulla.

Ad esempio cosa?
Che la professoressa sia partita prima di me ma contemporaneamente non torna con l’indicazione della macchina per fare le foto e non torna con il fatto che tutte le persone che erano lì sostengono che non ci fosse un’altra macchina.

Le telecamere le hanno sequestrate?
Non spetta a me saperlo, ma in ogni caso siamo sempre in tempo per fare tutti gli accertamenti. La professoressa, se esiste, come mai si muove in zona rossa?. Il padre, che sta un’ora e mezzo in macchina, che problemi ha? Perché nessuno lo vede uscire per andare in bagno?

Pensa che ci fosse qualcun altro quel giorno all’autogrill?
Io ho una mia idea di quello che è successo. Ma le mie idee contano zero. Qui c’è un magistrato, che noi stimiamo e rispettiamo, che ha tutti gli elementi per fare le proprie valutazioni. Nel frattempo, per aiutare nella valutazione, presenteremo ulteriori materiali, perché se lei guarda le varie versioni di Ranucci cambiano con le stagioni.
L’ultima in cui disconosce l’ex Sismi e dice che avrebbe riconosciuto da solo Mancini.
Anche su questo. Come può essere credibile uno che dice tutto e il contrario di tutto. Perché lo fa? Perché la divulgazione del segreto di Stato è un reato che viene pesantemente punito, quindi perché lui a un certo punto sente il bisogno di difendere quello che dice?

La versione sulla fonte comincia a scricchiolare?
Non sta in piedi neanche con le stecchette. Lo sanno tutti, lo sanno quelli della Rai ma fanno finta di niente, lo sanno quelli di Palazzo Chigi ma fanno finta di niente.

Pensa che per fare chiarezza bisognerebbe togliere il segreto di Stato?
Io credo che il problema non sia neanche quello. Non posso sapere su cosa sono state poste le domande. Però sono convinto che nonostante il segreto di Stato, messo da Elisabetta Belloni, arriveremo alla verità. Perché se davvero c’è questa professoressa sarà interrogata e ci saranno verifiche. Sono convinto che è solo una questione di tempo ma prima del 2037, quando scadrà il segreto dia Stato, noi avremo la verità su questa vicenda.

Dai anche prima del 2037…
Beh, questa è una battuta.

Magari già nella prima metà del 2023, no?
Io credo che il vero elemento di fondo sia quello di avere una verità nell’arco di qualche mese. Spero prima possibile. Però rispettiamo i tempi della Magistratura e da fin d’ora ci dichiariamo disponibili a lavorare e a collaborare in un corretto rapporto tra Istituzioni.

Ma l’obiettivo del personaggio che ha girato il video era lei o Mancini?
Mi tengo le mie opinioni. E qui le opinioni stanno a zero. Quello che è certo è che Conte non è credibile, perché va bene sbagliare il mese. Quello che non ci sta è la sensazione, cioè Conte risponde dicendo che da presidente del Consiglio non si intromette. Ammesso che sia vero o no quello che dice, lui racconta una sensazione che lo colloca chiaramente a Palazzo Chigi. Io sono molto convinto, avendo sentito l’audio, che Conte davvero abbia saputo e visto questo materiale quando era ancora premier.
Beh, quella è la sensazione che abbiamo avuto anche noi in quella telefonata.
Si sta arrampicando sugli specchi e soprattutto sta rischiando di farsi del male da solo.

Cosa cambia se Conte ha visto il video?
A me non interessa, ma è chiaro che se Conte ha visto il video nel gennaio del 2021 l’idea che la professoressa lo mandi a Report è un po’ strana. La professoressa che casualmente, vedendo una trasmissione, collega Mancini è una follia. Però in questa vicenda le sembra normale che Ranucci prima dica che è l’agente del Sismi, poi è lui, le macchine che vanno a sinistra, poi non è vero. E ci sono dei particolari insidiosi. Io non li vedo, credo che siamo di fronte a una vicenda particolarmente contraddittoria. Questione di poco. Quello che è certo è che le dichiarazioni di Conte mi hanno portato a fare un esposto.

Crede che Guerini al Copasir possa dare un contributo alla trasparenza di questa vicenda o può essere un elemento per mettere la verità sotto il tappeto?
Né l’una né l’altra. Guerini non accelera alcun tipo di soluzione e non blocca niente. La vicenda è nelle mani di chi deve fare le indagini. Gli errori della professoressa sono talmente tanti che è macroscopico il fatto che la storia è un’altra. Bisogna non avere fretta, porteremo a casa il risultato.

Lei è stato un po’ il bersaglio di certa Magistratura. Cosa pensa di Carlo Nordio?
Credo che le idee di Nordio siano molto interessanti. Adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti. Spero si possa fare.
Cosa le piace di più tra le proposte di riforma?
Qualsiasi cosa possa dire sarà usata contro di lui.

Allora lasciamolo lavorare in pace. E diciamo qualcosa del Pd, no?
Il Pd ormai si commenta da solo. È allergico alle vittorie. Se torna a vincere è un bene, ma mi sembra che sia molto concentrato in discussioni stravaganti. Quando leggo che per il dibattito congressuale si tiene viva la scintilla della rivoluzione d’ottobre dico che siamo in un’altra era.

Invece il governo Meloni?
Sono colpito dalla pochezza di questa legge di bilancio. Mi aspettavo una ripartenza. Stiamo cercando di dare una mano con Carlo Calenda per fare un lavoro serio ma al momento sono solo chiacchiere.
Non farà le manovre strategiche per rovesciare gli esecutivi, per ora.
No, ma l’esecutivo si romperà da solo in vista delle Europee del 2024.
C’è un anno per lavorare.
Vediamo. Non allarghiamoci.

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